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«LA EX CANTINA COOPERATIVA SAN GIUSEPPE DOVREBBE TORNARE ALLA SUO RUOLO»

di Alberto Nutricati, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 16/10/2005

 

 

Destinare la cantina dell'ex-cooperativa «San Giuseppe» alla sua vecchia funzione. E' questa la proposta avanzata, nel corso di un incontro personale con il sindaco, dal consigliere dei Popolari-Udeur Amedeo Sabato. La cantina, al centro di recenti polemiche sul suo acquisto e mancato utilizzo, sarebbe dovuta divenire un contenitore culturale. Di fatto, però, è chiusa e abbandonata a se stessa da diversi anni. Per tale motivo, e alla luce della profonda crisi che l'agricoltura cittadina sta attraversando, Amedeo Sabato propone quesa soluzione. «Si potrebbe pensare - aggiunge il consigliere - di dare in gestione pluriennale la cantina a qualche azienda che volesse accollarsi gli oneri della ristrutturazione. Se ciò non è possibile, si potrebbe optare per la concessione gratuita di un lotto della Zona industriale ad un'azienda agricola che si impegni ad accettare i prodotti provenienti dai contadini di Casarano». Casarano e l'agricoltura rappresentano un binomio che, sebbene indebolito dalla massiccia industrializzazione che ha interessato la città a partire dal Secondo Dopoguerra, non ha mai cessato di esistere. «Non va scordato - precisa Sabato - che direttamente o meno quasi tutte le famiglie di Casarano usufruiscono dei prodotti agricoli coltivati in loco o del ricavato della loro vendita». Tale binomio, però, complice la scarsa attenzione di cui il settore ha goduto negli ultimi decenni da parte delle istituzioni, rischia di spezzarsi, con conseguenze nefaste per l'intera città. «Il mondo dell'agricoltura - precisa Sabato, ritornando sull'argomento nel corso di un'interrogazione al sindaco - sta vivendo una stagione particolarmente problematica. La vendemmia si avvicina ed i contadini stanno avendo delle serie difficoltà nella collocazione del prodotto viticolo sul mercato. Per altro, vi sono diversi fattori concomitanti: abbassamento di richiesta dell'uva, chiusura di molte cantine sociali nei paesi limitrofi, rifiuto del prodotto da parte delle poche cantine ancora operanti sul territorio e mancanza di una cantina di riferimento a Casarano. Lo stesso problema - prosegue Sabato - si ripresenterà a breve per gli olivicoltori, complice le nuove normative europee sull'integrazione». «Questa situazione - conclude il consigliere - spingerà gli agricoltori a non raccogliere il prodotto, tant'è la differenza tra costi e ricavi». «Un forte impegno intercomunale» è quanto si auspica il sindaco per cercare di individuare una soluzione ad un problema che potrebbe trasformarsi in emergenza sociale. Nel frattempo, però, si potrebbe iniziare a pensare ad una cantina a Casarano.