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Gelosia...

 

 

Dott.ssa Daniela Giorgino

daniela.giorgino@virgilio.it  

Casarano, 06/10/09

 

Sono mamma di un bimbo di 6 mesi. Purtroppo da 3 mesi ho ricominciato a lavorare e sto tanto ma tanto male. Il bambino sta con mia madre. Obiettivamente so che mio figlio sta benissimo con lei, mia madre è una persona affettuosissima che adora tutti i bambini figuriamoci il nipotino. Ma io sono così tanto gelosa, in realtà è una gelosia sana, voglio dire non si tratta di gelosia negativa nei confronti di mia madre ma vedere mio figlio così felice quando lo porto a casa dei miei genitori quando io invece sono triste perché devo lasciarlo, è una vera tragedia per me. Non credo di riuscire a tradurre il mio malessere ma giusto per farLe capire come mi sento, l’altra sera mentre lo allattavo, le lacrime mi scendevano senza controllo per poi finire sul faccino del mio piccolino che ciucciava e mi guardava ignaro di tutto quanto. Alla fine sono andata a letto con una nausea fortissima e senza poter nemmeno cenare. Questa è la mia nuova vita, so di sbagliare e so che mio figlio sta sicuramente meglio dai nonni che al nido e so anche che se lavoro, è anche per il suo bene ma faccio così tanta fatica a stare serena.

Anna

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Gentile signora Anna,

credo che qualunque mamma di un bimbo così piccolo avverta il dispiacere di distaccarsi dal proprio figlio, soprattutto i primi tempi. E penso che anche la gelosia sia un’emozione che, in questo contesto, sia più che comprensibile, purchè, però, non crei eccessivo malessere, come invece mi sembra che stia accadendo per lei.

Innanzi tutto ricordiamo che le emozioni che noi riteniamo negative, come possono essere l’invidia, la rabbia, la gelosia, fanno parte del nostro essere umano, che ci piaccia o meno. Non possiamo reprimerle tentando di raggiungere un nostro essere ideale. L’unico modo per trasformarle in virtù è smettere di combatterle e di respingerle, ma accoglierle. Cosa vuol dire questo? Vuol dire prendere coscienza che proviamo determinate emozioni, accettare l’idea che siamo fragili, imperfetti, e osservare attentamente ciò che di esse ci disturba per comprendere come poterle trasformare in punti di forza. Già solo guardandolo il problema inizia a trasformarsi.

Vediamo ora di analizzare più a fondo il sentimento della gelosia. Sostanzialmente la gelosia è il dubbio, particolarmente forte, che la persona che amiamo possa investire del suo amore un’ altra persona diversa da noi. Alla base di tale sentimento c’è un desiderio di possesso: “tu sei mio e solo io posso godere del tuo amore!”. Ma ciò che ci interessa di più è che la gelosia affonda le sue radici nell’insicurezza e nella sfiducia nel proprio valore, nel dubbio che qualcun altro sia migliore di noi nel soddisfare l’amato (vale anche in un rapporto di coppia). Ma perché questo bisogno di possedere l’altra persona, di essere l’unico destinatario del suo amore? Probabilmente perché il rapporto con quella persona significativa serve a rassicurare sui propri dubbi, sulle proprie paure e angosce. In più, serve a dare valore. Se l’altro si allontana, non si perde solo quello che più si desidera al mondo, ma si perde anche la fiducia in se stessi, restando vittima delle proprie insicurezze.

In breve, cosa si può fare per alleviare questa sofferenza? Iniziamo col tenere presente che la vita è una continua navigazione tra gioie e dolori. Come ho accennato prima, lasciamo venire anche la sofferenza e sentiamo il dolore provato dalla gelosia, viviamolo. E il dolore, raggiunto il picco, in un istante sfumerà. Molte persone temono questo metodo, ma la sua efficacia è stata più volte dimostrata: quando i pensieri disturbanti arrivano occorre far loro spazio nella mente; solo così si scopre che i pensieri, più trovano la strada aperta, più in fretta svaniscono e non tornano più!

Dott.ssa Daniela Giorgino

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