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Legge 194. Si tratta di vera diminuzione degli aborti?

 

 

E mail inviata da Enrico Giuranno

enrico.giuranno@gmail.com

Casarano, 31/07/09

 

«Per chi lotta da decenni strenuamente contro l’aborto anche con la speranza di ridurne la frequenza (nel solo 2008 sono stati 14mila i bambini nati con l’aiuto dei Centri di aiuto alla vita) può essere motivo di soddisfazione leggere nella relazione ministeriale che le Ivg legali sono diminuite pur restando un numero tuttora spaventoso se pensiamo che i bambini sono sempre bambini anche quando sono nascosti nel seno materno» commenta così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, i dati contenuti nella relazione annuale sulla legge 194 presentata oggi.

«Poiché siamo inguaribili ottimisti vogliamo credere che l’eventuale riduzione degli aborti sia dovuta anche ad una crescita di una cultura della vita: vediamo infatti che al diminuire degli aborti corrisponde un parallelo aumento dell’obiezione di coscienza del personale sanitario. Potrebbe essere il segno appunto di un aumentato riconoscimento del diritto a vivere di ogni concepito.

«Ma siamo anche realisti ed allora ci domandiamo se la diminuzione di aborti sia vera. Non solo non è fornita alcuna dimostrazione sull’asserita diminuzione degli aborti clandestini tradizionali, ma si dimentica la vendita di circa 400mila confezioni di pillola del giorno dopo la cui assunzione in non pochi casi ha determinato la distruzione di precocissimi embrioni, cioè la realizzazione di migliaia di aborti occulti e quindi clandestini.

«Dispiace che la Relazione abbia ignorato il lavoro del volontariato per la vita, pur previsto dalla legge 194 e dispiace che ancora una volta non si sia potuto dare risposta alla antica richiesta del Movimento per la vita di indicare nella relazione annuale non solo il numero dei morti (gli aborti) ma anche quello dei vivi sottratti all’aborto dal sistema di prevenzione post concezionale che dovrebbe essere costituito dai consultori familiari.

«Infine, poiché intendiamo continuare con maggior lena a difendere il diritto alla vita ripetiamo gli obiettivi che in questa legislatura è possibile raggiungere: la riforma profonda dei consultori familiari in modo che essi siano davvero lo strumento con il quale lo Stato, quando ritiene di non dover né punire né proibire l’aborto, tuttavia si schiera limpidamente a protezione dei diritti del nascituro; la proclamazione legislativa che tutti gli esseri umani sono uguali fin dal concepimento come già lascia intravedere l’articolo 1 della legge 40, ma come meglio deve essere detto attraverso la interpretazione autentica dell’articolo 1 della legge 194 o meglio ancora attraverso il riconoscimento della capacità giuridica fin dal concepimento.

La proposta all’Onu di una moratoria sull’aborto proposta dall’Italia» conclude Casini «non ha senso e forza se non la si comincia ad attuare in Italia nei modi sopraindicati».

 

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Daniele Nardi
 


01/08/09 Ci tengo a sottolineare che non mi schiero nè in favore nè respingo l'aborto in toto. Tuttavia ritengo più giusto che sia la donna, effettiva persona su cui gravano le responsabilità e la salute, a dover decidere in buona parte sull'insieme di cellule che porta in grembo (in una certa parte è coinvolto anche il marito).
Costringere una donna a non abortire costituisce la privazione di un diritto fondamentale dell'uomo: la libertà. E tale costrizione, secondo me, è equivalente al costringerla ad abortire poiché, in ambo i casi, la si priva del proprio consenso.
Sì alla possibilità degli strumenti atti a creare percorsi di riflessione, ma attenzione, che tali percorsi non si sbilancino nè in un senso nè nell'opposto altrimenti non porterebbero alla libera scelta, ma al plagio della mente della donna stessa (ed eventualmente del marito).

Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com

 

 

 

 

04/08/09 Caro Remo,

sappiamo tutti che l'aborto è quacosa di butto, di drammatico...per tutti, anche per la società, ma soprattutto è evidente, per la donna su cui ricade, tutta o quasi la responsabilità di una scelta tanto difficile.

La proposta del Movimento per la Vita è sempice: non lasciamo da sole le donne!

facciamole avvicinare da persone competenti, altre donne, medici e psicologi, che possano aiutarle a risolvere (dove possibile!) i problemi legati alla gravidanza...

Impegniamoci tutti, io, te, tutti quelli che all'aborto preferiscono il sorriso di una donna con in braccio il suo bambino.

Non facciamone una questione ideologica...

Per questo sarebbe davvero bello trovare nelle relazioni annuali del ministero, il numero "positivo" delle donne che si sono rivolte al consultorio per avere aiuto e lo hanno trovato.

I centri di aiuo alla vita sparsi in tutta Italia, quotidianamente aiutano le mamme e i loro bambini e tanti vengono alla luce...i nostri numeri sono belli e consultabili sul sito del MpV!

E nei consultori? si va solo per abortire o come prevede la legge si può trovare qualcuno che a nome dello Stato si occupi di tutelare la maternità e la vita?...

questa è la vera questione! nessuna battaglia, solo buon senso...a questo, consentimi, vorrei aggiungere una nota sulla "questione antropologica":

Quando comincia la vita? Siamo davero sicuri che un feto non sia un essere umano? ha qualche diritto? o solo perchè non lo vediamo vuol dire che non esiste?

Non voglio dare risposte, pongo solo le domande...ma non mi accontento neppure di risposte formato slogan...a me il fatto che la vita inizi al terzo mese di gravidanza, scusate, ma non convince! e se si eludono queste domande, il problema dell'aborto non si risolve!

Scusate se insinuo dei dubbi in un mondo di certezze.

Enrico Giuranno

enrico.giuranno@gmail.com

 

 

 

 

05/08/09 Caro Enrico,
il problema sta nel fatto che ognuno di noi ha visto quella che ha voluto vedere e mi spiego: tu avrai visto di sicuro tante mamme felici con i propri figli che non hanno voluto abortire. Io ho visto ambo le situazioni: ragazze e mamme che erano felici del gesto che avevano compiuto sia che fosse stato un aborto sia che fosse stata una nascita. Ora ti voglio dire che non puoi sbilanciarti a dire che in assoluto è meglio una o l'altra situazione: chi lo dice? Vuoi sostituirti al Creatore? Quindi penso che sia meglio per una donna un cammino consapevole delle sue scelte che sbilanciato solo verso una scelta.

Per quanto riguarda la vita, io mi baso sul punto di vista scientifico (e d'altra parte ho sempre utilizzato quello anche se credo in un Creatore, un essere intelligente, un'essenza al di sopra di tutto come Lo si vuol chiamare...) e quindi utilizzo quello e come vedi non ho deviato sulla domanda. Magari tu avrai un altro punto di vista, ok, ma almeno rispetta il punto di vista altrui e cioè quello di una donna gravida che penso sia più importante di quello mio e tuo messi insieme.

Remo Tomasi

remo.tomasi@gmail.com


 


 

 

 

 

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