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La psicologa risponde

La paura di una mamma...

 

 

Dott.ssa Daniela Giorgino

daniela.giorgino@virgilio.it  

Casarano, 14/09/09

 

Gentile dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di 5 anni molto sveglio e intelligente. Lo scorso anno un’insegnante della scuola materna mi ha fatto notare che mio figlio sembra poco interessato a socializzare con gli altri e, inoltre, agita le mani in maniera ripetuta diverse volte al giorno, soprattutto quando è felice, ma anche in altre circostanze (ad esempio mentre cammina). Anche io mi ero accorta di questi movimenti, ma non ci avevo dato molto peso, visto che ce li ha fin da quando era piccolo. Inoltre, ha degli interessi molto particolari (segnali stradali, insegne, etichette ecc.) che lo attraggano al di sopra di qualsiasi altro gioco. Qualcuno mi ha detto che questi sono tutti segnali di un Disturbo Autistico ad alto funzionamento, lei che ne pensa?  Cosa posso fare per limitare questi movimenti incontrollati delle mani, che rischiano di farlo sembrare diverso dagli altri bambini e che potrebbero portarlo ad essere preso in giro dagli altri bambini?

                                             

Gentile signora,

per sapere se un bambino presenta un Disturbo Autistico o meno è necessario fare un’ accurata valutazione in cui sia presente anche il bambino.

In generale, comunque, posso dirle che i comportamenti che lei mi ha descritto non sono necessariamente indice di un Disturbo Autistico, nonostante il Disturbo di Asperger (detto anche “Autismo ad alto funzionamento”) possa manifestarsi anche con comportamenti simili a quelli da lei osservati.

La scarsa propensione a socializzare con gli altri può dipendere da diversi motivi: può essere una tendenza introversiva, può dipendere da timidezza, dall’educazione ricevuta ecc. A cinque anni diversi bambini preferiscono avere tutti per sé gli oggetti a cui sono affezionati piuttosto che condividerli con gli altri bambini. Per incrementare le relazioni sociali di suo figlio, potrebbe prendere l’abitudine di invitare a casa qualche amichetto: è probabile che, in una relazione uno ad uno con un altro bambino,  suo figlio si senta più sicuro rispetto  all’ambiente della scuola materna e, quindi, possa prendere pian piano sempre più confidenza con quel bambino.  Successivamente, può estendere l’invito ad un altro coetaneo e poi ad un altro ancora: è probabile che l’ambiente familiare faciliti l’instaurarsi di relazioni con i coetanei e che queste, poi, rimangano anche nell’ambiente scolastico.  

Anche per quanto riguarda gli interessi ristretti e ripetitivi di suo figlio, le spiegazioni possibili potrebbero essere molteplici. Spesso, comunque, i bambini ricavano un senso di sicurezza dal seguire sempre le stesse abitudini (è tipico, ad esempio, che richiedano sempre le stesse favole) e dal coltivare gli stessi interessi. L’importante, però, è che questo atteggiamento non sia eccessivo e che il nuovo venga comunque accettato. Ad ogni modo, le fornisco i seguenti suggerimenti:

-          scoraggiare gli interessi che sono evidentemente troppo focalizzati (ad esempio non concedendo giochi che siano tutti dello stesso tipo o non concedendo attenzione quando il bambino parla sempre delle stesse cose);

-          garantire al bambino un ambiente flessibile e comunque non troppo rigido;

-          spronarlo all’ampliamento dei propri interessi (proponendogli nuove attività) e al cambiamento di abitudini ormai divenute troppo rigide.

Per quanto riguarda i movimenti ripetitivi delle mani, può cercare di limitarli utilizzando alcune delle seguenti strategie comportamentali:

-          cercare di stimolare movimenti o stati alternativi delle mani che siano antagonisti ai movimenti stereotipati, ad esempio impegnando le mani del bambino nel tenere qualcosa di voluminoso (non oggetti sottili o chiavi che possono essere facilmente fatte roteare), tenendo il bambino per mano mentre si cammina, dandogli un compito che richieda l’uso delle mani, ecc.);

-          se le stereotipie sono molto accentuate, nel momento in cui si sta dando qualcosa che lo interessa molto, negargli momentaneamente quello stimolo gradito fino a che non smette di muovere le mani: solo quando non muoverà le mani potrà ricevere ciò che desidera;

-          se le stereotipie non sono molto accentuate, ignorarle completamente. L’eccessiva focalizzazione sulle stereotipie potrebbe diventare un rinforzo positivo per lo stesso comportamento e, quindi, paradossalmente, aumentarne la frequenza;

-          non rimproverare il bambino per le sue stereotipie per non indurgli senso di colpa;

-          si possono utilizzare, nei momenti ritenuti più opportuni, anche oggetti anti-stress (palline o oggetti morbidi da stringere), che inizialmente potrebbero essere una valida alternativa ai movimenti delle mani, in quanto il bambino deve in qualche modo scaricare ed esprimere le tensioni esterne;

-          attività fisica frequente (strutturata o meno) che lo aiuti a scaricarsi dalle tensioni.

FONDAMENTALE:

-          lodare e gratificare il bambino quando non manifesta stereotipie per un po’ di tempo (inizialmente dopo qualche minuto, poi dopo qualche ora ecc.). Utilizzare preferenzialmente gratificazioni verbali (ES: “bravissimo!”; “Oggi sei stato proprio in gamba!”) e fisiche (una carezza, un bacio, un po’ di tempo da passare insieme ad un genitore in un’attività piacevole), che servono anche a migliorare le capacità relazionali;

-          educare il bambino ad esprimere VERBALMENTE le proprie emozioni, spronandolo a raccontare la connotazione emotiva degli eventi che lo hanno colpito: i comportamenti disfunzionali delle stereotipie possono verosimilmente derivare da un’incapacità di comunicare in maniera socialmente più adeguata i propri stati emotivi. Tale obiettivo può essere raggiunto anche attraverso il passaggio intermedio di un’espressione fisica più accettabile, come ad esempio abbracciare il genitore che lo ha reso felice o saltare per la gioia di aver ricevuto una sorpresa gradita ecc.

Le consiglio, comunque, di monitorare nel tempo i comportamenti che mi ha descritto. Se con questi accorgimenti non ci dovessero essere cambiamenti, le conviene far vedere il suo bambino da uno specialista.                                                                                                                   

 

Dott.ssa Daniela Giorgino

 

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