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GENTE O PERSONE?

di Paolo Argnani, 11/02/04

 

 

Il mio mestiere mi porta a stare con le piante di pesco, con le viti, con i meli, ecc.,  sono rari i casi in cui per lavoro mi trovo a contatto con "la gente", ci sono però mille altre occasioni in cui questo può avvenire, come ad esempio le riunioni per la scuola dei figli, ed in seguito ad una di queste mi sono nate alcune riflessioni:

Sarà la stessa persona (il ministro Moratti) quella che ho sentito alla radio rispondere con tanto garbo ed educazione a diverse domande riguardanti la riforma da lei emanata, senza sottrarsi neppure alle obiezioni più polemiche, e quella che invece terrorizza tanta "gente" (genitori e insegnanti) per le sue intenzioni di abbattere tutto ciò che c'è di buono nella scuola italiana? Ho l'impressione che quando l'ideologia prende il sopravvento, tutto ciò che vi coincide è considerato buono, mentre tutto il resto è cattivo, quindi da combattere con ogni mezzo fino a giustificare la violenza (non solo fisica).

Un altra cosa che mi ha colpito e la paura della responsabilità. Ho avuto l'impressione che "la gente" fosse particolarmente spaventata da un aspetto della riforma "Moratti", cioè che si cerchi di dare una qualche possibilità di scelta in più alle famiglie.

La cosa che più mi ha disturbato è vedere "gente" che se ne approfitta della buonafede di altra "gente", cercando di creare in loro più confusione di quella che hanno già.

Ma quand'è che la "gente" la smetterà di fare la "gente" e tornerà ad essere e considerare gli altri delle persone, degli uomini e delle donne?

E' troppo aspettarsi questo? Io penso di no. I peschi sono peschi, anche se non ne hanno la coscienza, così come le viti e i meli, ma l'uomo se non ha la coscienza di essere uomo, diventa "gente".

 

 

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