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Il popolo dell'omertà

 

 

 

Di Marco Travaglio

Da "Ora d'aria"

Da "L'Unità" del 14/06/2008

 

L’avessero fatta scrivere alla Banda Bassotti con la consulenza di un repartino psichiatrico, sarebbe venuta meglio. La cosiddetta riforma delle intercettazioni varata ieri dal governo durante la partita della Nazionale (come il decreto Biondi del ‘94) è quanto di peggio si possa immaginare: un misto di impunità, omertà, asineria e demenza.
Il problema, per questi qua non sono i reati, ma chi li scopre e li racconta. Galera per chi dispone e pubblica intercettazioni; per chi viene beccato a delinquere al telefono, invece, la pena massima è la presidenza del Consiglio e quella minima la presidenza di Raifiction. Mentre in America arrestano un costruttore nel cui cantiere un operaio è morto sul lavoro, in Italia chi ammazza i lavoratori rischia poco o nulla, ma chi lo smaschera rischia grosso. Oggi, fosse già stata in vigore la legge porcata, non conosceremmo ancora le telefonate di Fazio e dei furbetti del quartierino, di Moggi e dei designatori arbitrali, e tutti gli scandali politico-finanziari degli ultimi 5 anni: i processi non sono ancora iniziati. Né sapremmo nulla delle tangenti a Genova e a Perugia.

E neppure degli scannamenti alla clinica Santa Rita. Per due fondamentali motivi: i giornalisti non avrebbero potuto pubblicare le intercettazioni, salvo rischiare 3 anni di galera (senza contare le multe agli editori); e comunque non avrebbero avuto nulla da scrivere, perché i magistrati le intercettazioni non avrebbero potuto comunque disporle (i decreti del gip autorizzavano ascolti per truffa e falso in atto pubblico e solo dopo si sono scoperti i casi di lesioni e omicidi; ma la truffa e il falso sono puniti fino a 6 anni, ben al disotto del nuovo limite di 10). Insomma, la premiata macelleria Santa Rita sarebbe ancora in attività e gli scannatori seguiterebbero a squartare seni e fegati, reni e polmoni. Non basta ancora, perché c’è un altro paio di delizie di alto valore psichiatrico.

1) Se, intercettando uno per un reato, si scopre che ne ha commesso un secondo, l’intercettazione è utilizzabile per il primo, ma non per il secondo (se mi ascoltano per una discarica abusiva e scoprono che ci sciolgo nell’acido i cadaveri, l’intercettazione non può essere usata nel processo per gli omicidi).

2) Le intercettazioni non potranno più essere autorizzate da un gip, ci vorrà un collegio di 3 giudici: una follia che allunga i tempi e intasa i tribunali, oltre a essere insensata (il gip da solo può condannare per omicidio, ma non intercettare).

3) Le intercettazioni non potranno protrarsi per più di 3 mesi (quella alla Santa Rita son durate quasi un anno, scoprendo molti casi e prove per incastrare colpevoli). Norma geniale nelle catture latitanti e nei rapimenti. Sequestrano un bambino? Bisogna sperare che i sequestratori lo liberino entro 3 mesi, perché al novantesimo giorno, caschi il mondo, gli apparecchi di ascolto vengono disattivati. Tempo scaduto.

Provenzano latita da 43 anni? Si tengono sotto controllo per anni parenti e amici, nella speranza che prima o poi qualcuno si lasci sfuggire qualcosa o commetta un passo falso. In futuro, grazie al governo della sicurezza, della tolleranza zero e dell’antimafia, bisognerà staccare tutto dopo 3 mesi. E il boss è al sicuro per il resto dei suoi giorni. Completa il quadro la lista dei reati per cui sarà impossibile intercettare: a parte quelli contro la Pubblica amministrazione (reinseriti su richiesta della Lega in cambio del lodo Schifani-2 per cancellare i processi al premier), tutti quelli puniti con pene inferiori ai 10.

Reati minori? Nemmeno per sogno. Reati gravissimi come quelli contro l’ambiente, la salute e la sicurezza sul lavoro; tutti i reati fiscali, dall’evasione alle truffe Iva, dall’aggiotaggio all’ insider trading (intercettabili dal 2006 in base di una legge della Cdl per recepire la direttiva europea sul market abuse, quella che ha consentito la scoperta delle scalate Bnl, Antonveneta ed Rcs); il contrabbando e l’usura, specialità delle mafie; i sequestri di persona semplici, i sequestri di minori, le truffe allo Stato e agli enti pubblici o sui fondi europei; persino le associazioni per delinquere e financo lo spaccio di droga (quello che poi consente, risalendo per li rami, di sgominare i grandi cartelli del narcotraffico). Da qualunque parte la si guardi, è una legge salvacriminali. Inutile «migliorarla». Peggio è, meglio è: referendum, referendum!

