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LA MORTE DI UN CANE

di Anna Maria De Filippi, Casarano 05/07/04

defilippitdm@libero.it

 

Cari amici,
in una stagione come questa che vede tanti cani abbandonati, soli, spiaccicati sull'asfalto, denutriti, maltrattati, domenica mattina è morta la mia Camilla, curata fino all'ultimo respiro.
Ha lasciato un vuoto nella mia casa e nel mio cuore e non riesco a trovare le parole per sollecitare Istituzioni e popolazioni a prendersi cura del fenomeno del randagismo, dovuto soprattutto all'abbandono di questi esseri, capaci perfino di morire per il proprio padrone.
Non smettete mai di scrivere sui vostri giornali di questi amici, non basta la pietà o la solidarietà, la solitudine di questi nostri amici rispecchia quella dell'umanità. Io ho avuto la fortuna di amare un Cane e di essere riamata, il nostro rapporto è stato una grande lezione di vita: amare vuol dire essere legati da un "guinzaglio comune".
Vi allego questa mia poesia che penso esprime tutti i miei sentimenti e 13 anni di "comune guinzaglio" che è stato bello, nonostante questo magone che non mi abbandona.
    Grazie a voi spesso le cose cambiano! Con affetto Anna Maria.

 

Camilla addio!

 

voglio ricordare di te i passi felpati

le feste gioiose d’ogni mio ritorno

a casa

i sorrisi, le danze sfrenate,

lo scodinzolio e l’abbaio squillante.

T’acquietavi solo quando ti abbracciavo.

Appannavi i miei occhiali con mille

baci affettuosi

ti mettevi in attesa d’uscire

per non mandarmi sola,

volevi farmi sempre compagnia.

Mi hai insegnato il muto linguaggio

con lo sguardo di due occhi trasmittenti

con i toni del tuo abbaiare

quando volevi consolarmi,

rimproverarmi o semplicemente amarmi.

Quanti silenzi, quanti sospiri,

tra noi, generi femminili,

c’era una sorta di complicità

di comprensione, di solidarietà.

A te ho confidato i miei segreti

i pensieri reconditi

i miei sogni impossibili

i tanti desideri.

Abbiamo affrontato mille bufere

ci siamo consolate nella sofferenza,

come nel dolore più estremo.

Ho dovuto dirti addio

dopo tredici anni di convivenza.

Mi sono piegata per lenire

la tua incurabile malattia

e…

nell’ultimo tuo respiro

ci siamo abbracciate e col cuore

stretto stretto

ti ho sussurrato:

Grazie, addio piccola mia!

 

4.7.2004    Anna Maria De Filippi