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Francesco Ferrari

Le ragioni della speranza

 

 

 

Di Francesco Ferrari

Capogruppo Consiliare UDC - Casarano

studioferrari66@libero.it 

Casarano, 09/12/2008

 

Ho letto per due volte l’intervento dell’amico Ivan De Masi .

Mi permetto di chiamarlo “ amico”, più che per una diretta sua conoscenza personale , per tre motivi : il primo è perché, attraverso la splendida intuizione ed occasione fornitaci da Tuttocasarano, chiunque utilizza il web per comunicare , lo si sente “ più vicino “ ; il secondo motivo  è nella sostanziale omogeneità generazionale che ci accomuna; ed il terzo motivo lo rintraccio nella pressocchè assoluta condivisione dell’analisi socio economica del territorio e delle prospettive  forniteci  dallo splendido intervento dell’amico Ivan .

E  non potrei fare diversamente, non foss’altro che  per essere coerente con tutto quanto  fin dal 2004 ho avuto modo di esprimere in qualunque possibile occasione di intervento pubblico.

Quindi , megacentrale di olii vegetali a parte, siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Ho una sola difficoltà oggettiva in limine e preliminarmente ad ogni ulteriore considerazione e cioè sapere se l’interlocutore che ho di fronte  parla come : imprenditore oppure come  candidato Sindaco.  Ed in tale ultimo caso se è rappresentativo e di quale schieramento o di quale coalizione di partiti , ovvero è invece autonomo e si vuole porre in assoluta discontinuità e trasversalità con gli attuali assetti.

Sarà ora mio compito esprimere compiutamente il perché della necessità di avere tali chiarimenti .

Ed all’esito delle mie considerazioni, sarà dei lettori il giudizio se si sarà  trattato  solo di squisito gossip politico o ancora una volta di mio personale protagonismo o invece se la base di ragionevolezza di tale necessità di chiarimento,  possa essere condivisa.

Partiamo da una considerazione-constatazione che penso possa essere gradita anche all’interlocutore Ivan De Masi, e cioè che egli, insieme con il fratello dott. Paride, rappresentano la più grande e giovane  realtà imprenditoriale del territorio Salentino .

E non è mancata occasione perché giustamente ciò sia  stato rimarcato:  sia direttamente  ( es. Laurea Honoris Causa , Premio Barocco, Premio Casaranello  una molteplicità di altre autorevoli cariche in seno ad organismi rappresentativi e culturali,  Joint Venture con gruppi Industriali leader, ecc. ) ; sia indirettamente ( attraverso una encomiabile e positiva attività di partecipazione alla vita di associazionismo sportivo e sociale della collettività Casaranese , sponsorizzando tutto lo sponsorizzabile  e con una politica industriale della solidarietà veramente straordinaria ). Una attività “ sociale “ di solidarietà, di sponsor  eccezionale, mai vista ,  il cui aggettivo che mi sento di poter attribuire  con più attinenza linguistica è:   abnorme !

Rendo merito e lode alla evidente straordinaria capacità dei fratelli De Masi .

Lo dico subito, io non sarei stato assolutamente in grado neppure con le più forti ed autorevoli sponde possibili ed immaginabili a fare un decimo della metà di tutto quanto ho visto ruotare  di: progettuale e mediatico, di solidarietà e di marketing, di innovazione e cultura, quindi:   altrettanto agli illustri imprenditori Casaranesi! 

Ma prima che qualcuno si preoccupi  che io rischi di  consumarmi definitivamente la lingua,  veniamo al dunque dei chiarimenti che presuppongono la condivisione seppur mitigata della appena descritta realtà.

Se il 5 di ogni mese chi scrive parla da imprenditore :  nulla quindi assolutamente da eccepire sulla sua proiezione e sul suo sogno imprenditoriale  di una Casarano  centro del prossimo sviluppo tecnologico e culturale.

Atteso alle riconosciute straordinarie capacità imprenditoriali  fino ad oggi dimostrate si tratta solo di volerlo fare !

Difatti mi è difficile comprendere e comunque non ne sono a conoscenza , se parla da imprenditore, quali limiti egli possa aver avuto o possa avere a  realizzare i suoi sogni nel campo del privato  autofinanziato .

Se cioè voleva, tra l’altro,  realizzare una centrale fotovoltaica sui  capannoni di privati della zona industriale , o su quelli di fabbriche dismesse non mi sembra che nessuno avesse armi o interesse ad ostacolare tale iniziativa . In altre parole, andava dal proprietario dei capannoni o all’ente proprietario e gli diceva : mi dai la superficie che ci metto i pannelli, poi andava da un altro e gli diceva mi affitti o mi vendi un capannone perché ci devo fare la fabbrica di pannelli ?. Per uno che fa miracoli con l’impresa questi sono passaggi quasi offensivi alla logica !  

E con lo stadio comunale infatti  ha dimostrato ovviamente di conoscere tale ovvio percorso .

E già ci metteva un mattone di questa Casarano del futuro.

Se il 5 di ogni mese chi scrive parla da candidato sindaco :  significa che egli vuole proporre qualcosa di più e/o di diverso e di socialmente più articolato, magari che possa  anche rischiare andare contro i propri interessi  o  quelli del fratello .

E qui occorre ulteriore correttezza intellettuale .

Infatti dovrebbe dire se per prima cosa a suo avviso la politica che ha espresso il territorio Casaranese in questi 10 anni è stata in linea o meno  con lo sviluppo di una Casarano come quella che lui sogna;  e dico io descrive ( perché io credo che sia veramente possibile !).