 

14/06/08 Come non essere d'accordo con quanto scritto da Marco Travaglio. Berlusconi non perde il vizio di riproporre leggi salva imbroglioni accusando la magistratura di "essere troppo zelante", passatemi questo eufemismo. Ma quì la cosa è molto seria, questa proposta di legge è un vero sopruso della nostra democrazia e alla Costituzione Italiana. Mi rifiuto di pensare che gli italiani non si indignino davanti a questo ennesimo scippo, perciò sottoscrivo pienamente la proposta di referendum di Marco Travaglio.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

14/06/08 La firma, per abolire l'ennesima PORCATA della "casa circondariale delle libertà vigilate", la metto ad occhi chiusi!!!

PS. Gianfranco Fini è passato da camerata a cameriere. Se gli vota anche questa Legge lo fanno maggiordomo.

De Paola Fernando

ledicolante.p@tiscali.it

 

 

 

15/06/08 Dopo un po di tempo voglio rispondere a questo sito perchè il suo scopo principale è ( COMBATTERE BERLUSCONI )  ma veramente pensate che la gente comune si preoccupa che SILVIO ha il conflitto d'interessi o che rete 4 vada sul satellitare ecc ecc.la maggioranza del popolo ITALIANO lo ha rivotato forse voi non ve ne siete accorti ma e cosi io vorrei farvi una domanda  MA SE NON CI FOSSE BERLUSCONI  TRAVAGLIO  DI PIETRO ECC ECC COSA FAREBBERO NELLA VITA. 

Daniele Corvaglia

corvaglia65@yahoo.it

 

 

 

15/06/08 Caro Daniele sapendo politicamente come la pensi, e tu come la penso io, ti rispondo con un’altra domanda, e una piccola riflessione; anche il nostro sindaco Venuti è stato democraticamente eletto dalla maggioranza degli elettori, questo che vuol dire, che tutti devono essere contenti per forza della sua elezione? il sottoscritto non ha certo risparmiato le critiche verso questo sindaco, la sua maggioranza, perché quando c’è da fare una critica non si deve certo pensare al colore di chi ci governa ma al bene comune, a prescindere se ci governa Berlusconi, Prodi, Tizio o Caio. Lo stesso fanno Travaglio, Di Pietro

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

15/06/08 Altre riflessioni pubblicate sul nostro Forum

 

 

15/06/08 Quasi 102 mila intercettazioni nel 2005 (col passare degli anni aumentano), mentre negli Stati Uniti solo 1705. Questi dati la dicono lunga sull’esasperato abuso delle intercettazioni in Italia, che da strumento extra ordinem in un quadro probatorio già in parte delineato, è diventato assai ricorrente (“sento le intercettazioni, tanto qualcosa uscirà fuori”).

Sono d’accordo per questo su molti aspetti del disegno di legge sulle intercettazioni. L’Italia, si sa, è il paese delle caste, ed oltre ai politici ci sono giornalisti e magistrati e quando si toccano i privilegi di queste classi, si grida subito allo sconcerto. A mio avviso gli abusi sono di tre tipi: mediatico, perché si svendono le intercettazioni sui giornali (come successo all’on. Fitto un anno fa, quando sono state pubblicate le intercettazioni con la moglie!!!); di tipo interpretativo in quanto un avviso per comprare un pezzo di stoffa può essere benissimamente scambiato per spaccio di droga; di tipo economico, in quanto sono esose e basate sui canoni stipulati con le agenzie telefoniche una decina di anni fa, quando esisteva quasi un monopolio; senza parlare poi delle spese per le cosiddette “intercettazioni a strascico”, oppure delle vendite dei testi ai giornali.

Davanti a questa vera e propria emergenza, non capisco come fa la sinistra ad essere contraria, quando molte direttive di questo disegno erano contenute nel decreto Mastella ed approvato all’UNANIMITA’ dal Parlamento (solo 3 voti contrari).

Detto questo però devo aggiungere che una legge non può cambiare consuetudine, ma (come detto da molte persone), deve cambiare la cultura dei mezzi di prova.

Stefano Cortese

cortesestefano@virgilio.it 

Ps. A mio avviso Travaglio da un po’ di tempo è accecato dall’antiberlusconismo e non riesce a vedere la realtà in modo obiettivo. Per me Fede sta a Berlusconi, come Travaglio sta a Di Pietro.

 

15/06/08 D’accordo con te su alcune riflessioni in merito ad un certo uso distorto di una parte delle intercettazioni, che non riguarda certo Travaglio, non si è mai abbassato al pettegolezzo, tuttavia credo che i vantaggi e i tanti malaffare svelati dalle intercettazioni abbiano dimostrato ampiamente la bontà del loro utilizzo, che altrimenti non si sarebbero potuto svelare. Attenzione a non cadere nel tranello di essere troppo garantisti con chi delinque, con la scusa della tutela della privacy, mentre si finisce per perseguire giornalisti e magistrati. A me sembra che i politici conoscendo bene i loro vizi, vogliano tutelarsi da possibili intercettazioni, e quindi da possibili grane giudiziarie, introducendo tutta una serie di limitazioni, che non hanno motivo di sussistere. Se uno non ha nulla da nascondere, non ha certo paura di essere intercettato.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

Daniele Silvestri - Monetine - Scalo76 10.5.08

 

 

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