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CADE DAL 4° PIANO, MUORE BIMBO DI QUATTRO ANNI

di Mauro Stefano, dal Quotidiano del 04/05/05

 

La tragedia si è consumata in un attimo, in una giornata di inizio maggio che sembra estate, con una porta aperta su un balcone di un quarto piano di un condominio qualunque, tranquillo e periferico, ed una madre, come ogni mattina, intenta ad accudire i propri figli. Un attimo, fatale e maledetto, ha strappato in maniera cruenta un bambino di poco più di  quattro anni dall’affetto dei suoi cari e da una vita assaporata ancora troppo poco. Il drammatico incidente che ha troncato la vita ancora in fiore di Mario Romano è avvenuto ieri mattina a Casarano, intorno alle otto e mezza, in via Salvemini, nelle immediate vicinanze dell’ingresso fornitori della cittadella commerciale. In pochi secondi, il bambino, che da li a poco sarebbe stato condotto alla scuola materna, è sfuggito al controllo della madre ed è precipitato, secondo modalità ancora da chiarire, dal balcone del quarto piano della propria casa schiantandosi sul marciapiede dell’atrio interno del condominio. Dopo un volo di circa dodici metri, solo un miracolo avrebbe potuto salvare il bambino che, infatti, come affermeranno i medici del pronto soccorso, è morto sul colpo. Nell’estremo tentativo di salvarlo, la madre, Maria Carmela Ramirez, una frazione di secondo dopo essersi accorta della tragica caduta era già per le scale. Invece di invocare soccorso o attendere l’intervento di qualcuno, con una forza d’animo ed un coraggio straordinari, ha immediatamente preso con se il piccolo per trasportarlo al vicino ospedale “Ferrari”. Il cuore di Mario, però, aveva già smesso di battere a causa “del trauma multiplo e della frattura cranica con fuoriuscita di materia cerebrale” accertato dai medici del pronto soccorso. Forse per giocare, il piccolo avrà utilizzato uno sgabello o una sedia per proiettarsi oltre il parapetto in cemento del balcone alto circa un metro. Al momento dell’incidente, la signora Carmela era in casa insieme all’altro figlio di due anni. Il padre, Giovanni Romano di Casarano, era, invece, già al lavoro presso l’Enel, società per la quale svolgeva le mansioni di tecnico. Inutile è stata, inoltre, anche la chiamata al servizio di pronto intervento medico del “Ferrari”. Accortosi dell’accaduto, qualcuno ha chiamato il 118 salvo poi richiamare subito dopo per informare che il bambino, che si sperava ancora vivo, era stato trasportato dalla stessa madre. La salma di Mario Romano è rimasta per l’intera giornata nella sala mortuaria del Ferrari a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Casarano ed i Vigili Urbani del locale Comando. Quest’oggi dovrebbe conoscersi la data del funerale.   

          

NELLA FAMIGLIA ROMANO UN ALTRO LUTTO PREMATURO

di Mauro Stefano, dal Quotidiano del 04/05/05

 

La tremenda tragedia che ha colpito la famiglia Romano non è, purtroppo, che l’ultima di una serie di lutti che susseguitisi negli ultimi anni. Appena sette anni fa in un incidente stradale era morto Tommaso Romano, fratello di Giovanni, il padre del piccolo Mario tragicamente deceduto ieri mattina. La notizia dell’incidente stradale, consumatosi sulla strada provinciale per Maglie, scosse molto Casarano, dove Tommaso, appena trentenne, era conosciuto ed apprezzato. Anche in seguito all’eco suscitata da quel sinistro, la strada per Maglie venne poi ampliata e riammodernata. Un anno prima era stato il padre dei Romano è scomparire prematuramente, non ancora  sessantenne, a causa di una grave malattia. Ora il destino si è accanito sul piccolo Mario che appena lo scorso marzo aveva compiuto quattro anni. Non è una storia fortunata quella della famiglia Romano, che quanti conoscono descrivono tranquilla e dedita al lavoro ed ai figli. In via Salvemini, in un quartiere di recente edificazione solo negli ultimi anni animato per la presenza dell’ipermercato, il piccolo Mario viveva con insieme al fratellino ed ai giovani genitori, il 38enne Giovanni e la 36enne Maria Carmela originaria di Acquatica del Capo. 

 

l'INCREDULITA' DEI VICINI

di Mauro Stefano, dal Quotidiano del 04/05/05

 

Subito dopo la caduta, nessuno è riuscito a soccorrere il piccolo Mario. Nessuno tranne Maria Carmela, la madre del bimbo, pronta a precipitarsi giù dalla propria abitazione sita al quarto piano e trasportare il figlio in ospedale, nella speranza, purtroppo risultata vana, di riuscire a strapparlo alla morte. “Ci siamo accorti di quanto accaduto dopo l’urlo della signora Carmela ma prima ancora di poter abbozzare ad una reazione, lei ha abbracciato a sé il piccolo e lo ha messo nella propria automobile dirigendosi a gran velocità verso l’ospedale”, afferma chi, residente nella zona, ha assistito alla drammatica scena e, “per rispetto nei confronti di una famiglia per bene e stimata da tutti”, non vorrebbe raccontare alcunché. “Purtroppo ora è tutto inutile. Un bambino è morto ed a nulla serve parlare” abbozza qualcuno, mentre altri, tra i primi a giungere sul posto, affermano di essersi subito resi conto della drammaticità dell’accaduto, “vista la scena che si presentava ai nostri occhi”. Tra l’altro, i figli dei Romano erano conosciuti nel condominio di via Salvemini per essere particolarmente bravi ed ubbidienti. “Raramente li vedevo o sentivo giocare sul balcone: a volte, come l’altra sera, poteva capitare di vederli giocare, soli o con altri coetanei, sul marciapiede interno al condominio, nei pressi dei giardinetti, ma mai sul balcone” afferma chi, avendo alcune  stanze della propria casa prospicienti quelle della famiglia Romano, gioco forza si trovava in condizioni di rubare alcuni momenti di vita familiare. “Dopo lo schianto ci siamo ritrovati giù, sul marciapiede, in una decina, increduli sull’accaduto mentre cercavamo almeno di capire come una tragedia simile fosse potuta accadere. Si è trattato di una disgrazia che ci lascia senza parole e che ci turba ancor di più perché avrebbe potuto colpire chiunque” affermano ancora quanti si sono soffermati sulla scena della tragedia mentre sopraggiungevano, per gli accertamenti del caso, i Carabinieri e gli agenti di Polizia Municipale. Intorno a mezzogiorno, tuttavia, tutto sembrava rientrato nella normalità, almeno in apparenza, nel popoloso quartiere a nord-est della città, nei pressi dell’ipermercato (ex opificio Filanto) e della strada per Maglie. Qualcuno aveva ripulito il marciapiede sul quale poco prima aveva perso la vita in maniera inspiegabile un bambino di soli quattro anni. Molti dei passanti e dei curiosi, richiamati dall’eco della notizia, non riuscivano, infatti, ad individuare né il balcone né il punto di contatto con il suolo, risultando, tra l’altro, all’interno rispetto alle strade.