TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

www.beppegrillo.it

Home page

La vita Politica

Lo sport

Cultura

Succede in città

Informazioni turistiche

la nostra E - mail

.

Una famiglia "curda" in gravi difficolta'

c'e bisogno della solidarietà della città!

di Danilo Lupo, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 16/04/05

 

 

Una famiglia in fuga da uno dei tanti genocidi sconosciuti del pianeta, rifugiati politici a Casarano e ora con la prospettiva di trovarsi senza una casa tra qualche giorno. Questa è la storia della famiglia Taharan: il padre, Kemal, di 33 anni, la madre Gurbet, di 30 e i figli Ferhat, Serhat e Sibel rispettivamente di 11, 8 e 7 anni. Vengono dal Kurdistan, una nazione senza stato il cui territorio è diviso tra Turchia, Iran, Iraq e Siria, paesi che esercitano un ferreo controllo sociale e la repressione della minoranza etnica kurda. Da un anno e mezzo Kemal, dopo essere fuggito in Germania e aver ottenuto in Italia lo status di rifugiato politico, ha ottenuto il ricongiungimento familiare, portando quindi a Casarano (dove aveva degli amici anch’essi provenienti dal Kurdistan) la moglie e i tre figli. Ad occuparsi di loro, in prima battuta, è stata la cooperativa multiculturale Senza Frontiere, di cui è socia Nadia Fresco (già candidata alle ultime regionali), che ora lancia un appello anche a nome del Comitato Vendola, perché il problema si risolva. «Kemal non ci ha mai raccontato i motivi per cui è scappato – dice la Fresco – ma è facile immaginarli: persecuzioni, torture, arresti ingiustificati, una vita non-vita costantemente in pericolo». Altri problemi, sicuramente meno angosciosi, ma ugualmente difficili da risolvere, attendono però la famiglia kurda a Casarano. La cooperativa Senza Frontiere si è attivata a sostegno della famiglia, curando i rapporti con il Comune, che ha coperto l’affitto attraverso fondi che la Prefettura stanzia per i richiedenti asilo, attivando le parrocchie, affinché alla famiglia non mancassero beni di prima necessità (cibo e vestiti) e coinvolgendo persone sensibili per la ricerca di un lavoro per Kemal e Gurbet. Le prime difficoltà vere sono venute con l’iscrizione a scuola dei bambini. «Nonostante le leggi, garantire il diritto allo studio dei bambini è stato oltremodo complicato – spiega la Fresco – la scuola più vicina all’abitazione della famiglia era l’istituto di Via IV Novembre, il cui preside ha rifiutato l’iscrizione per mancanza di fondi e di disponibilità degli insegnanti. Dopo accesi e inutili incontri, si è tentato con la scuola di piazza San Domenico dove la presenza di insegnanti più sensibili, tra cui Pina Cipolletta, ha garantito l’inserimento dei bambini». Ma nel frattempo sorge il problema casa: la cooperativa multiculturale trova un alloggio ai Taharan, non senza scontrarsi con grandi difficoltà. «Molti si sono rifiutati di affittare a stranieri – dice la Fresco – altri hanno pensato di poter lucrare su una situazione di disagio e hanno chiesto cifre esorbitanti per case fatiscenti e prive delle caratteristiche minime di abitabilità». Alla fine un’abitazione, per quanto «piuttosto umida e fredda» viene trovata, ma è disponibile solo per un anno. Il 24 aprile prossimo, quindi, padre, madre e tre bambini dovrebbero abbandonarla, senza alcuna prospettiva di una nuova casa e senza grandi risorse economiche per affittarne una rispondente alle esigenze della famiglia. Nadia Fresco, quindi, lancia un appello affinché la situazione venga risolta, partendo dall’amara constatazione secondo la quale «la pace, per i poveri, dura poco e le emergenze sono sempre in agguato».