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Il coraggio dei vigliacchi
 

 

Di  Anselmo Ciuffoletti

anselmo.ciuffoletti@gmail.com 

Casarano, 25/09/2008

 

Per fugare ogni dubbio e a scanso di equivoci, dico subito che sono di fede cattolica, anche se poco praticante, nato in una famiglia cattolicissima.   Anche la stragrande maggioranza degli italiani è cattolica e vuole un gran bene al Sommo Pontefice.  Benché qui da noi risieda il Santo Padre, amorevolmente circondato da oltre cinquanta milioni di cattolici,  sembra che in Europa sia proprio l' Italia la nazione dove si manifesta una vistosa tendenza alla critica feroce, ai disgustosi sberleffi e alla intolleranza accanita contro i cristiani.  A volte, sembra di vivere in un paese dove i cattolici son costretti a nascondere la propria fede per non essere condannati a morte dal fanatismo dei musulmani.  All'incontrario di questi ultimi che anche qui, in casa nostra, riescono troppo spesso ad imporre le loro pretese, per quanto assurde esse siano.

Attenzione, questo non è razzismo.  Spesso si ha la sensazione di essere, noi cattolici,  addirittura minoranza, tanto vistosa è l'incapacità che abbiamo nel reagire con ragionevole adeguatezza. Ma qualcuno la chiama prudenza o carità cristiana o cristiana rassegnazione. Fate voi.  Comunque la si voglia considerare, però,  una cosa è certa: a furia di subire prepotenze piccole o grandi, i cattolici italiani, anzi del globo, sono stati capaci  a chinar  la testa anche di fronte all'oltraggio perpetrato  contro il Capo della Chiesa; e proprio a Roma. Così, in un clima di tolleranza continua, anche i guitti di terza categoria si fanno coraggiosi  e pretendono  di fare satira pur restando sempre nella lavanderia della loro borgata.  Insultato il Papa, oltraggiata la Croce raffigurata nei modi più osceni, chiese dissacrate da delinquenti d'ogni risma, preti accoltellati, eccetera. Ce n'è abbastanza per denunziare uno stato di pericolo che non dovrebbe essere sfuggito all'attenzione degli apparati istituzionali preposti all'ordine pubblico.

Ed invece che cosa accade?  Accade  che la comica Guzzanti va in piazza Navona e si mette ad insultare il Papa con la pretesa di far passare per satira un abominevole turpiloquio.  Il giorno dopo, la Procura di Roma interviene e - siccome il Papa è il Capo dello Stato Vaticano - chiede al ministro della Giustizia l'autorizzazione a processare la Guzzanti quale presunta responsabile di oltraggio ad un Capo di Stato estero. Trascorrono i giorni e intanto il ministro Alfano pensa, riflette e ripensa. Poi, improvvisamente, ai giornalisti dichiara che ha deciso di non concedere l'autorizzazione a processare la Guzzanti per non farla passare per martire.  " E' solo bullismo da avanspettacolo (ha scritto su LIBERO Luigi Santambrogio con sottile ironia). Disgustoso e volgare sì, ma non penalmente perseguibile ".

E così i guitti d'ogni genere, specialmente quelli sempre a corto di ispirazioni, potranno tranquillamente continuare a  tenere nel loro unico repertorio tutte le nefandezze che intendono sciorinare, per  diletto degli incivili, contro il Sommo Pontefice. Un' ultima considerazione bisogna pur farla, però. Mai, nessuno di questi volgari e tristi figuri che abbia avuto il coraggio di rivolgere le sue triviali ' attenzioni artistiche ' verso i musulmani o il loro profeta Maometto.  Ve lo siete chiesto, cari lettori, il perché? Si tratta di paura, paura calcolata, cioè vigliaccheria. I musulmani difendono la loro religione e son pronti ad uccidere se qualcuno ha l' ardire di scherzarci sopra, anche così, semplicemente. Ed allora è meglio evitare, pensano  i cosiddetti comici ed ostentano il loro coraggio di vigliacchi:  perché rischiare? Meglio insultare i cattolici, che riescono a sopportare tutto, anche le cose più indecenti e triviali indirizzate al Papa. Non si corrono pericoli, neppure giudiziari, e la suburra si diverte.

 

27/09/08  Caro sig. Anselmo.

La Guzzanti ha rischiato 5 anni di galera per aver fatto della satira sul Papa e lo sa perché? Nel 1929, vale a dire 80 anni fa, Benito Mussolini con l’allora “Ministro degli interni” Vaticano Cardinal Gasparri  sancirono il «Trattato del laterano» , dal quale si evinceva che il pontefice era “persona sacra ed inviolabile”, alla stregua del capo di Stato. Ora sul “sacro” e sull’”inviolabile” avrei qualche dubbio, poiché tutto questo mi dà l’idea di una sorta di “Lodo Alfano” d’altri tempi. Ma potrei addentrarmi in un lungo discorso e mi piacerebbe soffermarmi sul nocciolo della questione senza approfondire alcunché. Non ho fatto alcune premesse iniziali. Le dico solo che non sono Ateo è che la mia cultura è Cattolica come quella di tutti gli italiani, atei compresi. Da cattolico le aggiungo che per me“sacra ed inviolabile” è la vita di un bambino che ha subito violenza sessuale da parte di un Prete pedofilo, il quale vigliaccamente ha usato il suo potere “spirituale” per soggiogare l’ingenuità altrui. Quindi é ben poca cosa aver detto, come nel caso della Sabrina, che forse Ratzinger andrà all’inferno, tormentato da due diavolini gay, molto attivi. Le parole lasciano il tempo che trovano, mentre lei parla di “abominevole turpiloquio”. Semmai, “abominevole” è il violentatore di minori che si nasconde dietro una tunica, non crede? E’ proprio il caso di dire “da quale pulpito viene la predica!” giusto per restare in tema. Piuttosto si vergogni il Vaticano per aver taciuto e nascosto per anni tutte le nefandezze subite da migliaia e migliaia di bambini in tutto il mondo da parte di sacerdoti stupratori.

Pino Montedoro

giusmontedoro@tiscali.it

 

 

 

27/09/08 La satira, caro signor Pino, è un'altra cosa. Eppoi,  con tante occasioni che la politica offre ogni giorno, perché provocare il risentimento di milioni di cattolici offendendoli con l'oltraggio al Sommo Pontefice? Il quale, oltretutto, ha già clamorosamente condannato le mostruose violenze sui minori cui lei fa cenno. Infine, nessun privilegio attraverso i Patti Lateranensi nei confronti del Papa. Egli è il Capo dello Stato Vaticano ed in tale veste ha diritto agli stessi riconoscimenti dovuti a tutti gli altri Capi di Stato della terra. Ma io volevo mettere in evidenza, caro Pino, la vigliaccheria dei guitti. Forse non ci son riuscito.

Mi spiace. Cordialità.

Anselmo Ciuffoletti

anselmo.ciuffoletti@gmail.com 

 

 

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