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Libere riflessioni sulla mia città

 

 

 

Di Marco Guerriero

marco.guerriero@gmail.com

Casarano, 11/05/2008

 

Scrivo circa un città vista da fuori. Scusate ma, per me, è una città.

Noto un certo degrado diffuso, poche cose da fare e vedere, sere deserte. Negozi in agonia.

Perché non copiamo dagli altri? Non è per scarsa fantasia ma, se ci affidiamo alla nostra e produciamo l'ipermac, forse vale la pena guardarsi intorno.

Mi ricordo quando ci fu un' idea malsana di chiudere al traffico via Dante. I commercianti del luogo si ribellarono calcolando una perdita catastrofica nei guadagni; perdita motivata dal fatto che la gente non poteva raggiungerli con la consueta semplicità.

Ora, via dante è lunga 300 metri, scarsi.

Ora, quasi non ci sono più negozi.

Forse si sbagliavano. Forse ci sbagliavamo, forse ci sbagliamo.

E ora che cosa rimane di via Dante? Un nastro isolante che collega il posto dove si rinnova la carta di identità e il bar storico di Casarano.

Salvo poi sorprendesi in un negozio di borsette di pelle!

 

Siamo sicuri che non si può fare niente per evitare di guardare tutte le sere la televisione? Tanto poi di sabato andiamo a Gallipoli o a Parabita! (scelta difficilissima dettata dal costo del carburante).

Siamo sicuri che non possa rigenerare il nostro centro storico? Basta poco, qualche bar onesto accanto all'oste pazzo, magari. Qualche strada pedonale (la nostra città si gira a piedi…).

Un po' di spazio per idee, insomma. Qualcosa tipo quello che c'è stato per un periodo due estati fa, al posto dell'odierna fondazione Bastianutti. Come si chiamava?…non mi ricordo più.  

 

Questa che scrivo è una critica a me e a tutti quelli come me che vengono comprati dalle aziende e hanno le radici insanguinate, con il risultato che svuotiamo la città.

Mi verrebbe da dire: <<Casaranesi di tutto il modo, unitevi!>>.

Mi rendo subito conto che è una frase decisamente fuori moda. Per essere di moda, infatti, adesso vado a Maglie.

 

vi ringrazio,
Saluti.

 

20/05/08 Caro Eugenio scrivo in risposta all'intervento di Marco Guerriero su alcune riflessioni circa la nostra città. Intervento che condivido, e a pensare come era Casarano circa 10 anni fa sto male. Io sono una persona cresciuta nel nostro paese e l'ho visto in questi ultimi anni fare come i gamberi, un passo avanti e due passi indietro. Una volta mi ricordo che a Casarano ci si trovava su San Domenico, ai portici ed in altri posti, fino la sera tardi, ricordo che la sera era difficile trovare parcheggio su San Domenico, ora a fare un giro la sera verso le nove sembra ci sia il coprifuoco, nessuno in giro a parte il mitico Luigi Carbone, forse l''unico rimasto in questo paese con la curiosità dell'incontro, del trovarsi insieme, dello scambiarsi idee e opinioni, arricchendosi del solo fatto di stare in mezzo alla gente.
A me piange il cuore al solo spostarsi nei paesi vicini e vedere la sera tanta gente in giro, le piazze ed i locali nei centri storici pieni di giovani e non, trovare i centri storici chiusi al traffico, isole pedonali dove la gente passeggia, si incontra, cresce. A me piange il cuore vedere i casaranesi partire da Casarano per riempire queste piazze.
Mentre da  noi, nessuno in giro, in tanti anni nessuna isola pedonale, solo timide, ma molto timide iniziative di una amminitrazione con pochi obiettivi e senza coraggio. Ricordo il tentativo di qualche anno fa di chiudere piazza Armando Diaz, dopo un "restauro" molto discutibile. Ci fu promesso a noi giovani casaranesi che che la piazza sarebbe stata chiusa al traffico, e attrezzata, dopo la realizzazione dei parcheggi in Via Padova ed invece nulla, i parcheggi sono stati realizzati e dell'isola pedonale nessuna novità. Solo promesse e nessuna vera volontà di darsi da fare per migliorare la qualità di vita di questa città.
Una volta noi casaranesi ci sentivamo importanti in questa provincia, pensavamo di avere una marcia in più, ci sentivamo spinti a fare meglio e a vivere meglio, c'era il sogno di far diventare Casarano un'isola felice nel salento, ora questo sogno ci è stato tolto, ci sentiamo un gabbiano che vuole volare alto ma a cui hanno tarpato le ali.
Anche a me viene da dire: <<Casaranesi di tutto il modo, unitevi!>>. Anch'io i rendo subito conto che è una frase decisamente fuori moda, a noi il compito di renderla attuale. Sforziamoci di sopperire alla mancanza di idee e di progettualità di questa classe politica inadeguata, senza distinzione di colore. La nostra fantasia, le nostre idee siano l'incipit di un futuro migliore per Casarano.