Cioè  la sua attività imprenditoriale ed i suoi sogni hanno avuto ostacoli o problemi con questa classe dirigente Casaranese ? Se sì quali ? Perche?

Dovrà quindi dire che la sua impresa è cresciuta esponenzialmente  in questi dieci anni nonostante gli ostacoli e l’incapacità frapposti da questa politica casaranese di D’Alema , Venuti & Co?  

Perché se così è, difficilmente potrebbe porsi a candidato espressione di questa stessa classe politica inadeguata e che ha ostacolato in qualche modo (e dove!) la sua attività creativa di imprenditore.

Allora si deve chiarire se la sua prospettiva di governo è alternativa e prescinde dai soliti noti , Sindaco , vice Sindaco ed assessori che deve dire apertamente che non sono stati all’altezza di uno sviluppo di Casarano.

Fatto questo ulteriore passo di chiarezza, dovrà quindi compiere una credibile amalgama tra la volontà di scendere in politica per rimuovere gli eventuali ostacoli frapposti alla sua prorompente imprenditorialità  e l’utilità sociale diffusa della rimozione di tali “ limiti” .

Sarà così cortese da spiegare poi  non a me , perché conto poco o quasi nulla , ma alla cittadinanza cui si propone  se la politica di sviluppo che egli ha indicato nei suoi interventi possa essere realizzata da un Sindaco che è principale promotore, artefice e controllore del mercato che egli stesso vuole offrire al territorio ed in cui spazia  in ogni settore , dall’edilizia, all’ambiente alla cultura alla solidarietà alla innovazione tecnologica , alle energie rinnovabili , allo sport  ed a tutto quanto e quant’altro è visibile anche solo dalla Home Page dell’Italgest.

Scusatemi , ma ad  esprimere sinteticamente dei concetti che hanno sfaccettature poliedriche si rischia di essere involuti nell’esposizione e, pare, nel pensiero.

In altre parole se Io Sindaco e  politico,  maggior imprenditore in molti settori  di un territorio  ed in un campo di innovazione pressocchè sconosciuto ad altri imprenditori conterranei , ho come potenziale interlocutore un imprenditore , del Brenta o della Papuasia , che vuole investire su questo territorio in un campo di mia concorrenza ( praticamente tutto!) come  pensate possa accogliere tale diversificazione imprenditoriale ?

Se poi si tratta di imprenditoria coofinanziata  da fondi pubblici, con quale serenità convinzione e credibilità  potrebbe un Sindaco far pesare politicamente una progettualità territoriale, magari  fortemente  concorrenziale  con quella da lui stesso praticata ,  non pensate che più imprenditori che attingono in uno stesso territorio da uno stesso calderone per progetti simili  non siano l’un l’altro in posizione giustamente antinomica e contrastante ?  

Quanto può valere sulla bilancia il possibile posto di lavoro in più offerto da un'altra impresa con il rischio della chiusura di una propria?

Con quale prospettiva  e con quale atteggiamento psicologico si presenterebbe ( laddove avesse l’ardire di presentarsi !) l’imprenditore della Papuasia che ad esempio vuole fare un pannello fotovoltaico con le fave secche ad un prezzo inferiore ? Diversamente da quello che magari lo proponesse attraverso petali di girasole essiccati .

Quindi uno sviluppo ed una differenziazione o riconversione industriale assolutamente di facciata, uno sviluppo già  compresso a monte  e destinato ad essere  ancorato  alle alterne vicende  economiche dell’imprenditore piuttosto che alle bizze caratteriali o ambizioni -fondate o infondate- dello stesso. Risucchiando ancora una volta, vicenda che  già Casarano conosce, ciò che resta dell’autonomia ed indipendenza del lavoro, delle famiglie e dell’anima dei cittadini ,della loro responsabilizzazione;   che è il primo passo necessario per una rivoluzione culturale.

Ritengo che non ci sia effettiva differenziazione produttiva e riconversione industriale e potenzialità di sviluppo sostenibile per il benessere del territorio se poi tutte le articolazioni siano ricondotte o riconducibili ad un unico imprenditore, così come reputo assolutamente anomalo ad ogni livello che i rappresentanti  politici di partito siano coloro che rivestono anche cariche di governo elettive, quando poi l’imprenditore vuole anche gestire la politica , subordinare anche la rappresentatività politica , non disdegnare magari di sviluppare la sua imprenditoria con fondi pubblici ed anzi ancorare la stessa al buon fine degli stessi ,  allora lì il casino è totale .

Lo è al livello Nazionale con una realtà molto più ampia e variegata , figuriamoci nel locale !

Caro amico Ivan , quindi, sarei grato se volessi chiarire il tuo pensiero su tali passaggi e tali  aspetti che ritengo preliminari e di rigorosa ragionevolezza,  perché vorrei  poterti seguire oltre nel tuo entusiasmante progetto che ripeto, mega centrale di olii vegetali a parte, mi trova assolutamente concorde.

Attenderò anche il fatidico 5 del mese prossimo, se “ così è scritto”  ed in continuità con tale liturgia  messianica - ricordando un noto programma televisivo- accoglierò di buon grado le tue “ ragioni della speranza “.

Ricambio con affetto gli Auguri di Buon Natale e Felice 2009 .

Con stima .                                                                

 

 

 

     

 

 

 

               

 
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare. Federico Fellini

 

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