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DOPO LE RECENTI INCOMPRENSIONI, LA PRO LOCO CHIEDE UN INCONTRO L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

di Enzo Schiavano, dal Quotidiano del 04/05/05

 

Il chiarimento tra la Pro Loco e l’amministrazione comunale non è più rinviabile. Dopo lo “strappo” avvenuto la scorsa settimana, che ha fatto saltare la festa in piazza per la decima edizione della “Passeggiata in bicicletta”, in programma domenica scorsa, i dirigenti dell’associazione hanno deciso di affrontare in un incontro chiarificatore il sindaco, Remigio Venuti, gli assessori preposti alla promozione del territorio comunale e i funzionari degli uffici competenti. La richiesta ufficiale è stata formalizzata ieri pomeriggio quando il presidente della Pro Loco, Walter Vergari, ha protocollato in Municipio la relativa istanza.

L’incontro, che sarà convocato dal sindaco appena possibile, servirà non solo a chiarire le cause che hanno fatto saltare la festa del decennale di domenica scorsa, ma anche tutte le incomprensioni, gli equivoci e le tensioni che si sono prodotte tra le due parti in questi anni. La Pro Loco ha chiesto che all’incontro siano presenti l’assessore alla Cultura, Claudio Pedone, l’assessore al Commercio, Rocco Rizzello, l’assessore al Bilancio, Gabriele Caputo (che, tra l’altro, è componente di diritto del direttivo dell’associazione) e il responsabile dell’Ufficio Commercio, Fedele Coluccia.

E’ probabile che la Pro Loco chieda un suo coinvolgimento nelle iniziative culturali e nelle manifestazioni in genere che organizzerà Palazzo dei Domenicani e, allo stesso modo, maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale alle sue iniziative. Nella stessa richiesta, come si è detto, i dirigenti della Pro Loco hanno pure ufficialmente chiesto i motivi che hanno determinato la mancata autorizzazione amministrativa per svolgere la manifestazione di domenica scorsa. La Pro Loco aveva inoltrato l’istanza dell’autorizzazione per la festa con ampio margine di tempo (ai primi giorni di aprile), ma l’ufficio preposto aveva avvertito gli organizzatori solo 48 ore prima che le carte non erano in regola, quando ormai non era più possibile rimediare.