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“Quel fastidioso crocefisso affisso sui muri”

 

 

 

 

Di Pino Montedoro

giusmontedoro@tiscali.it  
Casarano, 29/11/09 

 

Ho letto con interesse il solito sermone e le solite pillole di saggezza e di verità assoluta di un nostro concittadino filosofo che critica la scelta dell'UDC Casaranese, del quale mi onoro farne parte, pur essendo il mio intervento a titolo personale, di voler difendere, con una raccolta di firme, le nostre radici Cristiane da questa ventata di revanscismo mistico, becero aggiungerei io, volto a sovvertire la nostra cultura europea che affonda le sue radici nel cattolicesimo e nel cristianesimo e respingere al mittente questo fervore di laicismo marxista sempre in auge in alcuni ambienti della socialdemocrazia europea. Non è mia abitudine sciorinare saccenti frasi di questo o di quel famoso personaggio ma a questo punto non posso non citare al nostro caro concittadino filosofo un suo collega, inglese d'adozione ma austriaco di nascita, tale Karl Popper, che disse: “tutta la conoscenza umana rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione, o verificazione. Compresa, beninteso, nessuna giustificazione, o verificazione definitiva di una confutazione.”

Questo per far capire che la verità assoluta non alberga nelle tasche di nessuno, così come le mele marce non si trovano solo a sinistra, a destra o al centro, ma sono ovunque. Non capisco quindi le analogie tra un'iniziativa che vuole sovvertire questa tendenza tutta europea di abiura religiosa e culturale, con alcuni personaggi che hanno problemi con la giustizia e nulla hanno a che vedere con la questione. Sembrerà retorica o dietrologia ma che dire allora di chi ha procurato milioni di morti in nome del comunismo del quale il signor Bastianutti ne incarna gli ideali. Partendo da Stalin a Mao Tze Dong, ai kmer rossi di Pol Pot, alla Romania di Ciausescu, all'Albania di Henver Oxa, alla Jugoslavia di Tito e potrei continuare all'infinito. Uno che si dichiara comunista non può farmi la morale! Non sono un filoso ma la storia la conosco e so bene , in nome della Chiesa di Roma, quali nefandezze siano state perpetrate in mezzo mondo con le famose spedizioni evangeliche meglio conosciute come crociate. Ma tutto questo non ha a che fare con il crocefisso.

Eppoi, secondo me, il crocefisso non può dar fastidio a nessuno; persino ai musulmani credo non dia fastidio, giacché anche nel Corano si parla di Gesù come un “profeta”. L'altra verità storica è che, a parte l'iconografia religiosa buddista, non c'è alcuna religione diffusa al mondo, men che meno quella musulmana, che rappresenta il proprio Dio, i propri martiri, per dirla volgarmente i propri “rappresentanti”. Infatti non vi è alcuna effige di Allah o di Maometto, poiché la religione musulmana vieta qualsiasi tipo di trasfigurazione religiosa delle sue divinità! Allora perché noi cattolici dovremmo privarci delle nostre usanze e delle nostre radici, in casa nostra! A prescindere se siamo cattolici praticanti oppure no, come il sottoscritto.

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29/11/09 Credo che sia vergognoso utilizzare temi religiosi per scopi politici. Questa è semplice demagogia che la stessa chiesa non dovrebbe permettere. Al sig. Montedoro risparmio citazioni filosofiche (vedo che è molto preparato sulle notizie biografiche ma molto poco sul pensiero) e gli ricordo che quasi sempre l’ostentazione si coniuga con la povertà (di spirito naturalmente). Lei conduca tutte le sue battaglie  per la cristianità di facciata io nel mio piccolo continuerò a dire quello che penso, che le piaccia o no! 

Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it 

 

 

 

29/11/09 Caro sig. Bastianutti,
ho specificato di non essere un cattolico praticante, non ho in testa l'aureola tanto per intenderci. Quando parlo di difendere le nostre radici, le nostre "tradizioni" non faccio politica. E per nostre radici e nostre traduzioni intendo anche la sua, se presumibilmente lei ha comunque avuto, pur rinnegandola dopo, una formazione cristiana. Poi che dire sul pensiero di Popper, le ho già detto che non sono un filosofo quindi non c'era stato bisogno di darmi dell'ignorante in maniera molto sottile, quando ha scritto circa la mia povertà di spirito e la mia ostentazione. Non sarò erudito come lei, ma mi difendo. Forse le ha dato fastidio proprio la mia giusta citazione di Popper che era antagonista del "suo" Karl Marx, del quale non condanno in assoluto tutto il pensiero. Se le può interessare
Un saluto.
Pino Montedoro

giusmontedoro@tiscali.it


 

30/11/09 Gent. sig. Montedoro, qualche riga per farLe un domanda molto precisa: ma prima di scrivere la Sua lettera, ha letto attentamente quella del professore Bastianutti? Lei noterà acidità nel comportamento di mio zio quando Le da dell'ignorante, ma io scorgo un "leggero" complesso d'inferiorità nel chiamarlo "filosofo"..

 

Comunque noto con piacere che non ha seguito la precedente discussione sul crocefisso fatta su questo sito appena pochi giorni fa. Inizio subito col dire che non capisco effettivamente cosa c'entri Karl Popper in un contesto come quello religioso: mi sarei aspettato un Sant'Agostino o un S. Tommaso... ma Popper proprio no... anche perchè, fu uno dei tanti che decontestualizzando Leibniz, affermò ne "La società aperta e i suoi nemici" che "quello democratico occidentale sia il migliore dei mondi possibili (...) il più giusto tra tutti quelli registrati dalla storia. Ai nostri ragazzi, specialmente in Europa, si va ripetendo che vivono in un mondo terribile. La verità è che viviamo nel migliore dei mondi che sia mai esistito in Occidente (???), non perché sia il più ricco, ma perché è il più giusto(?????).”".

Che attendibilità!

Oltre a non condividere affatto l'opinione dell'esimio filosofo - non per ragioni antiliberiste, ma proprio perchè il concetto espresso non è stato tradotto verosimilmente nella realtà, a causa di guerre e inciviltà occidentali varie - vorrei fare un'osservazione: se si parla di "giustizia", giusto sarebbe allora, in uno Stato laico, non imporre la presenza di alcun simbolo religioso che potrebbe toccare la sensibilità di una religione diversa.

Se poi si vuole imporre il crocifisso rifacendoci alla nostra cultura e alle nostre tradizioni, beh credo proprio che sia fuori luogo, proprio perchè si parla di radici, quindi ben nascoste dentro il nostro humus culturale e spirituale, e che proprio in funzione di ciò nessuno debba ostentare in luoghi pubblici qualsivoglia personale simpatia religiosa, nè tantomeno imporla.

Quello che fa il Suo partito è proprio strumentalizzare la sentenza della Laica Corte Europea in vista di un ignorante e bieco oscurantismo! L'UDC, che non vedeva l'ora di avere qualche argomento da cavalcare, visto che non ha mai dimostrato di averne qualcuno serio, è proprio il partito del nulla mischiato con il niente! E se la Chiesa dovrebbe tenersi lontana dal "potere temporale", i partiti come il Suo dovrebbero evitare di perorare cause più "spirituali"che altro. Forse qualche prete o qualche cardinale ha sbattuto i pugni sul tavolo quando un politico italiano della Lega ha bruciato la bandiera italiana? O forse qualcuno ha alzato un simile polverone per quel gesto che andava contro le nostre tradizioni e contro le nostre radici? Non mi sembra.. Umberto Bossi, pur essendo stato condannato (anche per aver offeso il Presidente della Repubblica e lo Stato di Roma ladrona) dopo è diventato ministro addirittura. E il Suo partito era in coalizione con la Lega, se non piglio errore! Un po' di coerenza, per favore! Il problema purtroppo è un altro, che poi è anche quello che un giovane sacerdote tedesco nel 1977 espresse con questa nota: "La Chiesa sta diventando per molti l'ostacolo principale alla fede,... non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere!". Quel prete era un certo Joseph Ratzinger.

