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Movimento per la vita

Perchè il non nato non sia più il signor nessuno. Una proposta di legge contro l'ultima discriminazione

 

 

Articolo segnalato da Enrico Giuranno

enrico.giuranno@gmail.com

Casarano, 19/11/09

 

Conferenza stampa di Mpv e Udc

«Non ci sarà mai piena giustizia se non si affermerà con chiarezza l’uguaglianza tra tutti i cittadini, senza distinzioni tra nati e non nati. E sui grandi temi della bioetica continueremo a dividerci sui cavilli legali finché non si arriverà almeno all’affermazione che l’uomo è uomo sempre, fin dal concepimento e che da quel momento è titolare di tutti i diritti riconosciuti umani» spiega così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, la proposta di legge per la modifica dell’art.1 del Codice Civile, che punta ad estendere i diritti personali dal momento della nascita al momento del concepimento.


La proposta aperta alle sottoscrizioni dei parlamentari di tutte le formazioni politiche, ha già incontrato l’adesione compatta dell’Udc che ha deciso di farla propria.


Per questo Carlo Casini, Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa, Gianpiero D'Alia e Michele Vietti per l’Udc, terranno una conferenza stampa mercoledi 18 novembre alle ore 11 nella sala Alcide de Gasperi Camera dei deputati (ingresso Uffici del Vicario 21)


Nel corso della conferenza stampa verrà presentata anche la “Dichiarazione sui diritti del bambino non ancora nato”, in cui si afferma, tra l’altro, che “ogni bambino, fin dal concepimento, è titolare del diritto alla vita, alla salute, alla integrità fisica” e deve vedersi “riconosciuta la capacità giuridica". Tale documento verrà proposto al Congresso del PPE che si svolgerà a Bonn il 9 e 10 dicembre prossimi, affinché sia fatto proprio da tutti i partiti europei del PPE.


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Daniele Nardi
Responsabile Area comunicazione
Movimento per la vita
LungoTevere dei Vallati 2, 00186 Roma – tel. 06.6830.1121 – fax 06.686.5725


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23/11/09 Egregio sig. Giuranno,
Sono un ragazzo di quasi 20 anni, ho letto attentamente il suo articolo che mi ha fatto pensare molto.
Lei giustamente sostiene che ogni essere umano, nel momento del suo concepimento, ha il diritto di essere considerato persona, e quindi come tale bisogna assicurarsi che gli siano osservati i diritti umani.Quindi se non sono così sprovveduto credo, signor Giuranno, che lei sia una di quelle persone contrarie all'aborto.
Ora avendo pensato a lungo su quale potesse essere il mio personale pensiero a tal proposito, ed arrivato al risultato che non condivido il suo, le vorrei porre delle domande.
Tutto ruota intorno a quei diritti umani che spettano ad ognuno di noi, e bene io mi chiedo ma siamo proprio sicuri che ad bambino nato da un rapporto accidentale, ci sono tanti casi di stupri, estremizzando l'argomento, siano riconosciuti tali diritti?
Di bambini abbandonati in un cassonetto dell'immondizia ce ne stanno fin troppi credo. Per non parlare dei bambini che muoiono di fame o che sono vittima di violenze e così via.
Ora, io non credo assolutamente di avere la verità assoluta su questa questione. E mi domando, con quale diritto ci facciamo voce di una verità? Chi ci ha dato il potere di decidere se è giusto o meno? Chi ci dà il diritto di rovinare la vita ad una giovane studente, che non potrà continuare gli studi? E soprattutto chi ha commisionato noi semplici uomini a decidere della vita di un bambino, e della madre, rovinandola magari ad entrambi?
Non crede anche lei che certe questioni siano prettamente personali e che sia giusto che ognuno abbia libertà di decidere per se? Che sia meglio che nessuna legge costringa una ragazza a fare la madre prematuramente? Anche perchè se non erro, l'embrione nei primi mesi non è considerato persona.
Spero di avere una sua risposta.
Cordialmente,
Matteo Bartolomeo

matteee2@hotmail.it

 

