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Il mio grande amore... i ragazzi Down!

 

 

 

Di Christian Fattizzo

cristian.fattizzo@libero.it

Casarano, 03/06/09

 

Due studiosi, Fraser e Mitchell, nel 1876 nel descrivere le persone affette dalla sindrome di Down fecero la seguente osservazione: "Se li mettessimo tutti insieme, troveremmo che si assomigliano tra loro in modo impressionante. Ma l'aspetto più impressionante è la somiglianza tra di loro per quel che riguarda il carattere, la capacità, i gusti, le abitudini, i difetti. Le tendenze..."

Sono passati più di cent'anni da allora, eppure ancora oggi il mito più radicato e persistente è quello dell'uniformità.

Un'indubbia somiglianza per alcuni aspetti fisici è stata estesa a qualsiasi altra caratteristica della persona, non solo per quel che riguarda i limiti ma anche per quel che concerne i pregi, come la conclamata predisposizione musicale  o l’indole affettuosa (...).

Tuttavia,da quando si è iniziato a “studiare” i soggetti down nella loro individualità e non più come una una classe di persone relegate in  istituti (spesso inadeguati) è apparso subito evidente che non c'è un individuo uguale all'altro.

Ogni soggetto con la  sindrome di Down è unico, il suo futuro non è prevedibile e la sua crescita dipenderà da una serie di aspetti costituzionali ed ambientali insieme.

Dipenderà dal contesto socio culturale di nascita e crescita, dall’educazione e formazione ricevuta,dagli stimoli offerti e dalle occasioni di arricchimento e gratificazione che la vita vorrà offrire loro.

Alcuni adoreranno la musica , altri si infastidiranno ascoltandone una sola nota.

Alcuni svilupperanno un ‘indole affettuosa e allegra , altri saranno cupi ed introversi.

Alcuni si inseriranno eccellentemente nel mondo del lavoro, altri rimarranno sotto una teca di vetro, costretti da famiglie eccessivamente apprensive e poco fiduciose delle loro capacità.

Alcuni saranno accettati dalla società , altri ne rimarranno un peso significativo.

Ogni differenza dipenderà da una fitta  rete di fattori familiari, amicali, sociali che si tesserà nel tempo attorno a questi soggetti DIVERSI.

Soltanto se considerati nella loro interezza di individui unici e irripetibili si potranno scoprire i loro talenti, svilupparne i pregi e contenerne i limiti.

L’impegno delle famiglie deve essere sussidiato da strutture socio sanitarie che ne stimolino le valenze quotidianamente , fomentandone la creatività e le capacità più disparate..

Qualunque siano le loro caratteristiche fisiche, psicologiche..i soggetti down restano microcosmi di diversità da accettare, rispettare e soprattutto amare…

 

 

 

 

 

 

 

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Verso le elezioni del  6 - 7 giugno 2009

Dibattito fra i 4 candidati sindaco

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