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Il dolore di chi sta perdendo il lavoro per colpa dei parcometri

 

 

mario1970mm@libero.it 

Casarano, 15/03/09

 

Forse non tutti i cittadini casaranesi sano che tra qualche giorno sarà attivato il servizio di parcheggio a pagamento tramite i parcometri e con la gestione di una nuova azienda la SIS SpA di Perugia che andrà a sostituire la Coop. Solidarietà che fino ad ora ha gestito tale servizio. Forse gli stessi cittadini casaranesi non sanno che nonostante le assicurazioni fatte dal Sindaco Remigio Venuti e dai suoi Assessori, 7 famiglie di lavoratori si troveranno tra pochi giorni senza nessuna fonte di reddito e quei lavoratori, che per altro sono invalidi civili, vedranno svanire quel poco che fino ad ora ha garantito almeno di sfamare i propri figli!


Non deve sembrarvi melodrammatica la situazione che vi prospettiamo! La sostanza è che in tempi di crisi profonda quale quella che stiamo vivendo nel mondo e a Casarano in particolare, perdere il posto di lavoro significa piombare nel buio più assoluto.
Vogliamo mettere all’attenzione di tutti l’atteggiamento assunto da questa amministrazione che rifiuta ogni confronto.


Il Sindaco SE E’ PERSONA DI COSCIENZA deve farsi carico del problema di queste 7 famiglie e trovare una soluzione alternativa che possa garantire loro un minimo di tranquillità.


Da quello che leggiamo vengono elargiti soldi a tutti. Ci sono Dirigenti comunali con doppi stipendi e incentivi che sommati sarebbero pari a 3 anni e anche di più del nostro salario. È possibile che i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri diventino sempre più miserabili?
Quale giustizia sociale si vuole applicare a Casarano?
Chiediamo AIUTO a tutti voi! Non vogliamo regali. Vogliamo solo lavorare onestamente!
 

 

 

 

16/03/09 Esprimo a nome mio e per conto del Movimento per la Sinistra, piena solidarietà verso tutti i lavoratori della Cooperativa Solidarietà che tra pochi giorni si troveranno senza lavoro.

Quando la politica diventa semplice amministrazione e preferisce le macchine agli uomini, il bilancio alle necessità, quando non sa più ascoltare i bisogni della propria gente, la voce del proprio cuore e quella del suo popolo, allora la politica diventa semplice strumento sterile che obbedisce alle logiche del più forte e dei grandi numeri.

I nostri amministratori dovrebbero ricordare che quando una famiglia perde il proprio reddito, l’intera società diventa più povera e quella famiglia non è più libera perché rimane sotto il ricatto del bisogno e delle necessità. Un nostro amato Presidente della Repubblica, Sandro Pertini diceva che non può esistere libertà senza giustizia sociale e io aggiungo che non esiste giustizia sociale quando si elargiscono premi di 82.000 euro ed, al tempo stesso, si toglie quel minimo salario a chi con difficoltà raggiunge la fine del mese.

Questa idea di sviluppo va radicalmente sostituita con un nuova politica che abbia come centro e come fine l’individuo, l’uomo, il cittadino. Viviamo il tempo della precarietà, dell’insicurezza, del vivere dissociato. Una nuova precarietà che non è solo economica ma esistenziale, è la perdita delle relazioni umane, è la sconfitta del sogno e della speranza, di una penombra che oscura i territori del nostro divenire.  Viviamo  un’eclissi della ragione perché siamo gettati in un processo di disumanizzazione in cui la stessa idea dell’uomo, cioè la sua umanità, la sua emancipazione sono minacciati da un’idea di progresso che è contro l’uomo e che predica il dominio dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla natura. A questo dobbiamo aggiungere che ci aspettano tempi di ristrettezze; scelte economiche nefaste, indirizzate al  perseguimento di  interessi economici di parte, da scelte finanziarie dettate dalla liturgia del profitto, da un’inumana legge del profitto - perché il profitto quando non è supportato da un forte valore etico assume gli attributi dell’inumano -  hanno prodotto una nuova povertà. Da questa drammatica realtà non se ne esce senza una vera sinistra, senza una politica vicina alle necessità delle classi più bisognose, senza un tendere la mano al disagio ed alla povertà.

 E dunque il mio auspicio è che questa amministrazione, partendo dalla necessità di questi lavoratori, sappia dare una risposta che parta dal cuore, dall’animo e dall’intelligenza, offrendo loro la possibilità di continuare a lavorare. Nessun PIT, nessuna Area Sistema potranno diventare strumenti di sviluppo se  la politica delle Sigle non saprà riappropriarsi della solidarietà, del rispetto, dell’ascolto, di ciò che un tempo  si aveva il coraggio di definire fratellanza, quella fratellanza che fa comprendere e sentire come nostro, il disagio di chi rischia di non avere più alcun sostegno economico per se e per la propria famiglia.

Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it 

 

 

16/03/09 Il commento di Remo Tomasi sul nostro forum

 

 

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