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E la Chiesa disse “no” a San Tommaso!

 

di Davide Barletta, Casarano 22/05/05

 

 

Quando vengono sfiorati argomenti di natura etica, morale e quindi religiosa, si scatena una guerra pacifica, senza bombe, ma pur sempre guerra. Non sono nazioni ad avere delle controversie con altre, né tifosi contro altri tifosi, sono semplicemente i due motori che muovono il mondo (senza nulla togliere al motore che muove tutte le cose): la scienza e la religione. Le due sono in antitesi da secoli, sembrano le fazioni politiche che si contrappongono in Parlamento: ciò che dice una non è condivisa a priori dall’altra; un elemento forte che fa certamente affermare e stravolgere la definizione di Homo sapiens sapiens, in quanto l’uomo, in questo modo, fa trasparire quell’elemento di stupidità rendendolo completamente imbecille, quindi l’uomo in realtà non è sapiens sapiens, bensì stupidus stupidus.

Tutti gli uomini si sono chiesti e continuano a chiedersi perché esista la religione, e soprattutto cosa sia. Di certo gli uomini di Chiesa (nel caso della religione cattolica) trovano la spiegazione nell’esistenza di Dio, creatore di tutto lo scibile, il motore e manipolatore di tutte le cose, ma non delle anime e delle coscienze: verrebbe meno quella che è la definizione di libero arbitrio.

Alla domanda “cos’è la religione?” io rispondo “filosofia”, quindi corrente di pensiero che quasi sfiora quelli che sono gli ambienti delle ideologie. Di sicuro è un ideale costellato di buoni propositi per l’umanità, affinché abbia una vita ultraterrena serena e radiosa dopo le sofferenze di quella terrestre (sofferenze dovute alle leggi della fede stessa: beati i poveri, gli ammalati, i perseguitati, etc.).

La religione, in quanto filosofia, è il tentativo di trovare una spiegazione all’esistenza, al perché si muoia, quindi di rendere migliore la vita dell’uomo, senza l’angoscia di una vita dopo la morte inesistente. È questa la filosofia, la scienza dell’ottimizzazione della vita.

La religione cattolica trova la spiegazione dell’esistenza dell’uomo, del perché si vive per poi morire, in Dio. Un Dio padrone di un regno ultraterreno che accoglie le anime pure dopo la morte del corpo.

Tutte le filosofie sono state pure e semplici parole; solo teorie e pensieri stampati o manoscritti che hanno portato allo sviluppo del senso critico nell’uomo, lo hanno spinto a porsi quelle domande che tutti noi ci poniamo cercando di darci delle risposte, ma nessuna filosofia ha visto applicate alla realtà le proprie idee.

La religione cattolica, in realtà, è una filosofia anomala, in quanto ha organizzato il suo pensiero in base alle azioni descritte nei Vangeli, azioni peraltro compiute dal più grande rivoluzionario di tutti i tempi: Gesù Cristo. Quindi una filosofia stabilita dall’azione e non dal pensiero.

Ma di certo la religione cattolica non è l’unica filosofia attuata. Il comunismo ha trovato ampi consensi e numerose attuazioni; pensiamo alla Russia, alla Cina, all’odierna Cuba che in realtà hanno esasperato quelle che erano le vere intenzioni del povero Marx, che sicuramente non è mai riuscito a trovare pace nella sua tomba.

Ora non vorrei proprio toccare l’argomento religione-comunismo, più che un articolo, questo diverrebbe un saggio vero e proprio, però non si può non pensare al comunismo come all’ideologia più vicina a quella cattolica. I Vangeli ci mostrano un Gesù più propenso nei confronti dei più deboli, dei poveri, degli ammalati, insomma di tutte quelle persone che dalla vita hanno ricevuto poche rose rosse e molte rose nere. L’accostamento del comunismo all’ateismo è solo un luogo comune scaturito dalla paura: il timore e tremore della Chiesa di vedersi attuate quelle idee che prima del comunismo erano state solo sue (fatta eccezione per Tommaso Moro e Campanella, ma queste due utopie sono rimaste solamente sulla carta), e che ben presto avrebbero catturato l’attenzione e il consenso di molti cattolici. Ed è proprio qui il nocciolo della questione, i cattolic i. In Italia il comunismo ha avuto un grande consenso nei suoi anni d’oro; in un paese cattolico come l’Italia, nazione che accoglie il Papa da secoli, è impensabile credere che i circa nove milioni di elettori comunisti fossero tutti atei, prova ne è la nascita del catto-comunismo.