Cordialmente

Francisco La Manna 

P.S. Riguardo alla coerenza, ricordo una sua bella lettera, scritta quest'estate, a quello che per me rimarrà uno dei più grandi eroi civili della storia italiana contemporanea: Paolo Borsellino. E io, alla luce dei fatti, mi chiedo e Le chiedo: ma il magistrato, se fosse ancora vivo e avesse potuto leggere la Sua lettera, e poi avesse scoperto della Sua appartenenza all'UDC, sarebbe rimasto contento? Le avrebbe risposto? O forse Le avrebbe suggerito di andarsi a mangiare un bel cannolo nella stessa pasticceria dell'On. Cuffaro & Co. (Mastella, Lombardo, etc etc)? 

 

 

 

30/11/09 Egregio signor La Manna,

Ho letto con interesse anch’io il suo intervento, che all’apparenza è sembrato pacato, ma prende una piega diversa quando definisce un partito come l’UDC il nulla mischiato con il niente. Siccome il partito è composto da uomini e donne, ne deduco che siamo tutti “nulla mischiato con il niente”. Voglio sorvolare riguardo alle sue contumelie e se possibile innalzare il livello della discussione, perché non ho affatto un “leggero senso di inferiorità” (quindi anche lei molto velatamente mi da dell’ignorante!) nei confronti del sig. Bastianutti. Anzi le dirò di più. Forse proprio l’aver citato Popper ha scatenato in lei e suo zio la voglia di saccenza filosofica che si legge tra le vostre righe. Popper non vi è simpatico, lo ha confermato anche lei e non poteva essere diversamente visto che egli considerava il “vostro” Karl Marx un “falso profeta”. Mi spieghi come mai le teorie sulla società democratica  di Popper erano errate, mentre quelle rivoluzionarie di Marx erano giuste. Non c’è bisogno che le ripeta i danni che hanno procurato queste teorie a partire dalla rivoluzione bolscevica per giungere ai giorni nostri. La ringrazio del post scriptum dove mi ha servito un assist su un piatto d’argento circa la mia coerenza. Allora citerò ancora Popper quando affermava che la filosofia non può essere ridotta ad una semplice forma di poesia, di opera d’arte, ma è invece espressione di autentica razionalità, nel senso che ogni uomo è in una certa misura filosofo, anche se questo non deve in nessun modo suonare come una sottovalutazione della elaborazione più complessa dei problemi che ogni uomo sente essenziali. Si tratta invece di rivendicare, contro le grandi costruzioni speculative e dogmatiche (Marx docet) che trovano sempre il modo di ricondurre più o meno forzatamente i fatti ai loro schemi, ,l’audacia intellettuale come capacità di rivedere continuamente le proprie posizioni . L’altro assist che mi ha servito è l’aver chiamato in causa il compianto giudice Borsellino riguardo ad una mia lettera (la discussione è  partita dal crocefisso ed è degenerata sul personale). Un giudice come Paolo Borsellino non avrebbe dato giudizi su di me in base alla mia appartenenza politica. Il giudice è colui che di fronte al pezzente, di fronte al milionario, di fronte all’uomo di sinistra, di fronte all’uomo di destra, ha un unico metro di giudizio che si basa sui fatti e sull’imparzialità. Lei invece affermando la presunta disapprovazione di Borsellino per il mio credo politico non fa altro che avallare le teorie berlusconiane sui giudici politicizzati.

Un cordiale saluto

Pino Montedoro

giusmontedoro@tiscali.it

 

 

 

 

30/11/09 Caro  Signor Montedoro non è questo il luogo per disquisire  con lei di filosofia, epistemologia e cristianesimo. Non è nemmeno compito mio quello di  stabilire il suo livello di preparazione nelle materie di Storia e Filosofia anche se non ho difficoltà  a dirle che lei mi appare alquanto presuntuoso. Tanto presuntuoso da stabilire  con certezza che  io rappresenterei il pensiero che partendo  da Stalin giunge a “Mao Tze Dong, ai kmer rossi di Pol Pot, alla Romania di Ciausescu, all'Albania di Henver Oxa, alla Jugoslavia di Tito” e, non contento, aggiunge,” potrei continuare all'infinito”. Ne segue che “uno che si dichiara comunista non può farmi la morale!”. Bene, ho sbagliato ancora una volta: lei nemmeno le biografie conosce bene!La prossima volta, mi accusi anche di essere un estimatore delle foibe e perché no, il teorico  del terrorismo!  Sempre a proposito della pagliuzza e della trave sig.Montedoro….

Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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