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Un appello inviato a ministri, parlamentari, Regione, politici, prefetto e Procura della Repubblica. Ma sembra «vecchio»

In settantacinque chiedono di «liberare» piazza Diaz

 

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 17/05/05

 

 

Tre ministri, cinque parlamentari, il vertice della nuova Regione Puglia (seppur tra qualche «confusione»), numerosi esponenti politici, ma anche il Prefetto di Lecce e la Procura della Repubblica. Piazza Diaz: 75 cittadini si mobilitano e cercano di coinvolgere il mondo politico e istituzionale intorno alla piazza che, secondo l'appello, «versa in condizioni indicibili, pietose, come se fosse stata oggetto di un bombardamento aereo». Tra i firmatari dell'appello non compare alcun esponente politico: si tratterebbe dunque di semplici cittadini che, di fronte ai lavori nel cuore della città, hanno deciso di prendere carta e penna e di interpellare le autorità politico-istituzionali. Primo intestatario dell'appello è il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, seguito dal ministro di Grazia e Giustizia e da quello ai Beni Culturali. In realtà l'appello, stando agli indirizzi, apparirebbe piuttosto datato e i destinatari sembrano scelti senza un criterio preciso: ad esempio è destinato a Raffaele Fitto, qualificato ancora come «presidente della Regione Puglia», mentre il suo successore Nichi Vendola è qualificato solo come «onorevole» e Roberto Tundo (cui pure è destinato l'appello) è definito ancora «consigliere regionale», pur non essendo stato rieletto nelle elezioni del 3 e 4 aprile scorsi; inoltre è stato indirizzato all'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, al sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone e ai senatori del capoluogo Alberto Maritati e Salvatore Meleleo, ma non ai parlamentari del collegio Lorenzo Ria e Giorgio Costa. Comunque sia, l'appello non lascia spazio a dubbi: i cittadini che lo hanno firmato chiedono ai vari destinatari «d'intervenire in tempi rapidissimi allo scopo di porre fine ad una situazione che si protrae, in maniera turpe e vergognosa, da molti mesi». Il problema sarebbero i lavori di rifacimento del basolato «che si sa quando sono iniziati - si legge nell'appello - ma non si sa quando termineranno, nonostante le assicurazioni che il sindaco continua a dare». In sostanza quello che si chiede ai destinatari dell'appello è di intervenire in ogni modo. «Spesso ci si lamenta che i cittadini si allontanano dalla vita politica e dalle istituzioni - conclude la lettera - ciò dipende anche dal fatto che le istituzioni non vedono o fanno finta di non vedere situazioni come queste che danneggiano un'intera comunità». Il sasso, insomma, è lanciato: qualcuno degli autorevoli interpellati risponderà?