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Bambina disabile non può essere visitata per mancanza di un ascensore adatto e.... di sensibilità del personale.
Di Enzo Schiavano, dal Nuovo Quotidiano di Puglia, 06/10/2005

  

 

“La bambina? Ci dispiace, ma deve portarla in braccio”. Questa l’incredibile risposta data da due operatrici sanitarie dell’ospedale “Ferrari” ad una signora, madre di una bambina disabile di 5 anni, quando ha chiesto l’utilizzo dell’ascensore. L’increscioso episodio è stato denunciato dal “Tribunale per i Diritti del Malato” con una lettera inviata ai massimi dirigenti sanitari del presidio ospedaliero. Il 22 settembre scorso, la signora M.B. doveva portare la bambina, affetta da atrofia muscolare spinale e quindi costretta su carrozzina, per una visita neurologica il cui ambulatorio è situato al 2° piano. Poiché gli ascensori per i visitatori non sono adatti al trasporto di pazienti in carrozzina, la signora ha chiesto a due infermiere del reparto di Pediatria la possibilità di utilizzare l’ascensore più grande, riservato al personale.

La risposta è stata che non avevano la chiave e che la bambina poteva portarla in braccio. Una umiliazione gratuita ed evitabile. Il Tdm ha immediatamente monitorato la situazione, rilevando gravi disagi relativi al reparto di Pediatria. “A parte le giustificazioni per questi disagi – afferma Anna De Filippi, referente di zona del Tdm – resta il fatto che è inammissibile e disumano che personale dipendente dall’azienda sanitaria, ancor più infermiere, si siano potute rivolgere in tal modo verso una giovane mamma”.

Il Tdm chiede che siano eliminate le situazioni di disagio, “soprattutto per quelle categorie di malati a cui va riconosciuto il diritto di usufruire di ogni mezzo possibile atto a limitare disagi e inutili sofferenze. Se poi, motivi di sicurezza, hanno imposto la scelta di un ascensore con la chiave, si chiede di eliminare i pericoli che impongono tali restrizioni. Ci permettiamo di suggerire – prosegue Anna De Filippi – il trasferimento al piano terra del reparto di Cardiologia, come sarebbe giusto che fosse, perché è l’unico a rischio di chiamata urgente per l’ascensore, oppure riservare l’ascensore anche a quelle categorie di malati che non possono farne a meno”.