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L'acquisto dell'Araldo scompone gli schieramenti in consiglio comunale

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 13/11//2005

 

 

L'acquisto dell'Araldo scompone gli schieramenti in consiglio comunale, tanto che nell'ultimo consiglio qualche dubbio è affiorato nella maggioranza di centrosinistra, mentre le voci dell'opposizione non sarebbero ostili all'acquisto dello storico cineteatro. In questo quadro il sindaco Remigio Venuti non ha dubbi. «Andiamo avanti - ha detto - per non ripetere le scelte sbagliate degli anni '60 e '70, evitando che su quel terreno sorgano appartamenti e negozi». I dubbi però non mancano. «A quello che è stato il cinema Araldo siamo tutti affezionati - spiega Amedeo Sabato, consigliere di maggioranza dell'Udeur - ma sono un po' allarmato dalle cifre che ho letto sui giornali. Soprattutto, però, bisogna tener conto della vetustà di quell'edificio che va completamente rivisto: la copertura è in onduline eternit, che contiene amianto e inoltre l'immobile sicuramente non risponde alle più recenti norme di sicurezza e antisismiche». Sul filo dei ricordi, invece, l'intervento di Santo Malagnino (Margherita), che ha rammentato il significato e il valore che la presenza di un cinema ebbe nella Casarano che si avviava a diventare una cittadina industriale, mentre per il consigliere di minoranza Attilio De Marco (20 di Libertà) l'Araldo può diventare un affare anche rimanendo un contenitore culturale. «Ad esempio prevedendo un piano interrato di parcheggi - dice - che permetta all'imprenditore delle entrate importanti e al Comune di evitare esborsi eccessivi». Una conferma in questo senso è arrivata dal primo cittadino. «Stiamo valutando attentamente anche la costruzione di un piano destinato a parcheggi in quel luogo, anche con strumenti moderni come il project financing - spiega Venuti - ma la cosa che va ribadita è un'altra. E' grave che a Casarano manchi un cinema e che nello spazio che storicamente lo ha ospitato possano sorgere appartamenti e negozi: sarebbe l'ennesima scelta urbanistica sbagliata di questa città, dopo la cementificazione del parco De Donatis, la trasformazione dell'ex Arena Italia o l'intervento sullo stabilimento di via Ruffano. Se noi avessimo la garanzia che l'Araldo rimanesse un contenitore culturale saremmo meno legati all'assillo dell'acquisto. Il valore dell'immobile, infine, sarà determinato da chi ha la professionalità adatta: gli organi tecnici competenti, alla cui stima l'amministrazione si affiderà».