Antonella Pino

pino.antonella@gmail.com

 

 

 

 

21/05/08 Interessante questo ragionamento sulla evoluzione (meglio involuzione?) della nostra città negli ultimi 10 anni.

Non mi soffermo su quanto già adeguatamente esposto da Antonella riguardo il piacere e l'importanza delle serate passate in piazza, anche solo a chiacchierare. Desidero invece approfondire un altro aspetto altrettanto importante, sempre guardando ad una decina d'anni fa.  

Chi legge queste righe e non è un teen ager, si ricorda benissimo il proliferare di locali, ristoranti e pub nella nostra città. E tutti i ragazzi che frequentavano quei locali? Ho amici che partivano non solo dai paesi vicini per passare la serata a Casarano, ma perfino da Lecce. Si avete capito bene, i leccesi, così restii a frequentare la provincia - e Casarano in particolare - venivano con piacere nei nostri locali.

A parte la valenza sociale della frequentazione, dello stare insieme, dello scambio di opinioni, spingo il mio interesse verso il ritorno economico che in quel periodo c'era su Casarano. Quanto valore aggiunto, quanta liquidità si riversava grazie al proliferare dei locali? e quanta di quella liquidità tornava in circolazione in piccole commesse agli artigiani, alle piccole aziende locali? quanto sono stati importanti quegli anni, quel movimento di giovani? e quanto le spicciole politiche di aiuto che l'allora amministrazione comunale metteva in atto per agevolare tali iniziative (se non altro non ostacolare)? 

Ora, se non sono stupido, e non lo sono, non posso non notare che il regredire degli ultimi anni è coinciso con determinate politiche amministrative. Soprattutto nell'ultima consiliatura si è preferito puntare su grandi progetti, e purtroppo si sono volutamente e colpevolmente trascurati tutti quegli aspetti di vita quotidiana che sono gli indicatori principali di qualità della vita. Oppure, anche in presenza di azioni amministrative apprezzabili, il servizio di trasporti urbano, la metanizzazione del paese, la raccolta differenziata, tali azioni non sono state sostenute da attività di sensibilizzazione, informazione, educazione della cittadinanza.

Il compito degli amministratori deve essere quello di spingere i propri cittadini verso comportamenti sani, utili, corretti oltre quello di fornir loro gli strumenti perchè ciò possa avvenire; d'altronde quale genitore metterebbe in mano al proprio figlio una automobile senza un adeguato addestramento? 

Non tiro conclusioni; mi auguro che chi decida in futuro di mettersi al servizio di Casarano, volendo cimentarsi come amministratore (avrete capito che auspico un cambiamento radicale di volti, senza distinzione di colore politico) riesca a produrre azioni con il giusto equilibrio tra l'ordinaria amministrazione e una attenta pianificazione di progetti a più largo respiro. Entrambe le cose sono importanti per la crescita del nostra amata città.

Giuseppe Semeraro

pino.seme@gmail.com 

 

 

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