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Tutto ciò che è improvvisazione per il Comune di Casarano è oro! ..Ma non per tutti!

di Antonio Stea, Casarano 10/12/2005

   toniostea@libero.it

In occasione di AgriIucundi, manifestazione supportata con delibera comunale dal Comune di Casarano, che si svolge nei giorni 10  11 dicembre nella "risistemata " Piazza Diaz, colgo occasione per sottolineare quelli che sono i migliori tratti organizzativi di questa piccola manifestazione in una politica di sviluppo delle nostre aziende agro-alimentari attuata dall'amministrazione guidata dal nostro Sindaco nonchè "Assessore alle politiche agricole" Dr. R.Venuti.
Il tentativo di fare qualcosina per le nostre aziende, che in questo momento attraversano un momento non proprio felice, legato alle politiche agricole comunitarie, all'importazione di prodotti da paesi extra-comunitari, è a mio parere dettata dalla voglia di fare fondamentalmente, ma è un fare, un'organizzare in modo poco serio, in modo antico, un modo di fare collassato su se stesso, sembra di vedere un modus operandi legato agli inizi degli anni 80, quando non si conosceva ancora bene che cosa fosse l'agricoltura biodinamica o biologica, quando ancora non si sapeva neanche cosa fosse un computer. La manifestazione è a mio parere più un cercare di fare, ma senza porre l'attenzione giusta a ciò che poteva essere organizzato in modo migliore. Occorre aiutare le nostre aziende nel far conoscere e nell'esportare i loro prodotti (alcuni sicuramente di nicchia) al di fuori della mia cittadina, certamente vendere un paio di confezioni di pomodoro sott'olio a noi concittadini non è certo una visione giusta di ciò che significhi dare sostegno. Occorre dare un sostegno vero ed i mezzi ci sono, forse non si conoscono!
Non sono contrario all'organizzazione del piccolo mercatino, ma occorre farlo in modo senz'altro programmato, esistono associazioni nazionali cui poter aderire come città, nate per favorire lo sviluppo di tali iniziative nel modo più organico, esistono anche determinate forme di pubblicizzare il "mercatino" su riviste nazionali che non farebbero discussioni sulla pubblicazione delle date, su siti internet,ecc.. Alla fine del mercatino si sarebbero potuti organizzare degli incontri aperti a tutti a cui avrebbero partecipato esperti del settore in materia di qualità delle produzioni agro-alimentari anche locali, insomma impegnarsi veramente per rendere un pò più utile una piccola manifestazione. Programmato per tempo ed in modo funzionale.
Non ditemi che queste sono forme di promozione delle aziende perchè sarei veramente in forte imbarazzo.

Dr. Agr. Antonio Stea
Libero professionista
Coll. CNR Ist. di Scienze delle produzioni Agroalimentari
 
 

 

10/12/05 Come non essere d’accordo con quanto su scritto, e, alla luce di quanto fatto fin’ora nel settore agricolo, cioè pochissimo, mi domando come mai il nostro sindaco non si decida ad affidare a una persone competente l’assessorato alle politiche agricole. Che sia il dott. Stea o un altro a me non interessa, è interesse della città pretendere una persona che si assuma la responsabilità di guidare questo settore finora troppo relegato all’angolino. Ogni risorsa, in questo caso l’agricoltura può essere un problema o una risorsa, dipende da come si vedono le cose, io mi auguro solo che il nostro sindaco abbia la lungimiranza di fare una scelta fuori dagli schemi e chiami nella sua squadra una persona che dia la svolta in positivo per la nostra agricoltura.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

Ma quale sarà il futuro della nostra agricoltura?

di Federico Lubello, Ancona 11/12/05

federlub@libero.it 

L'80% del bilancio europeo è destinato all'agricoltura.
Se la nostra agricoltura non si è sviluppata e le imprese agricole si reggono in piedi con le stampelle solo grazie ai sussidi alle esportazioni come si fa ad essere ottimisti proprio ora che si sta per liberalizzare il commercio agricolo?
Cioè proprio ora che le stampelle (sussidi) stanno per venire meno?
L'impressione è che tra qualche anno i nostri prodotti agricoli saranno rimpiazzati da quelli delle Filippine, del Brasile, dell'India e di tutti i paesi emergenti. E a buon diritto: i nostri prodotti sono stati competitivi solo perchè sostenuti dai sussidi, mentre i loro prodotti non lo erano perchè l'Europa che si definisce come "area di libero scambio" impone oltre 15000 dazi sui prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo.
Sarebbe opportuno seguire gli sviluppi del Doha Round e il prossimo incontro ministeriale di Hong Kong dal 13 al 16 dicembre per capire come verrà modificata la PAC e come potremmo già iniziare a non parlare di agricoltura, e di come saremo invasi da altri prodotti agricoli.
Certo è vero abbiamo i prodotti di nicchia, ma il pomodoro sott'olio può essere un prodotto di nicchia? Ma poi il pomodoro mica è nostro, non lo abbiamo importato nel 15°secolo da quei paesi che ora non possono esportarlo a prezzi più bassi nel nostro territorio perchè gli abbiamo imposto dazi molto salati? Gli abbiamo rubato un LORO prodotto e ora siamo NOI che glielo esportiamo a prezzi più bassi non perchè siamo più bravi nel produrlo ma solo perchè c'è mamma Europa che ci "aiuta".
Stesso discorso per il vino.
Ma allora quali sono questi prodotti di nicchia?
Sono andato fuori tema, anzi non sono mai entrato nel tema "Agrilucundi".
Quello che volevo dire comunque è questo: se le nostre imprese non sono riuscite ( con l'aiuto dell'amministrazione, se c'è stato ) a promuovere i loro prodotti e ad esportarli quando c'era chi dava "sostegno" , come faranno quando questo "sostegno" verranno meno? ( perchè ormai è chiaro che alla lunga verrà meno).
In un contesto così preoccupante è chiaro, e concludo, che l'operato dell'amministrazione di promuovere il pomodoro sott'olio casaranese agli stessi cittadini non significa niente ( PRIMA FACCIAMO IL PRODOTTO E POI LO PUBBLICIAZZIAMO A NOI STESSI) ( come hai giusta mente sottolineato Antonio) e l'unica interpretazione che si potrebbe dare a questi eventi è quella di creare un pò di movimento in città,  tenere a bada il popolo-bue.
Un saluto