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Contemporaneità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it 

Casarano,  22/01/2008

 

I blasfemi rincorrono il regno eterno pregando il successo!

Ossequiosi del tempio, strizzano l’occhio all’altare e si genuflettono alle menzogne della loro esistenza. Invocano il Dio cristiano dimenticandosene le parole, piangono sulle tombe dei caduti spinti nel baratro del loro stesso agire e disegnano giardini di fiori sporchi di cemento.

Curano i loro volti come carrozzerie lucenti e indossano doppiopetto, analizzano le frasi, scrutano il domani e come pifferai magici conducono i nostri pensieri nei loro labirinti. In quel loro mondo così lontano dal vento di sabbia che soffia sulle nostre vite, la povertà è solo una parola, al più un dato, uno sterile numero su cui edificare le loro statistiche senza cuore.

 

Giorgio ha cinquant’anni, una famiglia e un mutuo da pagare. Andrea, il primogenito, ha dovuto lasciare l’università perché il padre non ha denaro a sufficienza. Aveva ottimi voti Andrea e oggi vorrebbe lavorare per aiutare suo padre che da cinque anni –dopo aver perso il posto di lavoro- cammina a testa bassa. Sua madre non canta più e d’un tratto i suoi capelli sono diventati bianchi come i giorni di festa di chi è povero. Giorgio si aiuta con delle pastiglie e sotto l’effetto di una chimica tranquillità ascolta i suoni lontani di un televisore dove le voci dei venditori raccontano ignobili bugie. Così stordito, Giorgio si addormenta e il suo russare è suono autentico come le lacrime di una donna che vede il suo uomo e il suo giovane figlio sconfitti e piegati da un’ingiustizia folle.

 

L’ingiustizia folle di chi vorrebbe cucire sulla tela di una presunta religiosità il doppiopetto grigio del denaro.

 

 

 

 

 

Ma alla fine a chi ti rivolgi?
Cosa vuoi dire?
Che senso hanno le tue parole?
Ho letto gli altri tuoi articoli, ma figlio mio datti na mossa perchè non hai nulla di concreto: vedo solo fumo!
Parli in modo trasognato, mischiando parole che (tu) pensi siano di un certo livello, ma spesso sono altre le parole che lasciano un segno.
Magari vedi di dire quello che veramente hai da dire facendoti capire da tutti... anche perchè penso che neanche gente di altro rango ti abbia capito... non esiste un senso alle tue frasi!
Tomasi Remo

remoforever@libero.it

 

 

 

03/02/08 Sig. Tomasi Remo, chi sarebbe, per lei,  la gente di alto rango? Proprio quella, forse,  in doppiopetto che si è data una mossa sulla terra, è diventata qualcuno? Bella fuori e putrida dentro? Non  è nessuno chi si arricchisce per se stesso, non lo sapeva forse?
L'articolo in questione è perla rara ai miei occhi e vergogna per i sepolcri imbiancati.

Giorgio Greco

greco.giorg@tiscali.it

 

 

 

03/02/08 Caro Giorgio, conoscendo Remo di persona, ciò che pensa e scrive sul suo Blog, che amo particolarmente, lascia perplesso anche me nel non senso della sua riflessione a quanto ben scritto da Gabriele Bastianutti.

Gabriele ha scritto qualcosa di veramente toccante e purtroppo di grande attualità che tocca e riporta ciò che tante famiglie stanno vivendo. Credo che Remo abbia preso un colossale abbaglio, e si sia lasciato andare un po istintivamente a ciò che forse frettolosamente ha letto. Voglio troppo bene a Remo e credo che Remo ci manderà una mail di rettifica.

Ciao Remo, ciao Giorgio.

