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casarano

La storia di Caesaranum

 

 

Di Marcella Borgia

marcellaborgia@yahoo.it

Casarano, 03 maggio 2009

 

Tanti anni orsono, quindici, per la precisione, nacque un principe, che da subito di distinse per audacia e scaltrezza.

Il regno era guidato con saggezza dal re William, un uomo dalla bontà d’animo, entusiasta della vita e del suo popolo.

Il suo popolo lo amava, ancor prima che come re, come uomo.

Un uomo tra gli uomini e per gli uomini. Ma il destino beffardo e crudele decise di portarlo via inaspettatamente.

Il principe Migio, per via di un crudele destino venne incoronato RE e iniziò la sua dinastia.

Il popolo smarrito, ed incredulo per quanto accaduto, credette in una successione di potere ma soprattutto di bontà d’Animo. Principi per il quali il precedente re William aveva regnato.

Non ci volle molto per il popolo capire che gli obiettivi e le priorità erano cambiate.

Unico modo per essere liberi: sposare la politica di Re Migio.

Il popolo aveva bisogno di vivere e di far vivere le proprie famiglie e capì da subito che avrebbe dovuto seguire il proprio Re e così fu per lunghi anni.

E tutto ciò che il re e la sua corte inetta approvava il popolo acclamava.

Uomini di ingegno, affiancavano il re, impegnati nella costruzione e ristrutturazione del borgo Caesaranum.

Che meraviglia quei basoli! Esclamava il popolo! Finalmente qualcuno che ha avuto la capacità di lavorarci e ristrutturarli ben tre volte. Segno di precisione, esclamava la corte.

Il nostro re è così preciso,raccontava la corte,  che ha a voluto il rifacimento degli stessi basoli affinchè nulla si lasciasse al caso ma tutto fosse dettato dall’ingegno umano.

Che opera epocale!

Adattare il basolato alle forze gravitazionali e metereologiche.  Una vera Rivoluzione …oserei dire…. Copernicana .

Pensate, raccontò il re in assemblea plenaria,  perché i basoli devono dare stabilità all’uomo e non viceversa?

E’ l’uomo a dover dare stabilità ai basoli,  camminando si adegua alle oscillazioni delle pietre, che in tal modo vengono animate.

Grande invenzione, da estendere a tutto il paese.

Che opera epocale!

Ma l’invenzione delle invenzioni? La “Vora…l’Acqua che ti migliora”.

A breve l’equipe di specialisti che per lunghi anni diede lustro alla corte, avrebbe realizzato la rivoluzione del secolo.

Bonifica dell’acqua e costruzione di laghetti per il popolo.

Che meraviglia, per anni nessuno aveva capito quale ricchezza ci fosse in quello scempio abbandonato, anche se ci furono dei tentavi di bonifica con l’istallazione di un depuratore, mai attivato.

Si narra che il re Migio, avesse chiesto l’intervento divino e che con una pozione magica avrebbe trasformato quell’acqua in una fonte di vita.

Egli stesso raccontò di aver ricevuto dei poteri soprannaturali dopo che accidentalmente una volta ci cadde dentro.

Poteri che trasferì ai suoi fiduciari, potenziando il loro scibile umano.

Che opera Epocale!

Re Migio divenne così potente che non ebbe più bisogno del suo stregone e delle sue pozioni magiche.

Fu così che lo stregone adirato, si ritrasse nel suo laboratorio farmaceutico e con pochi fedeli organizzò la caduta del Re.

Re Migio informato del fatto, chiese aiuto al dio dell’Energia che con un colpo di vento spazzò via i suoi avversari e promise a Re Migio che avrebbe costruito una macchina da guerra la “Caesaranum Solar “.

Che opera epocale!

La macchina avrebbe attinto energia dal sole, distribuendone i benefici a tutto il popolo.

A quel punto nessuno si sarebbe dovuto più preoccupare del sostentamento delle proprie famiglie.

L’acqua Vora avrebbe dissetato il popolo con le sue proprietà magiche.

Il “Caesaranum  Solar” avrebbe dato energia al popolo, secondo il processo di fotosintesi clorofilliana.

Da quel giorno in poi gli il popolo trasformato in Uomini pianta produsse da sé il loro nutrimento, catturando l'energia emanata dal sole mediante le proprie mani trasformate in  foglie.

Unico inconveniente e che il popolo sarebbe passato da unto stato di vita attiva ad uno stato di vita vegetativa.

Ma in fondo  pochi avrebbero rinunciato alla libertà attiva di pensare, i più omologandosi a re Migio da tanti anni ormai non avevano più la necessità e la facoltà di farlo.

Solo pochi ebbero il coraggio di non accettare tale status quo e abbandonarono la corte ed il popolo esiliandosi nell’isola dei sogni perduti, promettendo che un giorno sarebbero ritornati e che i principi di umanità, bontà d’animo e meritocrazia, tanto amati dal vecchio Rè William, sarebbero trionfati liberando Caesaranum dalla schiavitù vegetativa.

Che strana storia, mi raccontò mia nonna, fortuna che è solo una storia.

 

 

 

 

 

 

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Verso le elezioni del  6 - 7 giugno 2009

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