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Piu´ campagne elettorali

= piu´ lavoro

 

 

 

 

Di William Ghilardi

william.ghilardi@googlemail.com

Stoccarda,  17/02/2008

 

Cari amici, se provate a digitare su google la frase "how much does it cost to run for president" (quanto costa la corsa per diventare presidente, per chi bisticcia con le lingue straniere) vedrete un balletto di cifre mica male... si parla di 2-300 milioni di dollari pro candidato. Attualmente i candidati in gara sono tre, quindi questa campagna elettorale costera´ dai 600 a 900 milioni di dollari (cioe´ dai 400 ai 550 milioni di euro, visto che il dollaro soffricchia).

Un bel mucchio di carbone, vi pare?

In America si sa che i candidati per la presidenza vanno in giro da uno stato all´altro a caccia dei voti della gente comune, e dei soldi dei lobbisti che finanziano la loro campagna elettorale. Si sa che il tale e il tal´altro magnate sono dalla parte di questo o di quel candidato... ci si chiede da che parte stanno gli attori di hollywood e compagnia bella.

Il bello e´ che i media (sia i classici come giornali e TV che i moderni come i forum o i blog) ne discutono senza nessun problema, anche perche´ per gli a
mericani e´ importante sapere se voteranno per un presidente sostenuto dall´industria del tabacco o per uno sostenuto dalle case farmaceutiche.

Non altrettanto accade in Italia, dove il lobbismo (quanto meno delle proporzioni americane) e´ proibito. I soldi i partiti e i candidati li prendono dallo stato. E qui sorge la domanda... quanto costa una campagna elettorale "media" (per usare termini da ISTAT)? Beppe Grillo e i suoi urlerebbero volentieri allo scandalo citandone le cifre.

Io propongo di girare la medaglia dall´altro lato.

Dire che lo stato brucia milioni e milioni di euro affinche´ questi qui si facciano i comodi loro non mi sembra giusto.

Bisogna fare i conti per bene. In periodo elettorale si vendono piu´ caffe´, piu´ giornali, piu´ pubblicita´, piu´ carta, le tipografie lavorano a pieno ritmo per consegnare il materiale elettorale, si vende piu´ benzina per portare i candidati da un posto all´altro, tanta di quella benzina e cherosene per gli aerei che manco Al Gore (che di verita´ scomode se ne intende) ha avuto il coraggio di denunciarne il costo ambientale...

tutto questo rappresenta un importante movimento di pecunia dalle casse dello stato verso l´economia del nostro gia´ di per se rombante paese (parole di Prodi). E il bello e´ che questi "aiuti di stato all´economia della nazione" sfuggono ai severissimi controlli dell´Unione Europea in tema di bilanci. Perche´ lo stato non puo´ aiutare Alitalia con una siringhetta di qualche centinaio di milioni di euro ma puo´ spendere questo ed altro per una campagna elettorale ogni due/tre anni.

Per questo, al grido di piu´ campagne elettorali = piu´ lavoro, propongo di chiedere ai tecnici del ministero dell´economia di calcolare il numero minimo di spettacoli (perche´ le campagne elettorali altro non sono che spettacoli) che il nostro paese puo´ sostenere (tenendo conto che una parte delle spese rientrano sotto forma di IVA e tasse varie come quella sui carburanti) senza andare in bancarotta.

Cosi´ possiamo sederci comodamente in poltrona e gustarci l´unico spettacolo che fa bene alla nostra economia...

Saluti

 

 

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