A Gabriele Bastianutti un fraterno abbraccio perché nei giorni scorsi ha perso la sua cara mamma.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

03/02/08 Io credo che per scrivere articoli servano sì, le belle parole, ma  anche le parole che possano essere capite da tutti, per poter raggiungere quanta più gente possibile.
Per gente di alto rango intendo gente che magari potrebbe essere più erudita della media (intendo "quel" rango per rispondere alla domanda del signor greco).
Poi, ognuno può pensarla come vuole, ma io ho dovuto chiedere delucidazioni al signor Bastianutti per poter capire il significato del suo articolo (purtroppo non sono di altissimo rango io).
Che ci posso fare?
Ma chiedo anche al sign. Bastianutti di fare nomi e cognomi se veramente si pone contro qualcuno in particolare perchè se si è veramente convinti che qualcuno si comporta male... allora dicesse chi è costui o costoro.
O forse è soltanto una critica in generale? Quindi parole parole parole?

Remo Tomasi

remoforever@libero.it

 

 

 

03/02/08 Oh... come sei polemico stasera... quasi non ti riconosco caro Remo; comunque, Gabriele non ha fatto nomi ma non per questo, ciò che ha scritto  perde di incisività o di valore. Un messaggio quando contiene una verità non è mai vuoto o solo parole scritte sulle sabbia. Ognuno può leggere ciò che ha scritto Gabriele e farle proprie, proiettandole nel contesto in cui vive o in un contesto sociale più ampio.

Ciao caro amico Remo.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it 

 

 

 

 

04/02/08 Sig. Tomasi, io l'articolo in questione l'ho capito e non per questo mi ritengo più erudito della media (di alto rango). L'ha capito l'amico Eugenio e l'hanno capito, credo, anche altri  lettori, abituali e non.
Le dico invece, sig. Tomasi, che non comprendo i suoi di interventi.
Perchè, per esempio, il sig. Bastianutti dovrebbe fare  nomi e cognomi?
Secondo quali disposizioni giornalistiche gli articoli, per essere degni di considerazione, debbono contenere tali dati?
Se dovesse passare dalle parti di Tuttocasarano qualcuno tra coloro che appartengono alla schiera dei "doppiopettisti dal volto lucidato", se ha orecchia da intendere, intenda ciò che l'autore descrive in maniera così semplice e chiara.
Un saluto.

Giorgio Greco

greco.giorg@tiscali.it

 

 

 

 

04/02/08 Sì, a volte sono troppo polemico, è vero, riconosco questo mio limite. Cercherò di contare fino a 100 la prossima volta prima di rispondere... anche perchè volevo solo dire che sarebbe meglio scrivere in modo semplice per farsi capire da tutti e se si vuol scrivere in modo più, diciamo, "elevato", prego gli autori di inserire un piccolo commento (ma forse chiedo troppo...).
Al signor Bastianutti vorrei comunque inviare le mie condoglianze e dirgli che i genitori son qualcosa di veramente insostituibile nella vita di tutti i giorni: ci danno forza per combattere nelle situazioni gravi, ci consolano all'infinito grazie alla loro pazienza e voglia di ascoltarci.
Spero di imparare ad essere più calmo... ho sempre da imparare...
Ciao a tutti.
P.S. Mando un abbraccio particolare ad Eugenio... che mi sa capire anche quando non è facile farmi ragionare... ;-)

Remo Tomasi

remoforever@libero.it

 

http://mentelibera.blogspot.com/2008/02/il-mondo-grigio-il-mondo-blu.html

 

 

 

04/02/08 Bellissimo, Toccante, Profondo, sia il Testo che la Sintesi della significante immagine !    (chiedo il permesso di scaricarla per inviarla ad amici sparsi nel mondo in "doppiopetto e non").
    
     E' una fortuna che belle persone possano ancora esprimersi con "LIBERTA' ",
     indipendentemente dal vissuto di ciascuno e  di chi non condivide.
 
    ... Non c'è peggior sordo che non voglia sentire,
        peggior cieco che non voglia vedere ...   

        Cerca  il bene   in ogni cosa, mai la fine. 

 

Elena Valente

valentelena@tin.it

 

 

 

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