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Polemiche in serie sul'ex cineteatro. «Azione democratica» critica senza riserve la scelta che avrebbe fatto il Comune.

«Araldo, un acquisto avventato»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 05/11//2005

 

 

Cinema Araldo, continua la discussione sull'acquisto da parte del Comune: una nota di Azione Democratica definisce «avventato» l'acquisto dell'ex cineteatro e domanda quale logica ci sia dietro. Intanto Antonio Fasano, proprietario dell'omonimo cineteatro di Taviano, si dice ancora disponibile ad impiantare un cinema a Casarano ma stigmatizza l'atteggiamento del Comune. «Prima mi hanno contattato - afferma - e poi si sono dileguati». Fasano, che gestisce con la sua società i cinema di Taviano e Melissano, rivela di essere stato contattato a più riprese dal sindaco Venuti (Ds). «L'intenzione era di far tornare il cinema a Casarano - spiega - io avevo prospettato due strade: una costruzione ex novo o la ristrutturazione dell'Araldo; avevo anche trovato i finanziamenti e volevo investire in quest'impresa. Dopo avermi contattato, però, Venuti non si è fatto più sentire». L'imprenditore spiega di essere «ancora disponibile ad investire sul progetto» e che entrambe le ipotesi (ristrutturazione o costruzione di una struttura ex novo) sono ancora percorribili. Il valore di mercato dell'ex cinema, però, si aggirerebbe, secondo Fasano «tra i 600.000 e i 700.000 euro. L'amministrazione lo sta pagando di più? Il problema è che amministra fondi pubblici, non soldi propri». Se questo è il netto giudizio di Fasano, non è tenera con l'amministrazione di centrosinistra neanche l'associazione (anch'essa di centrosinistra, ma non organica alla maggioranza) Azione Democratica. «Il Comune è da diversi anni proprietario di diversi immobili - si legge in una nota di Ad a firma di Giovanni Coletta - alcuni di notevole valore storico-architettonico, che versano nel totale degrado senza che l'amministrazione comunale in questi anni abbia mai pensato ad un loro serio recupero». Avendo questo patrimonio da recuperare - chiede l'associazione - che senso ha che il Comune pensi ad acquistare altri immobili? E ancora: «se non si hanno le risorse per recuperare il patrimonio esistente con quali risorse si pensa di acquisire e ristrutturare i nuovi immobili?» domanda Coletta. «Nel caso del cinema Araldo - continua - esiste una valutazione oggettiva del valore dell'immobile, fatta da uffici indipendenti (Ufficio Tecnico Erariale), ed il Comune dispone di un progetto di massima sui costi del recupero, sulla disponibilità di risorse da impiegare e un piano sulla destinazione e la gestione dell'immobile? In mancanza di tutto questo - conclude l'ex vicesindaco - l'acquisto dell'immobile è una operazione avventata, che non avrebbe nessuna logica razionale, a meno che le logiche non siano altre, che a noi sfuggono».