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<B>Aborto a Napoli, inchiesta interna<br>gli agenti sequestrano il feto</B>

Il policlinico di Napoli dove è stato effettuato l'aborto

Aborto.

 

 

 

 

 

 

Di Enzo Schiavano

Casarano, 13/02/2008

 

Che schifo! L’irruzione della polizia in un ospedale di Napoli per interrogare una donna, ancora sotto l’effetto dell’anestesia, “rea” di aver praticato un aborto terapeutico ai sensi di legge, mi ha profondamente indignato. La polizia è intervenuta su mandato di un magistrato della procura di Napoli, dott. Vittorio Russo, dopo una segnalazione anonima partita dall’interno dello stesso ospedale che parlava di aborto fuori dai termini previsti dalla Legge 194. “Sembrava un blitz contro la camorra”, ha commentato un medico. Dopo le verifiche e gli interrogatori, appurato che l’interruzione di gravidanza era stata fatta secondo le norme, gli agenti sono tornati in Questura.

Ma era necessaria tutta quella spettacolarizzazione? Non si poteva agire in modo più soft, data la delicata situazione della donna? Dopo il clamore suscitato dal blitz, polizia e pubblico ministero si sono rimpallate le responsabilità. “Non sono a conoscenza di come si sia mossa la polizia”, ha commentato serafico il dott. Russo, e forse sarebbe ora che i pm cominciassero a verificare il modo in cui le forze dell’ordine notificano i loro provvedimenti agli interessati.

La Questura di Napoli ha ribattuto che gli agenti, giunti all’ospedale senza il provvedimento della procura (si, proprio così: volevano entrare in ospedale senza l’autorizzazione!), hanno chiesto ed ottenuto il via libera dal dott. Russo (e, quindi, sapeva). “Se ci si trova in una situazione di presunta legalità – ha detto, tra l’altro il pm – la prima cosa da fare è andare a verificare, anche se la notizia arriva da una telefonata anonima”. Sulle segnalazioni anonime, però, l’avv. Marazzita, uno dei più stimati penalisti italiani, ha detto (“Italia, istruzioni per l’uso”, Radiodue, 13/02/2008) che queste non sono valide e che la Cassazione si è pronunciata spesso su questa materia e sempre in una direzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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