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Politica, l'arte del confronto

 

 

 

 

Di Piergiorgio Caggiula 

 pierocaggiula@alice.it 

Casarano, 20/11/09

 

Per politica, l’Ars per eccellenza, dove l’uomo si ritrova a confrontarsi con i suoi simili in una guerra di parole, idee, proposte, dinieghi ed accettazioni, ho sempre inteso un momento anche di collaborazione di più individui per il raggiungimento di un obiettivo che dia ai cittadini un beneficio indiscusso. Lasciando da parte anche ideologie e dietrologie. Fatto è, che come sta succedendo a livello nazionale, anche a livello locale si sta gradualmente, anno per anno, assistendo ad uno stravolgimento delle regole, tale da assicurare obtorto collo solo al rappresentante più in vista ed ai suoi più stretti collaboratori,  il diritto di scegliere mentre, a deputati o consiglieri che siano, viene demandato solo il ruolo di puro e semplici passacarte.

 

Di condiviso e partecipato c’è ben poco, vedo solo molto autoritarismo. Le decisioni sembrano già prese, prima ancora di arrivare in aula. Il problema principale risiede oramai nel fatto che la discussione, seppur accademica, è vista come un segno di debolezza del governante, come una crepa nel sistema fatto e concepito solo per dimostrare la propria forza ed il proprio valore. Una polemica, specie se proveniente da qualche fido scudiero, potrebbe avere il sapore della beffa e valere un affronto. Giammai che questo succeda. Vedete cari concittadini, è in questo passaggio che nasce l’inghippo, l’errore che ci sta trascinando nostro malgrado verso un sistema di potere sempre più sbilanciato verso l’alto, dove l’eletto viene spesso confuso con il padre-padrone, con il detentore della verità. Come un re e come sudditi a noi basta un segno, una stretta di mano un saluto per esserne beati. A livello nazionale, una legge elettorale che i fautori hanno reputato una porcata, fa sì che i possibili dissidenti(!), i deputati capaci di esprimere una qualsiasi idea o addirittura anche e solo un piccolo dissenso siano retrocessi o addirittura esclusi dalle liste elettorali. Infatti a decidere gli eletti non siamo più noi ma le segreterie di partito, basti vedere quanti parenti e amici siano stati inseriti nelll’ultima tornata.

 

Ma torniamo a noi. A livello comunale, un sistema traballante di suo, dove si vota per il sindaco, ma i voti  ai consiglieri contano, eccome se contano, viene stravolto da qualsiasi amministrazione.

 

Faccio una premessa. Non voglio e non posso esprimermi su altre situazioni, il sindaco non è certo la panacea dei mali casaranesi, anzi vedo nelle situazioni che si stanno venendo a creare tanti aspetti positivi che se raffrontati con la precedente gestione, per certi versi fanno ben sperare. Ma a livello politico mi fa paura pensare che 15 consiglieri, seppur volenterosi di dimostrare il proprio valore, altro non riescano a fare in consiglio comunale che lodare imperterriti qualsiasi starnuto provenga dall’alto ed al contempo a bollare come assurde e fuori da ogni logica le critiche provenienti dai banchi dell’opposizione, che bisogna dirlo ma questo lo sapevamo, sono di soli due consiglieri, gli altri latitano o come al solito fanno scena muta.

 

E questo è grave, molto grave. Se il ruolo di opposizione non vi piace, lasciate perdere a guadagnarne sarebbe soprattutto la destra casaranese sempre alla ricerca di una identità che pur puro caso si ritrova a sinistra. Ma tornando ai prodi consiglieri, il punto che vorrei alfine di questa lettera fargli notare è questo:

 

la cittadinanza, eleggendovi, ha affidato nelle vostre mani le sue speranze e le sue illusioni. Il popolo sovrano(?) ha espresso la sua sentenza affidando a Voi, e solo a Voi, il governo della città.  La Vostra partecipazione si limiterà solo ed esclusivamente a plaudere e elogiare ogni intervento del primo cittadino qualunque esso sia? Spero di no. Vivamente.

 

Anche perché la concorrenza è forte, e qui devo anche un po’ ricredermi, blasonata. L’ho detto a suo tempo e lo faccio. Chapeau. Ieri sera ho assistito alla riunione degli staff assessorili, quelli che volgarmente stiamo continuamente chiamando “assessorini”. Giovani di belle speranze, di cui molti qualificati, vogliosi di dare un fattivo contributo alla cosa pubblica. Vuoi vedere che le promesse elettorali non erano campate in aria ma qui veramente c’è stoffa da vendere? Caspita, vuoi vedere che all’improvviso pure il Caggiula si è rinsavito? Giammai, ci ha pensato il buon Sindaco a rimettere tutto in discussione.

 

Caro Ivan, un piccolo appunto se mi è permesso farlo, concedimelo. Se parli di spettacolarizzazione, di ricerca del palcoscenico, rifletti un attimo. Non ricordo campagne elettorali altrettanto faraoniche a Casarano e dintorni. Così come quando parli di ricerca di visibilità. E’ vero anche che più che altro hai denigrato chi critica senza firmarsi, ma hai anche criticato chi critica.

 

Uso un termine dialettale…..”none sai?”. No caro Sindaco, non è possibile che chi se la canta se la suoni. Ripeto, tanto di cappello per le iniziative che state intraprendendo, spero vivamente che siano destinate al successo per il bene cittadino. Ma le critiche, giuste o sbagliate che siano, accettatetele. Usatele come stimolo per migliorarVi, io dal mio piccolo le uso, se possibile, per alzare quel livello di guardia che le precedenti amministrazioni non hanno, o solo in sporadiche occasioni, avuto.

 

Il mio non vuole essere un momento di polemica ma solo di riflessione sullo stato delle cose, su come appaiono e su come forse potrebbero essere. Vuole anche essere un monito, piccolo, forse insignificante ma continuo verso i Nostri amministratori, che meritano il rispetto dovuto per la carica che ricoprono ma che di questo devono dare conto e giustificazione alla comunità intera.

 

Con osservanza.

 

Piergiorgio Caggiula

 

 

 

PierAngelo Bertoli - A muso duro

 

 

 

 

               

 

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