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Rifondazione comunista contesta la politica dei prezzi degli abbonamenti della stagione di prosa 2005/2006.

«Ci può andare solo l'élite». Pedone: «Accuse infondate»

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28/10//2005

 

 

«Rassegna teatrale, ci hanno snobbati». Dopo la critica «di destra» arriva quella «di sinistra» alla stagione teatrale organizzata dal Comune di Casarano e dal Teatro Pubblico Pugliese: la vendita di biglietti e abbonamenti parte domani ma la polemica precede l'apertura del botteghino. È Rifondazione Comunista, questa volta, e in particolare il circolo dei Giovani Comunisti a mettere sotto tiro l'iniziativa dell'assessorato alla cultura, accusato di essere lontano dal tessuto sociale e di organizzare eventi solo per «l'èlite borghese casaranese». Tutto parte da un incontro mai avvenuto, richiesto il 19 ottobre scorso all'assessore diessino alla cultura Claudio Pedone «per avere dei chiarimenti ed avanzare nostre proposte sulle modalità di definizione dei prezzi di ingresso agli spettacoli della rassegna teatrale 2005/2006». Pedone, secondo i giovani di Rifondazione, «ha snobbato questa richiesta e ancora una volta dimostra di essere lontano dalle richieste di cultura provenienti da un tessuto sociale che si impoverisce sempre più a causa della scarsa competenza amministrativa». Duro sul metodo, il Prc non è tenero neanche nel merito della rassegna. «Il calendario degli appuntamenti con i relativi prezzi dimostra la totale indifferenza nei confronti delle esigenze territoriali, considerata anche l'assenza di un cinema in una città con più di 20.000 abitanti ? si legge in una nota - Scarsissima informazione all'interno delle scuole, prezzi troppo alti per giovani e disoccupati (completamente dimenticati nella proposta dell'amministrazione) fanno sì che l'evento diventi inaccettabile ai più». E sull'argomento Rifondazione ha anche una proposta particolareggiata: ad esempio l'abbonamento, secondo quanto deciso dall'amministrazione, costa 90 euro nel primo settore intero, mentre costerebbe 120 secondo la proposta di Rifondazione; il ridotto invece (riservato ora a studenti fino a 24 anni, over 60 e disabili) da 70 euro passerebbe a 55 e sarebbe riservato a giovani da 19 a 25 anni, over 60 e, stando alla proposta del Prc, «iscritti ad associazioni operanti realmente sul territorio per lo sviluppo della cultura laica»; infine ci sarebbe anche un «ridottissimo», riservato a giovani fino a 19 anni, disoccupati e disabili, del costo di 35 euro. «Non ho mai snobbato nessuno e non comincerò certo da Rifondazione» è la netta replica di Pedone che è fuori regione per impegni istituzionali e spiega che l'incontro avverrà al suo rientro. E per smontare le critiche, l'assessore diessino ricorre ad un «mostro sacro» della cultura di sinistra. «Ma quale èlite borghese ? sbotta ? già negli anni '70 Pasolini spiegò che siamo tutti borghesi, lasciamo perdere questo linguaggio stantio». Al di là delle schermaglie linguistiche, però, l'assessore difende i prezzi «non popolari, popolarissimi» della rassegna teatrale. «Insieme al Teatro Pubblico Pugliese ? dice ? abbiamo monitorato i prezzi nella regione e posso assicurare che Casarano è sotto la media: a Taviano si pagano 65 euro per sei spettacoli, a Lecce 145 per sette spettacoli, noi aumentiamo gli spettacoli e la loro qualità rispetto all'anno scorso e manteniamo i prezzi invariati. Dobbiamo smettere di considerare la cultura di qualità come un obolo: su tanti beni di consumo non c'è questo atteggiamento». Critiche respinte al mittente, insomma, da Pedone che invita con i nostri prezzi non vedrebbero neanche La Vispa Teresa