TuttoCasarano

  Lo spazio web a disposizione dei cittadini

 

Caro Eugenio, sono Matteo Gambettino, un ragazzo ventenne di Casarano assiduo lettore del sito da te curato e dedicato all'intera città e cittadinanza casaranese. E' la prima volta che ti scrivo e sinceramente avrei voluto farlo per qualche motivazione lieta. Invece avverto il bisogno di intervenire per riflettere sul terribile incidente che l'altro ieri ha sconvolto non solo il Salento ma l'Italia intera. Sette morti, sette giovani vite spezzate in un attimo, alla vigilia di una giornata, quella di San Lorenzo, come sappiamo, di grande festa soprattutto per i ragazzi. E' un fatto che senza troppi giri di parole crea paura, sgomento, rabbia per quello che doveva essere un sabato di divertimento nella ricca e a tratti eccessiva estate salentina e che invece è diventato il teatro dell'ennesima strage sulle strade del nostro Paese. Tutti ragazzi, il più grande di 33 anni, gli altri più o meno miei coetanei, volti che a vederli oggi sulla tristissima locandina del "Quotidiano" risultano anche vagamente familiari: del resto, erano ragazzi come me, animati come me da speranze, attese e voglia di vivere e che invece, parafrasando il Francesco Guccini della "Canzone per un'amica" "così presto han dovuto partire".

Davanti a me però c'è purtroppo anche un dato: quello, impietoso, dei 160 km/h su cui si è fermato il tachimetro di una delle due macchine coinvolte nell'incidente. Una velocità di per sè assai sostenuta, ancor di più se si pensa che il limite di velocità sulla Galatone-Santa Maria al Bagno (la strada dell'incidente) è di 50 km/h, nemmeno un terzo della velocità di tale automobile al momento dello schianto. Lungi da me l'accusare i poveri ragazzi della terribile disgrazia avvenuta che ha segnato per sempre sei famiglie (un ragazzo e una ragazza erano fratello e sorella) ma ciò evidenzia un problema diffuso (e lo si è visto anche dalle immagini trasmesse da tutti i telegiornali di quell'autotreno che sull'A4 ha provocato altri sette morti): in auto, per un motivo o per un altro, si corre troppo. Il guaio maggiore, a mio parere, è che la velocità è divenuta una sorta di mito tra i giovani, perchè qualche volta il tempo stringe o semplicemente perchè si vogliono sfruttare pienamente le "potenzialità" della propria auto, specie se è di grossa cilindrata. Spesso chi non corre, chi preferisce la sicurezza e qualche minuto di ritardo che il più delle volte non fa male, viene definito come "out", come se correre fosse oramai uno status symbol di fronte al quale chi non si adegua è un "debole".

Ho seguito nei mesi scorsi con grande apprezzamento le proposte fatte da ragazzi e ragazze della mia età (e non solo) proprio su questo sito in favore della sicurezza stradale. Ora, caro Eugenio, siccome il nostro compito da semplici cittadini è quello di volere il bene e la crescita della propria comunità sotto ogni punto di vista, sono convinto che sarebbe il caso di rilanciare quella campagna e di allargarla, coinvolgendo le autorità, le scuole e tutti i cittadini di buon senso. Io, come spero tanti altri, non ho perso la speranza che l'educazione, anche quella stradale, se costante, possa davvero influire molto positivamente sui giovani e farli divenire i pilastri su cui si reggerà il futuro. Ognuno e in modo particolare noi giovani, ha il dovere di impegnarsi seriamente da questo punto di vista: lo dobbiamo anche a Matteo, Enrico, Luigi, Mery, Stefania, Elisa e Chiara che adesso ci guardano dall'alto, tra quelle stelle che affollano il nostro cielo d'agosto, mai così velato di dolore e paura.

Matteo Gambettino

matt883@alice.it  

 

Grazie della tua lettera caro Matteo, dici cose molto giuste, bisogna perseverare nel far capire soprattutto ai giovani che guidare troppo veloce, guidare sotto effetti di alcool e droghe o semplicemente di fretta, sono sufficienti per farsi male o far male agli altri e questo va evitato, con tutte le nostre forze, con ogni mezzo. La vita è troppo preziosa per perderla cosi!

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

Bravissimo Matteo, hai scritto una lezione di saggezza pervasa da nobiltà d'animo ed alto senso civico. Sono convinto che i nostri giovani saranno al tuo fianco ed approfitteranno della ben nota sensibilità di Tuttocasarano per "rilanciare quella campagna... coinvolgendo le autorità, le scuole e tutti i cittadini di buon senso" come tu proponi.     
Anselmo  Ciuffoletti

anselmo.ciuffoletti@gmail.com

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