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  oggi vi segnaliamo il blog: genitori scuola salento

Per non dimenticare un giovane siciliano impegnato come Giuseppe Gatì

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Joselita Sanfrancesco

joselita72@gmail.com  

Casarano, 02/02/2009

 
Caro Eugenio, oggi è un giorno funesto per tutti noi che lottiamo in difesa della Verità, della Giustizia e della Libertà, contro tutte le mafie, contro le omertà, contro gli atteggiamenti di cui le mafie si alimentano per radicarsi nel territorio e nella mente della gente comune, contro ogni forma di connivenza, specialmente politica.

E' morto " per incidente sul lavoro" (questa per ora la tesi ufficiale) Giuseppe Gati' che il 28 dicembre scorso si era permesso di contestare un essere abominevole come Vittorio Sgarbi ("condannato" per truffa e per diffamazione al giudice Caselli) ad Agrigento,  e gridando davanti ad una folla vergognosamente immobile: "W IL GIUDICE CASELLI, W IL POOL ANTIMAFIA !

Facebook saluta Giuseppe Gatì, il "difensore della sua terra"

Credo sia doveroso, per un sito come Tuttocasarano che tanto difende ed onora la "sempre più soppressa Libertà d' Informazione, far conoscere a tutti CHI ERA E COSA HA FATTO GIUSEPPE GATI' per la sua martoriata terra: la Sicilia.
Beppe Grillo, su invito di Sonia Alfano (figlia di Beppe Alfano ucciso dalla mafia alcuni anni fa), gli ha dedicato il post di oggi.
E speriamo che non si tratti di un altro omicidio...... alla Peppino Impastato!
W IL GIUDICE CASELLI, W IL POOL ANTIMAFIA, W...... GIUSEPPE GATI' !


http://www.beppegrillo.it/2009/02/giuseppe_gati/index.html?s=n2009-02-01

 

 


Vittorio SGARBI CONTESTATO IN UNA BIBLIOTECA DI AGRIGENTO

 

 

1 Febbraio 2009 - Dal Blog di Beppe Grillo

Giuseppe Gatì

Un ragazzo è morto fulminato mentre lavorava. Si chiamava Giuseppe Gatì. A lui ho dedicato il primo post dell'anno. Mi aveva colpito il suo grido disperato a favore del giudice Caselli e del pool antimafia nell'indifferenza e nell'ostilità di decine di persone. Giuseppe fu bloccato, identificato e trattenuto per ore in una stanza. E' stato riportato che la sua morte è dovuta a un incidente e che è stata aperta un'inchiesta. Il blog ne seguirà gli sviluppi.
Mentre scrivo ho in mente le parole della "Canzone del maggio" di Fabrizio De Andrè:
"E se credete ora - che tutto sia come prima - perché avete votato ancora - la sicurezza, la disciplina - convinti di allontanare - la paura di cambiare - verremo ancora alle vostre porte - e grideremo ancora più forte - per quanto voi vi crediate assolti - siete per sempre coinvolti...".
Ieri è stato inserito un commento dedicato a Giuseppe che riporto.

"Stamattina Giuseppe Gatì è morto.
Incredibile, vero? Noi l’abbiamo visto con i nostri occhi e ancora non ci crediamo.
Giuseppe è morto mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca.
E’ morto un amico, una persona pulita, con sani principi. Chi ha avuto modo di conoscerlo sa che raro fiore fosse.
Voleva difendere la sua terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile scappare. Lavorava nel caseificio di suo padre, con le sue “signorine”, le sue capre girgentane, che portava al pascolo. Era un ragazzo ONESTO, con saldi principi volti alla legalità e alla giustizia. Aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti giovani Campobellesi, affinchè si ribellassero contro questa società sporca e meschina.
Era troppo pulito per vivere in mezzo a questo fetore e a questo schifo.
Aveva urlato “VIVA CASELLI! VIVA IL POOL ANTIMAFIA!” era stato anche criticato per questo, ma aveva smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando.
Era un ragazzo dolcissimo, dava amore, desiderava amore.
Suo padre oggi ha detto, distrutto dal dolore, in lacrime: “Sono sempre stato orgoglioso di mio figlio, anche se a volte ho dovuto rimproverarlo, solo perchè mi preoccupavo per lui. Ma sono orgoglioso di lui per tutto quello che ha fatto.” Giuseppe questo lo sapeva.
Anche noi, Alessia, Alice e tutti i suoi amici siamo orgogliosi di lui. Non sappiamo come esprimere il nostro dolore. Ancora non riusciamo a crederci.
Vi lasciamo con le sue parole:
'E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci'."

Gruppo dedicato a Giuseppe Gatì su Facebook

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