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UN PATRIMONIO DA SCOPRIRE

di Silvia Giannì, Casarano 07/06/03

silviettacara@libero.it

 

Un agglomerato di tombe bruscamente interrotto da una ferrovia e da una strada: ecco quanto si intravede affacciandosi dal cavalcavia alle porte di Casarano. E’ una necropoli medievale (segnalata da un cartello sul ciglio della strada) fatta di fosse scavate nella roccia naturale, caratteristica geologica del Salento. Già ammirarla da lontano è stato sufficiente a far nascere in me un sentimento di stupore, misto, però, ad una buona dose d’incredulità: una necropoli non va, infatti, intesa solo in quanto tale, ma dev’essere inserita (o almeno occorre tentare di farlo) nel contesto al quale essa apparteneva in epoca medievale. 

Sorge spontaneo chiedersi, dunque, cosa ci fosse allora a Casarano oltre alla chiesa di Casaranello e alla necropoli in questione.  La presenza di un luogo di culto e di un’area sepolcrale indurrebbe chiunque a pensare che, neppure troppo lontano, vi doveva essere un centro abitato ad essi pertinente, e non solo. Eppure Casarano è tutta lì. La sua storia antica si ferma a quella chiesa che, pochi anni fa, hanno tentato di “rinnovare” riverniciandola esternamente; e poi questo nucleo di tombe, evidentemente obliterato, in parte, dalle strutture moderne, relativamente al quale l’unico interesse locale è quello di creare uno dei soliti parchi (con due panchine e qualche albero) con cui verranno cancellate le ultime tracce di quella cultura in esse contenuta.