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Di contestate candidature

 

Di Gianni Bellisario

gianni.bellisario@alice.it 

Casarano, 09/01/09

 

Come al solito quando, a Casarano, in prossimità delle elezioni amministrative, si  palesa l’ipotesi di candidatura  di un soggetto che non proviene dalle file della politica ufficiale, ma da altri settori della società, da diverse parti è tutto un agitarsi.

Allora, invece di valutare le idee e la visione di città che il soggetto propone, si scatena la corsa diffidente alla ricerca di tutte le ragioni per le quali il soggetto in questione non dovrebbe candidarsi o, comunque, il suo ingresso in politica non apparirebbe opportuno.

Tale atteggiamento proviene innanzitutto da una politica ormai da troppo tempo abituata a discutere solo di se stessa, salvo, in vicinanza delle competizioni elettorali, sventolare le primogeniture relativamente alle più appassionanti battaglie.

Dall’altra parte le frecciate provengono sempre  da quei settori della società amanti dello stare alla finestra lanciando critiche a destra e a manca, ma mai disposti a scendere personalmente in campo e sporcarsi le mani ( sporcarsi nel senso lavorativo) con la gestione della cosa pubblica.

Ora, se consideriamo che a Casarano, al contrario di quanto si sostiene, la politica è da anni cosa di pochissimi, mentre la stragrande maggioranza della società cittadina  è quotidianamente alle prese con altre problematiche, occorre soffermarsi su alcuni aspetti in particolare.

Si discute, si propone, e per la verità da più parti si paventa, una candidatura a sindaco di Ivan de Masi.

Ivan De Masi, usando gli strumenti a disposizione dei cittadini, anche questo sito, ha iniziato a proporre una sua visione di sviluppo complessivo, evitando di cadere nella polemica inconcludente nella quale  gli esperti della politica nostrana tentano  sistematicamente di spingere il dibattito politico che si sforza di muoversi su un livello qualitativo superiore rispetto al solito, secondo il noto metodo  che punta a distogliere l’attenzione dai progetti e dalle idee proposti e manifestati, in favore della polemica e del pettegolezzo da piazza.

Da più parti si è risposto in maniera quasi seccata.

In particolare:

-dalle parti più addentrate nella politica locale si è subito evidenziato come il giovane De Masi: non abbia alcuna esperienza politica , che invece non mancherebbe a tanti vecchi esponenti dell’attuale classe politica e dirigente locale; si troverebbe certamente in conflitto di interessi in quanto al vertice del noto gruppo imprenditoriale che ha in progetto la centrale a biomasse; userebbe la demagogia e prenderebbe in giro i cittadini quando afferma che, “ se ci fosse stato tempo” avrebbe condiviso un referendum sulle tematiche ambientali. Altri, un pochino più veraci, puntano invece il dito su altre circostanze: dirige la locale squadra di calcio e  di palla a mano e pensa di puntare su questo per accattivarsi le simpatie  elettorali dei cittadini, ma qua nessuno è f…o; è il solito imprenditore acchiappa tutto ecc. ecc.

Soffermiamoci un istante sulle pochissime, in verità, valutazioni di carattere politico:

-mancanza di esperienza politica: considerando il risultato, sotto gli occhi di tutti , al quale ha condotto questa città l’esperienza politica dell’attuale classe dirigente la critica rischia di apparire priva di pudore. D’altro canto le stesse persone e gli stessi settori ricordano positivamente William Ingrosso, che di esperienza politica era totalmente a digiuno.

-Conflitto di interessi: in realtà in questo paese  chiunque si candidi rischia di trovarsi in conflitto di interessi. Pensiamo a quei cittadini comuni  che hanno avuto o hanno interessi nell’ambito dell’attuazione del prg. Impediremmo loro di candidarsi?.

E’ vero che per un’impresa di notevoli dimensioni la questione è diversa, ma rischiare di paragonare la posizione di De Masi a quella di Berlusconi mi sembra un po’ azzardato.

