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Biomasse

Le facce della paura.

 

Di Antonio Memmi

antoniomemmi@libero.it 

Casarano, 12/12/08

 

 

Un proverbio cinese recita: “che gli uccelli dell'ansia e della preoccupazione volino sulla nostra testa, non possiamo impedirlo; ma possiamo evitare che vi costruiscano un nido”. Ora onestamente non so come stanno le cose in materia di bio-masse; ci sono indubbiamente tutta una serie di termini e di concetti strani… roba da ingegneri. Non so, quindi “ignoro” e nella mia ignoranza il mio buon senso mi consiglia di non prender posizione. Leggendo però i vari interventi che da tempo ormai si rincorrono, sia on-line, sia sulla più classica carta stampata, mi è venuto il dubbio che ad ammettere la propria ignoranza siamo rimasti veramente in pochi.

La voglia di conoscere mi spinge però a leggere e leggendo un po’ la storia, ho scoperto che nel ’800 più di più di qualcuno, dalle autorevoli colonne dei giornali dell’epoca, cavalcando l’onda del timore di “effetti dannosi”derivanti dal vapore generato dalle locomotive dei treni, arrivò a proporre la costruzione di alte mura lungo i binari. Più o meno allo stesso modo, alcuni anni dopo, uno scienziato serio come Edison, forse più per convenienza commerciale che per convinzione scientifica, arrivò a definire la corrente elettrica alternata (quella di casa per intenderci) una forma di corrente perfettamente inutile, dannosa alla salute e sicuramente mai commercializzabile (!).

questi due esempi, ma potrebbero esservene molti altri, come ad esempio le “paure” di inizio secolo sugli effetti collaterali del grano duro, principe ormai delle nostre tavole, solo per evidenziare il fatto che prima di prendere una posizione contraria al naturale scorrere del progresso,  bisognerebbe veramente impadronirsi della materia. Come detto non conosco i dettagli tecnici di queste centrali ed i risvolti potenzialmente negativi del loro impiego ma tempo fa, in un mio articolo, intervistai un ingegnere ITALGEST che riuscì a fugare alcuni miei dubbi.

Ora il professor Serravezza, stimato oncologo ed uno dei maggiori avversari del concetto stesso di bio-masse, fin da subito (forse anche quando era troppo presto per prendere una posizione netta sia essa favorevole che contraria) si è schierato senza appello contro queste centrali. Il Professor Serravezza dice in fondo una sacrosanta verità: nel Salento abbiamo già tante di quelle emissioni nocive conclamate che non è il caso di aggiungervene nuove. Difficile dargli torto. Anch’io ho figli  e per loro è ovvio che io desideri il meglio.

Il meglio però non sempre è la cosa più semplice ed ovvia che ci si presenta dinanzi. Io ero per esempio convinto della dannosità degli inceneritori, poi, leggendo nel dettaglio quelle noiose schede tecniche, ho scoperto che l’emissione di diossina di un inceneritore in 3 anni, è pari alla stessa che in una sola notte si è sprigionata dai cassonetti in fiamme di Napoli di qualche mese fa. È vero quindi che “ogni petra azza parite” ma per lo stesso concetto non dovremmo neanche più utilizzare autovetture o camion e tornare magari ad andare a cavallo.

Il Salento ha indubbiamente inquinamento ma se dovessi scegliere contro chi scendere in campo fra l’ILVA, la COLACEM o la COPERSALENTO, che producono inquinamento pari a 1.000 o  una centrale a bio-masse che ne produce forse 10, non avrei dubbi, a patto però, è ovvio, di non essere politicamente o economicamente prevenuto.

 

13/12/08 Vorrei fare una semplice domanda al il signor Antonio Memmi, ma perchè devo comunque scegliere tra impianti che inquinano???!!!! anche se i dati da paragonare fossero 0.5 e 1, non capisco chi ci obbliga a scegliere il male minore?????!!!!!!!!!!  Vorrei informare il signor Memmi, che non per ultimo c'è la questione morale da affrontare, e cioè perchè il mio benessere quì, deve andare colpire popoli che a causa delle mie comodità devono patire la fame oppure devono diventare ancora più poveri, perchè queste centrali andranno a usare l'olio prodotto in altre parti del mondo, non useranno olio prodotto in loco, togliendo di fatto terreno coltivabile, contribuendo pesantemente allo schizzare alle stelle dei prezzi per i generi di prima necessità!!! Senza trascurare poi che il fatto che l'anidride carconica emessa nell'atmosfera " trasporto dell'olio compreso " per far funzionare queste centrali è maggiore dei benefici in termine di energia che ne ricaviamo...

 

Cordiali saluti

Omar Sarcinella

ombradelvento@alice.it 

 

 

     

 

 

               

 
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