Ma oltre a questo colpo basso inferto dal comunismo, la Chiesa cattolica ha ricevuto nel novecento anche quello inflitto dalla nascita della psicoanalisi di Freud, che ha poi spianato la strada alla psichiatria. Grazie alla psicoanalisi si è riusciti liberare i folli da Satana. Sì, è questo ciò che si credeva fossero i matti, persone possedute dal demonio; anche l’epilessia era ritenuta una malattia dovuta al diavolo. La psichiatria, dal canto suo, è riuscita ad entrare nella zona rossa dell’uomo, la parte che mai nessuno aveva ispezionato e studiato: il cervello, luogo più alto e sacro dell’uomo, zona dell’anima. Tra l’altro bisogna ricordare che negli anni sessanta fu proibito ai preti, agli uomini di Chiesa tutti, di leggere gli studi sulla psicoanalisi, segno evidente di una paura di fondo.

Anche la biologia evoluzionistica, dal canto suo, ha assestato un duro colpo alla Chiesa cattolica, per di più alla Sacra Bibbia. La scoperta del brodo primordiale mette in dubbio ciò che è scritto nel libro della genesi, e Darwin ci ha detto che siamo delle scimmie evolute.

È questa la scienza, il trovare una risposta in modo empirico alle domande che l’uomo si è posto e continua a porsi e non appellandosi ad entità che, seppur esistendo, sono invisibili e inspiegabili.

Sono queste le controversie secolari, e sono stati tralasciati tanti altri casi come quello di Galileo Galilei o di Giovanna d’Arco perseguitata dall’inquisizione perché ritenuta una strega.

Oggi invece si è giunti al paradosso: la Chiesa dice si alla scienza e la scienza si appella a San Tommaso d’Aquino. Avvenimenti questi che non hanno precedenti nella storia. San Tommaso è stato il filosofo che ha avuto il benestare della Chiesa cattolica. Le sue tesi hanno retto per sette secoli, ma oggi sono i laici a tifare per lui.

La Chiesa oggi ritiene San Tommaso vecchio, obsoleto, e Sartori dice e chiede “se San Tommaso è vecchio, lo sono ancora di più sant’Agostino e la patristica. E altrettanto vecchi sono gli straordinari dibattiti che hanno stabilito quale sia la vera fede e quale l’eresia. La Chiesa cattolica dura da duemila anni poggiando su questo bagaglio teologico. Se lo si dichiara vecchio e lo si ritiene sorpassato, che cosa le resta?”. Già, cosa le resta?.

Le controversie nascono in materia di anima, vita, persona e nel referendum investono il “Quesito 1” riguardante la libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali. Da qui scaturisce la domanda: quando l’anima entra a far parte del corpo? E quindi quando può essere definito essere umano il prodotto del concepimento?

San Tommaso parla di “animazione ritardata”. Secondo il filosofo lo sviluppo della persona umana all’interno del ventre materno inizia con uno stato “vegetativo” appena dopo il concepimento e si passa successivamente ad uno stato “animale”; solo dopo questo stato evolutivo viene infusa nel feto, da Dio, l’anima. La psichiatria ci dice che l’attività cerebrale ha inizio al quarto-quinto mese di gestazione, quindi dovrebbe coincidere proprio con la tesi di San Tommaso: quando il cervello è formato, l’anima viene infusa nel corpo.

Ma oggi questa tesi viene ripudiata e la Chiesa si affida ai dati scientifici ritenendoli più precisi e sicuri, mentre la scienza e i laici in generale trovano in San Tommaso la più autorevole voce e il promotore del si al Referendum del 12 e 13 giugno.

Personalmente credo che la Chiesa non stia assumendo un atteggiamento leale e consono ad una grande istituzione quale essa è. In tal modo i fedeli perdono le coordinate, non sanno più dove andare. La Chiesa dovrebbe dare delle certezze, soprattutto ai giovani, ma in questo modo fa percepire al popolo dei fedeli solo il lato opportunistico, oppure è come diceva Pasolini, e cioè che la Chiesa è uno strumento del potere politico.

Cos’è questo comportamento se non un atteggiamento relativistico? Quel relativismo così odiato dal neo-Papa Ratzinger che in questo caso dovrebbe applicare qualche strumento punitivo che si limiti, però, ad una tirata d’orecchi, altrimenti si tornerebbe alle torture applicate negli anni dell’inquisizione nei confronti degli eretici.

Il 12 e 13 giugno andrò a votare e voterò si, alla faccia di chi dice “no” a San Tommaso