Non ho votato per Berlusconi , e mi sono chiesto più volte perché, quel suo dannato conflitto di interessi, non sia stato affrontato e risolto dal precedente governo di centro sinistra.

Ciò che in realtà sfugge, o si vuole far sfuggire, è il fatto che gli interessi di Berlusconi nelle reti Mediaset, sul piano concreto, e mi riferisco all’uso della informazione televisiva, manifestano un uso delle stesse in situazione di “ conflitto di interessi” ridotto rispetto a quello dimostrato dalle reti pubbliche.

Un esempio? Ogni giorno le reti  Mediaset hanno informato il Paese sulla situazione dei rifiuti nel Salento, con filmati e interviste ai cittadini. Contestualmente hanno diffuso e reso note le iniziative che il governo regionale stava assumendo.

La Rai ? Silenzio totale: viene da chiedersi se il silenzio fosse dovuto solo ad una dimenticanza oppure alla volontà di non mettere alla berlina, per la spazzatura, un’altra regione del meridione governata dal centro sinistra.

In realtà il vero potere mediatico di Berlusconi sta nel fatto che le sue reti televisive, attraverso i programmi, diversi dall’informazione, quotidianamente appiattiscono verso il basso il livello culturale di grandi fasce della società italiana ed uno strumento, quale la televisione, che consentirebbe una crescita culturale della popolazione, in realtà viene utilizzato per contenere proprio quella crescita.

Tornando a Casarano  il maggior rischio di “ conflitto di interessi” facente capo ad Ivan De Masi sembrerebbe riguardare  il progettato impianto a biomasse. Su questo si è detto di tutto e di più, in maniera accanita, ma, come osservavo alcuni giorni fa, ancora non si è consentito alla città di formarsi  una vera e piena conoscenza dell’iniziativa per poterla valutare serenamente. Si critica la posizione, in ordine ad un’ ipotesi di referendum cittadino, manifestata dal De Masi, ma si dovrebbe anche spiegare perché, invece di sprecarsi in discorsi sul più e sul meno di questo impianto , i vari comitati  e le forze politiche interessate, non si siano date da fare per tempo ad organizzare il referendum. Nel 1985 il referendum cittadino contro la centrale di Cerano fu deciso, organizzato e si svolse a Casarano  ad iniziativa di un micro comitato costituito da pochissime persone, in 15 giorni ed ebbe una partecipazione plebiscitaria.

D’altro canto non dimentichiamo che quegli stessi settori politici sono caduti dalle stelle quando l’associazione Idee Insieme del compianto Giovanni Coletta ha sollevato un vespaio sull’impianto di radio farmaci, tanto che alcuni consiglieri, si vadano a rileggere gli interventi, affermavano di non saperne nulla. Allora, viene da chiedersi, che ci facevano in comune o nei partiti?

I conflitti di interessi, poi, si possono controllare, se li si vuole davvero controlla re ed impedire, e le considerazioni svolte sul punto da De Masi nel suo ultimo articolo, ad un lettore smaliziato e senza pregiudizi, appaiono rispettabilissime.

Ogni cittadino ha diritto di proporsi (non ci si scandalizzi, non è mai avvenuto nei partiti che le proposte di candidature provenissero spontaneamente dalla base. Non era necessario autoproporsi, bastava avere un piccolo seguito di iscritti che proponeva la tua candidatura). E’ legittimo che, di fronte ad una politica talmente innamorata di se stessa  da non riuscire più concretamente a creare un legame con la città e ad una classe politica per anni impegnata a sostenere prevalentemente il proprio consenso e gli interessi della propria parte, passandoli non di rado come interessi della città, cittadini provenienti da altri settori della città si propongano nella convinzione, lecita e rispettabile, di poter far meglio di altri.

