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L'importante progetto socio-assistenziale che coinvolge Comuni, Asl, parrocchie e volontariato non è ancora pronto. Unico caso in provincia di Lecce.

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 03/11//2005

 

 

Piani sociali di zona, è Casarano il «fanalino di coda» della provincia. Tutti i comuni della provincia, suddivisi in ambiti territoriali, hanno dovuto elaborare negli ultimi mesi il «piano regolatore» degli interventi socio-sanitari e di volontariato. Via via, ciascun ambito territoriale ha inviato il proprio progetto alla Regione Puglia, per riceverne l'approvazione definitiva e dare così il via agli interventi (e ai finanziamenti) nel delicato settore. Ancora impegnati nel lavoro di progettazione rimanevano, fino a ieri, solo due ambiti territoriali della provincia: quello di Gagliano e quello di Casarano. Oggi, però, chiude l'ultimo dei quattro tavoli di coprogettazione tematica di Gagliano e il sindaco del comune del Capo di Leuca, Antonio Buccarello, conta di inviare a Bari il piano sociale nella sua versione definitiva per la metà del mese. L'ambito di Casarano rimane quindi l'ultimo della provincia di Lecce ad essere ancora impegnato nell'elaborazione ma questo, a giudizio dell'assessore comunali alle politiche sociali Antonio Memmi (Margherita) non è un problema. «Non è una gara - afferma - l'importante non è arrivare primi o ultimi ma elaborare un piano rispondente alle esigenze reali del territorio». Il piano sociale di zona, sostanzialmente, è lo strumento con cui Asl, Comuni, parrocchie e associazioni di volontariato elaborano un disegno coerente dei servizi socio-sanitari e assistenziali. Su quella base arrivano poi i finanziamenti ai progetti: i fondi specifici, infatti, sono già disponibili da tempo nelle casse delle Asl che non possono però utilizzarli in assenza del piano sociale di zona. «Ma vi pare forse che oggi i comuni stiano senza servizi? - chiede l'assessore Memmi - E' fondamentale, comunque, chiudere l'intero percorso entro la fine dell'anno e infatti noi contiamo di inviare a Bari entro la fine del mese, dopo i vari passaggi nei tavoli di concertazione e nei rispettivi consigli comunali». Una tappa in questo senso è prevista il 10 novembre, data della riunione dei quattro tavoli tematici insieme ai tecnici regionali e ai rappresentanti istituzionali. Ma quali sono i motivi del ritardo dell'ambito di Casarano? L'assessore Memmi, tra le altre cose, punta il dito sulla precedente direzione della Asl. «All'interno del nostro piano ci sono delle azioni di natura sperimentale, per cui è stato necessario un tempo maggiore - spiega - E infine va tenuto presente che la vecchia direzione della Asl per un lungo tempo non ci ha inviato alcuni elementi e dati che riguardano l'aspetto sanitario. Questo forte ritardo da parte della Asl ha determinato un effetto a catena anche sulla nostra progettazione, ma speriamo che il tempo non sia passato invano».