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L'ULTIMA VENDEMMIA?

CONCORSO

LA VENDEMMIA E IL VINO A CASARANO E NEL SALENTO

di Rocco E.M., Casarano 27/08/03

La vendemmia nella nostra famiglia  ha sempre rappresentato un particolare momento, non che io ci tenessi particolarmente visto che di lavoro si trattava ma per alcuni suoi aspetti intrinseci. Sicuramente questo avvenimento l’ho vissuto come un momento di gioia quando ero bambino, perche’ aspettavo con ansia di poter pigiare con i miei piedini l’uva appena raccolta, o di dimostrare quanto stessi diventando grande cercando di emulare gli adulti facendomi caricare qualche tino pieno d’uva che barcollando riuscivo con i denti stretti a trasportare tra le vigne sull’ape che attendeva per trasportare il raccolto a casa. Con il passare degli anni ti accorgi che il gioco diventa lavoro e poi fatica per l’impegno che esso richiede, la tua partecipazione non e’ piu’ volontaria e giocosa ma inizia a diventare importante e richiesta. Ho sempre pero’ partecipato con gioia ad ogni annata da quando io ricordi, per amore verso mio padre. La vendemmia in fondo non e’ altro che il raccolto di un lungo lavoro svolto nei campi, fra i viti, che dura un’anno intero, mio padre durante l’anno raramente ci chiamava per aiutarlo a portare avanti la vigna, faceva quasi tutto da solo, era il minimo per me ed i miei fratelli aiutarlo in occasione della vendemmia e della torchiatura dell’uva per la produzione del vino di famiglia. Papa’ nei i giorni che precedono la vendemmia, come un rito inizia a preparare tutto cio’ che serve in questi giorni di intenso lavoro, lava i tini, prepara le forbici per recidere i grappoli, pulisce accuratamente la stanza in cui conservare le damigiane con il mosto da fermentare, pulisce ed olia il torchio per la spremitura dell’uva, pulisce il palmento dove far riposare per 24 / 48 ore l’uva pigiata o carollata. Oggi invece, abbiamo vissuto questa vendemmia con un aria tutta particolare e mesta, almeno dentro di me e penso che lo stesso sentimento abbiano avuto i miei fratelli. Mio padre infatti e’ gravemente ammalato anche se lui non lo sa e questa potrebbe essere l’ultima vendemmia fatta con lui o l’ultima in assoluto per tutti noi, non avendo noi figli, ne il tempo, ne la capacita’ di portare avanti da soli il vigneto. Stamattina guardavo mio padre e cercavo di assorbire ogni sua espressione, godevo nel vedere i suoi occhi felici nel celebrare una vendemmia che seppur scarsa come quantita’ vista l’annata di particolare siccita’, per lui e’ sempre un avvenimento che lo rende felice, perche’ ha i suoi figli che lo aiutano, tutti uniti, e questo per lui e’ motivo di grande gioia; secondo perche’ a conclusione di un intero anno dedicato sul vigneto finalmente e’ arrivato il momento di raccogliere il frutto del suo lavoro; infine penso ci sia un pizzico d’orgoglio nell’affrontare l’ennesima sfida con se stesso e gli altri per dimostrare la propria bravura nel fare il vino. Caro papa’ ci vorrebbe un miracolo per poter rivivere un’altra vendemmia insieme, ma ai miracoli ormai non ci credo piu’, porto comunque con me tutti questi anni vissuti insieme in cui abbiamo fatto tante cose insieme, il vino, l’olio, i legumi, i bagni al mare, le rilassanti raccolte di funghi o di lumache, le serate vicino al camino nel freddo dell’inverno o davanti ad una fresca e succosa anguria nelle calde estati, ma la cosa piu’ importante di tutte e’ come abbiamo trascorso tutti questi momenti: con armonia, con gioia, con serenita’ perche’ ogni tuo gesto ogni tua parola nasceva da un profondo amore, verso di noi. E’ stato meraviglioso crescere vicino a te e a mamma, sempre all’unisono, sempre in sintonia, ognuno ad incoraggiare l’altro a far bene. Questo e’ quello che ci lasci, sapevo che un giorno o l’altro il destino ti avrebbe strappato via, mi preparavo pensando alla fortuna che avevo avuto ad averti come papa’, e ringraziavo Dio per ogni anno che riuscivo a mettermi dietro con te affianco, ora che forse ti reclamano altrove, io portero’ dentro me il tuo dolce sorriso e fra i tanti sorrisi sicuramente anche quello del giorno di ogni vendemmia fatta insieme a te.