E’ diritto di tutti la critica politica, ma è sacrosanto diritto di tutti avere la possibilità reale di conoscere, valutare, condividere o no  le idee , i progetti di sviluppo della città dei quali un soggetto si fa portatore.

Questo indifferentemente dal fatto se  comunica davanti ad un bar o con uno scritto mensile.

E’ altrettanto diritto di questa città, e la maggioranza dei cittadini, quella parte di città che non si riconosce nelle locali forze politiche è quanto mai attenta a questo, guardare a soggetti diversi, con idee nuove.

Non ci sarà prospettiva, per Casarano, se non si sostituisce totalmente il modello di sviluppo sociale, culturale ed economico della città, con un taglio considerevole rispetto al passato.

Allora anche i vari critici e le forze politiche , invece di infangarsi in una polemica sulle ragioni più o meno veritiere che spingerebbero De Masi ad entrare in campo, comincino a proporre e ad illustrare ai cittadini il loro progetto di città, non il loro programma elettorale, tanto nessuno lo realizza e lo rispetta, ma la loro visione della Casarano futura, se sono in grado di farlo e con quali forze e uomini intenderebbero attuarla.
Allora i cittadini confronteranno le diverse visioni e ne sceglieranno una, al di là delle polemiche e dei pettegolezzi. E’ nella sostanza delle idee che si manifesta la reale motivazione psicologica che spinge un soggetto a spendersi e consente al cittadino una scelta libera, critica e non condizionata.


 

 

 

10/01/09 Non prendertela con noi, Gianni, e´ lui che nella sua primissima lettera ha tirato in ballo Obama... ebbene, Obama ha proposto alla sua avversaria delle primarie, la sen. Clinton (senza togliersi sassolini dalle scarpe, aggiungerei) il posto di segretario di stato a condizione che il marito Bill rendesse pubblici i nomi dei finanziatori della sua fondazione. Pochi giorni fa Obama ha dovuto fronteggiare le dimissioni del suo segretario al commercio, il governatore del Nuovo Messico, Richardson, perche´ sotto inchiesta (non condannato, ma solo sotto inchiesta), come puoi leggere qui: http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-presidente-4/richardson/richardson.html in america se hai scheletri negli armadi te li tirano fuori tutti... dalla parrocchia che frequentava Obama, allo spinello che si sarebbe fumato da giovane Clinton, al vizio dell´alcool di Bush jr. , al presunto (e mai confermato) Alzeihmer di McCain, alle donne di Kennedy... tutto viene fuori, e un politico deve avere una pelle d´orso per fronteggiare tutte queste accuse, allusioni e quant´altro...
La questione dell´inesperienza politica te la do per buona... se dobbiamo votare solo esperti della politica non dobbiamo meravigliarci poi che non cambia mai nulla... ma il discorso della centrale... quello andrebbe discusso, eccome...

William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com

 

 

 

10/01/09 Come fa’ a leggere una lettera così eloquente e democratica senza poi dare una risposta

o un giudizio. Io personalmente non ho saputo resistere, ed indipendentemente dal colore

politico che ci differenzia ( credo ) mi allineo integralmente al tuo pensiero.

E’ ora che si parli di idee, dei modi di pensare MODERNO, di sviluppo legato alla cultura

in generale per poi scendere negli indirizzi specifici e quindi diramarsi nei vari settori,            promuovendo così le nostre aziende, il nostro territorio.

Complimenti Gianni !

Mauro Plantera

mauro@plantera.it

 

 

 

Raccolta differenziata dei rifiuti, compostaggio, ieri una virtù, oggi un'esigenza irrinunciabile

 

 

               

 
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare. Federico Fellini

 

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09/01/09 A proposito di biomasse.

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08/01/09 Ci vuole amor proprio.

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08/01/09 Elezioni Amministrative dell'anno 1  AC

(… Avanti Coletta).

Di Pino Montedoro

 

 

08/01/09 l'appello di Pancho Pardi: "Berlusconi al Quirinale MAI"

 

 

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