 

24/11/09 Vorrei precisare che l'articolo in questione non è mio, ma di Daniele Nardi, tuttavia l'ho segnalato perchè, come ha intuito bene Matteo Bartolomeo, sono contrario all'aborto.
Mi fa piacere che questi piccoli interventi facciano riflettere  i miei concittadini su temi così importanti e delicati!
Matteo (mi permetto di darti del tu perchè ti conosco da qualche anno) tu scrivi:
"Lei giustamente sostiene che ogni essere umano, nel momento del suo concepimento, ha il diritto di essere considerato persona, e quindi come tale bisogna assicurarsi che gli siano osservati i diritti umani."
Dal momento che scrivi "giustamente" immagino che anche tu riconosci l'umanità del concepito. Qualcuno non considera persona il concepito, ma a me, quando hanno spiegato come nascono i bambini, hanno iniziato dalla fecondazione e fin ora mi attengo a quello che mi ha detto la mia maestra di scienze alle elementari!
Nel luglio del 1984 il Rapporto della Commissione di inchiesta del Ministero della sanità inglese sulla Fecondazione ed embriologia, meglio conosciuto come rapporto Warnock stabilì che prima del 14° giorno dal momento della fecondazione l’embrione non poteva essere considerato un individuo biologico. In realtà lo stesso Rapporto Warnock confessava che lo sviluppo dell'embrione, a partire dalla fecondazione, è continuo e che la data delle due settimane di sviluppo era una sorta di soglia convenzionale, frutto di una decisione necessaria per mettere fine all'ansia dell'opinione pubblica. Come a dire: fare esperimenti su un embrione uccidendolo non si potrebbe, ma visto che qualcuno vuole farlo diciamo che fino a 14 giorni l'embrione non è un membro della famiglia umana!
Il discorso Warnock è lo stesso che fai tu oggi: ogni individuo della specie umana andrebbe tutelato, curato, salvato, ma per alcuni individui il diritto fondamentale della vita entra in conflitto col diritto allo studio della madre o con altri diritti.
Il discorso è, a mio modo di vedere, piuttosto pericoloso. Mi spiego: o diciamo che il concepito, o il feto fino al terzo mese di gravidanza (quando è già completamente formato) non sono umani e quindi possiamo fare di loro quello che vogliamo, oppure se ammettiamo la loro umanità dobbiamo tutelarli!
E' pericoloso dire che sono umani e allo stesso tempo dire che si possono uccidere.
Nessuna verità solo dubbi!...ma nel dubbio che il feto o il concepito siano uomini io mi asterrei dal danneggiarli, proprio perchè se sono uomini li potrei uccidere!
 Questa la teoria...in pratica, credo che la società, la politica, le
associazioni potrebbero aiutare le donne a non dover scegliere fra la maternità e il loro futuro.
La maternità è una cosa bellissima e ogni donna dovrebbe viverla come un "miracolo" che avviene dentro di lei!...quando la donna vive la maternità come un problema c'è qualcosa che non va, non dentro di lei, ma fuori: è il mondo che non sa accogliere quel bambino...esempi ce ne sarebbero moltissimi, ma non voglio dilungarmi oltre...resta il fatto che l'Italia in trent'anni non ha saputo accogliere milioni di bambini e spesso, troppo spesso le loro mamme li avrebbero accolti e amati se solo non fossero state lasciate sole.
Allora continuiamo a porci il problema! Riflettiamo, confrontiamoci, ma poi facciamo attenzione al mondo che ci circonda, aiutiamo le donne che, forse proprio nella nostra famiglia stanno vivendo come un dramma il periodo che potrebbe essere il più bello della loro vita! Spero di essere stato chiaro!

Grazie Matteo per il tuo intervento!
Enrico

enrico.giuranno@gmail.com

 

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