Il piacere puo' fondarsi sull'illusione, ma la felicita' riposa sulla verita'  (Anonimo americano)

 

 

 

 

 TuttoCasarano

  Lo spazio web a disposizione dei cittadini

  Home page

   La vita Politica

  Lo sport

  Cultura

  Tutto città

   Informazioni turistiche

    scrivici

  oggi vi segnaliamo il blog: genitori scuola salento

Quando tu fai l'elemosina

 

 

 

 

Di Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it 

Casarano, 05/01/2009

 

“Quando tu fai elemosina, non suonar la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini … Ma quando fai elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra, sicchè la tua elemosina sia nascosta”

Vangelo di Matteo

Il conformismo è in genere l’aspetto più passivo e più chiuso della tradizione: è routine, è inerzia, è il momento non spirituale, non critico, non libero, l’aspetto chiuso e buio della quotidianità. Dal grembo del bisogno o dell’opportunismo nascono  atteggiamenti  di mera sottomissione e di ossequio che sembrano insofferenti al dibattito ed alla discussione secondo quella sorta di filantropia berlusconiana “ti rispetto e ti stimo nella misura in cui pensi ed agisci come a me piace”. Troppo facile e fin troppo semplice.

 D’altro canto, la critica, la ribellione del pensiero, la frustata del disincanto,  necessitano di una buona dose di coraggio ed impongono la fatica dell’impegno.  

Un grande filosofo diceva che l’uomo è “l’essere che fa se stesso”, è l’artefice della propria libertà o della propria schiavitù, del coraggio del proprio pensiero o della paura che lo spinge all’ossequio.

Ognuno costruisce il senso della propria vita, sia individuale che associata, sia materiale che spirituale, sia religiosa che miscredente. La vita ha un senso solo se noi vogliamo darglielo – e ha quel senso che noi le vogliamo dare.

Vogliamo pensare alle persone che soffrono o preferiamo pensare a noi stessi?  Siamo noi a deciderlo!

Vogliamo salire sul carro del presunto vincitore o vogliamo costruire dal basso il nostro futuro? Siamo noi a deciderlo!

Vogliamo pensare liberamente e metterci in gioco o preferiamo il rassicurante ruolo di servitor-serventi? Saremo sempre noi a deciderlo.

Stabilito che almeno sotto questo aspetto esiste il libero arbitrio e che ogni scelta va rispettata e che  ognuno- prima o poi- dovrà fare i conti con la propria coscienza, penso che non sia spregiudicato affermare che non tutte le scelte sono uguali così come non tutti sono servi fedeli.

Detto questo, ritengo che le nostre vite abbiano un denominatore comune, una sorta di dimensione religiosa che appartiene alla nostra storia, al di là del nostro essere credenti, agnostici o atei.

Questa dimensione religiosa non gioca un ruolo marginale o secondario, ma, al contrario, è costitutiva dell’esperienza umana.  Con l’espressione “dimensione religiosa” non intendo la religione intesa come insieme di norme  assolute o dogmi morali ma la capacità di spendere la propria vita sulla trincea delle cose e delle emozioni, sulla capacità di contestare la vita cristallizzata e burocratica, sulla forza di mettere in dubbio se stessi.

Il vivere tra gli uomini in un costante dialogo con le cose essenziali e quelle secondarie, con i bisogni principali e quelli fittizzi, senza mutrie, senza l’arroganza di possedere la verità;  è questa la dimensione religiosa a cui faccio riferimento. E’ l’elemento religioso  che possiede la capacità di declinare il singolo alla collettività, l’individuale all’universale, la persona all’umanità.

E’ nostro compito  riportare questa prospettiva tra gli uomini, nel mondo degli uomini, per far si che esca dall’isolamento della contemplazione e si imponga di scegliere, di “sporcarsi” le mani, abbia il coraggio di rischiare, di incontrare l’errore, di riscoprirsi tra le opere degli uomini, in altre parole fare in modo che la sua cambiale sia esigibile presso qualsiasi sportello.

Questo ho appreso dalle rare frequentazioni giovanili con i comboniani, dalle letture di don Tonino Bello o di Aldo Capitini che parlava  della condizione di “religiosità liberatrice ed operosa” e che scriveva:

la realtà, la società, l’umanità (compresa la mia), come sono attualmente non le accetto, e mi apro ad una liberazione. Ne incontrerò con gioia i segni; e per mia parte mi metterò più che potrò nella direzione di liberazione, nelle piccole e grandi cose che potrò, nella cortesia e nel sacrificio, nello sguardo rallegrato ad un paesaggio e nel non odio verso i miei nemici …”.

E’ importante quindi sdoganare l’idea secondo la quale l’elemento religioso appartiene  esclusivamente alla sfera dell’individualità o dell’adesione a modelli già stabiliti e conformati (andare in chiesa, partecipare alle processioni, far parte della comunità ecclesiastica) : l’aspetto religioso è anche questo, ma non solo.

 Se esiste un alpha ed un omega, e se esiste un alfabeto comune al quale tutti facciamo riferimento dovremmo accettare che alcune parole sono scritte bene, altre peggio ed alcune sono proprie sbagliate. L’atto di generosità nel momento in cui perde l’autenticità e diviene momento pubblicitario o di promozione, decade da atto d’amore puro e disinteressato  e  diviene clamore, frastuono mediatico.

Alcuni scelgono di agire in questo modo,  altri preferiscono agire in silenzio. Alcuni offrono grandi somme e vogliono che si sappia, altri possono dare poco e non vogliono che si sappia.

Anche qui siamo liberi di scegliere quale comportamento preferire.

Io,  ammiro molto di più la folla anonima, i vicini di casa sconosciuti che si adoperano nel silenzio delle loro vite e che con enormi sacrifici, non deducibili né utilizzabili come sponsor o promozione, si adoperano per il prossimo. 

 

 

 

Mozart Concerto per 2 Pf e orch. K.365 OCO

 

 

 

 

 

               

 
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare. Federico Fellini

 

Free Tibet

 

 

 

 

 02/01/09 Dopo gli abitanti di via Lecce, scrive all'assessore Crudo, Remo Tomasi

 

 

 02/01/09 Il calendario dei santi laici 2009 (Beppe Grillo)

 

 

 31/12/08 I valori della Costituzione: il diritto di voto tra partecipazione e libertà. Di Maria Teresa Bellante

3 commenti

 

 

 30/12/08 Auguri Casarano.

Di Gianni Bellisario

 

 

 30/12/08 Salviamo il santuario di Leuca e il suo promontorio dal cemento

 

 

 20/12/08 I bambini e il sindaco.

Di Giuseppe Semeraro

 

 

 18/12/08 Ad Anno Zero - Rai Due: Giovedì 18 dicembre si parla di questione morale

 

 

 18/12/08 A proposito di centrale e biomasse. Di Carmine Brigante

 

 

 17/12/08 Eutanasia. Solidarietà e amicizia al Granduca Henri, un esempio per politici e governanti di tutto il mondo.

 

 

 16/12/08 Centrale a biomasse in Puglia, non sono sono una priorità visto il surplus energetico regionale.

Di Carlo Greco

 

 

 15/12/08 lettera aperta di solidarietà al dott. Serravezza  dall'associazione  Grande Salento - Avetrana

 

http://www.pieroricca.org/

 

 

2000 - 2009 www.tuttocasarano.it All rights reserved.