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Il bilancio della Lega tumori illustrato dal presidente provinciale Giuseppe Serravezza

 

di Maria Rosaria Cristaldi, dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 21/05/05

 

 

«Rispetto agli anni precedenti, il 2004 ha fatto registrare un maggior numero di morti per cancro, nonostante si guarisca di più rispetto al passato. Per questo è necessario spostare ulteriormente l'attenzione sulla ricerca e quindi sulle cause sebbene questo costi e non dia nulla». La denuncia giunge dal dottor Giuseppe Serravezza, presidente provinciale della Lega Tumori, secondo il quale «il mercato vuole più malati» per gli interessi che deriverebbero ad un sistema per nulla motivato ad impegnarsi sul fronte della lotta ai tumori. L'oncologo ha lanciato il suo j'accuse nell'ambito dell'inaugurazione della nuova sede della lega, occasione utile anche per tracciare un bilancio dell'attività svolta negli anni dall'associazione. La Lega, ospitata ora in una moderna struttura che vede riuniti più servizi, è al suo quattordicesimo anno di vita ed ha fatto progressivamente assistere ad un significativo potenziamento dei propri servizi. Nel 2004, nei dodici ambulatori di prevenzione clinica nei quali si effettuano gratuitamente visite specialistiche, esami e consulti oncologici, sono state erogate 5500 prestazioni. Attivata, nello stesso anno, una terza équipe medico-infermieristica per l'assistenza oncologica domiciliare che quotidianamente opera sul territorio della Ausl Le/1 con 66 comuni interessati, 602 pazienti seguiti e 7362 accessi domiciliari effettuati, 1209 chemioterapie, 223 trasfusioni, 43 toracentesi, 49 paracentesi, 951 prelievi di sangue e 748 interventi di piccola chirurgia. In questa casistica emerge un dato importante: dei 602 pazienti seguiti, 309 sono deceduti e di questi, 293 sono deceduti a casa e rappresentano il 95 per cento di tutti quelli curati a domicilio. Pertanto la percentuale di pazienti deceduti in ospedale (5 per cento) per la Lega sarebbe decisamente inferiore rispetto ai dati segnalati da altri servizi in Italia. «Il risultato, che viene considerato un indicatore di qualità dell'assistenza, è stato ottenuto - secondo l'associazione - grazie al lavoro per cure continue che ha permesso, all'equipe, nei mesi o anni di rapporto col paziente e la sua famiglia, di sviluppare conoscenza e fiducia reciproche». Da tre anni è poi entrato in funzione un altro importante servizio: il trasporto gratuito dei pazienti che necessitano di effettuare sedute di radioterapia presso i centri specializzati della provincia. «E' facile intuire - si legge nel rapporto annuale 2004 della Lega - che si tratta di qualcosa che incontra molto favore tra gli ammalati ed i loro familiari perché sono tante le persone che hanno difficoltà a spostarsi quotidianamente per cicli di terapia spesso molto lunghi».