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Radiofarmaci a Casarano, ci sono grossi dubbi che andrebbero chiariti

 

 

 

Di Enzo Schiavano

Casarano, 19/08/2008

 

Da alcuni mesi si sta costruendo a Casarano (zona industriale) una fabbrica di radiofarmaci sulla cui vicenda ho notato una scarsa attenzione da parte dei cittadini e delle forze politiche sulla quale, invece, secondo il mio modesto parere, bisognerebbe aprire gli occhi e seguire con attenzione. Non foss’altro perché in quella fabbrica, alla fine della sua costruzione, sarà attivato un piccolo reattore nucleare, piccolo ma sufficiente per poter causare eventuali danni in una piccola comunità come la nostra.

Il committente dell’investimento è il Consorzio Radion, il cui amministratore unico è il dott. Gianluca Valentini. Il consorzio è formato da 4 aziende: 1) “Sparkle s.r.l.”, che detiene il 90% del consorzio, con sede legale in Casarano in piazza Malta, il cui presidente è lo stesso dott. Valentini; 2)I.S.E. Ingegneria dei Sistemi elettronici s.r.l.”, che detiene il 7% del consorzio, con sede legale in Vecchiano (PI); 3) “Stima s.r.l.”, sede legale a Galatone, che detiene l'1.5% del consorzio; “Realtà Virtuale”, detiene l'1.5%, con sede in Casarano.

Chi è Gianluca Valentini? E’ il direttore della Acom (Advanced Oncological Center), una società pubblica controllata al 51% dalla Provincia di Macerata, dai comuni di Montecosaro e Tolentino e dall’Università di Camerino (tutti enti delle Marche). La Acom, specializzata nella ricerca, produzione e vendita di farmaci per strumentazioni diagnostiche in campo oncologico, ha una quota nel capitale della “Sparkle srl”. Da notare che alla base del progetto c’è un grosso investimento erogato dalla nostra regione (5 milioni di euro), ma alla fine i relativi proventi prenderanno la strada delle Marche (tranne l’1,5% di “Realtà Virtuale” che rimarrà qui).

Il progetto, inoltre, non prevede nuova occupazione locale. Prevede invece l’assunzione di una decina di ricercatori, ma è certo che il dott. Valentini se li porterà dalle Marche. Lo ha confermato lo stesso sindaco di Casarano, Remigio Venuti, rispondendo ad un’interrogazione di un consigliere comunale di minoranza. “Il nuovo insediamento produttivo registrerà il primo caso di emigrazione al contrario: da nord a sud”, disse Venuti con fin troppo entusiasmo. Una dichiarazione che poteva avere il suo effetto se la nostra città avesse vissuto un periodo di piena occupazione, ma così non è. Il ritorno economico sul territorio è quindi scarso (per non dire nullo), senza parlare della potenziale pericolosità sulla salute pubblica, e non si capisce perché il nostro Comune abbia tanto insistito nel dare ospitalità a questo investimento.

Il termine “ospitalità” non è una forzatura, perché l’ente diretto da Venuti, attraverso lo strumento del PIT9, ha in effetti risposto ad una precisa richiesta di ospitare il pericoloso insediamento produttivo a Casarano, dopo che lo stesso era stato “bocciato” dai cittadini di Sannicola. Il progetto della fabbrica di radiofarmaci, infatti, era stato originariamente redatto per la zona industriale di quel comune. Solo che quando i cittadini di Sannicola hanno realizzato di cosa si trattava (nessuna nuova occupazione locale; insediamento potenzialmente pericoloso; un affare solo per aziende non locali), si sono costituiti in comitato ed hanno fatto pressioni sull’amministrazione comunale affinché l’insediamento non si realizzasse. E così è stato. La società marchigiana ha cercato un altro insediamento pugliese ed è riuscita a trovare casa nella nostra zona industriale.

In pratica, la nostra amministrazione comunale ha lanciato al dott. Valentini un scialuppa di salvataggio (finanziamento in pericolo?), ma avremmo potuto capirlo se il Consorzio avesse promesso l’occupazione di nuova manodopera locale e avesse distribuito la maggioranza delle quote della società ad aziende locali. Ma così non è. E allora quali sono i veri motivi di questo grosso regalo che si fa alla “Sparkle”? Bisogna aggiungere che l’opposizione politica cittadina (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Casarano Amica, Venti di Libertà, Rifondazione Comunista) su questa vicenda è stata poco attenta. A parte un intervento iniziale di Forza Italia al momento del trasferimento dell’insediamento produttivo da Sannicola a Casarano (più di un anno fa), nessuno ha più sollevato la questione.

Le prime vere ombre sulla vicenda sono comparse di recente, grazie all’azione dell’associazione “Idee Insieme”, che ha insistito nell’approfondire il caso, riuscendo – non senza difficoltà - a farsi consegnare dagli uffici comunali parte della documentazione relativa al progetto. Ed hanno scoperto cose piuttosto strane. La più eclatante riguarda i pareri tecnico-amministrativi ottenuti a tempo di record.

Per poter realizzare l’insediamento produttivo a Casarano, alla “Sparkle” (la società titolare del progetto) era necessaria l’autorizzazione a costruire emessa dallo Sportello Unico del Comune (ufficio preposto al rilascio). Per ottenere questa autorizzazione, al committente (“Sparkle”) servivano preventivamente ben cinque pareri: 1) parere igienico-sanitario emesso dall’Asl di Lecce; 2) parere per la tutela ambientale emesso dallo Spesal; 3) parere di conformità emesso dai Vigili del Fuoco di Lecce; 4) nulla osta all’impiego di sostanze radioattive emesso dal Ministero per lo Sviluppo Economico; 5) parere dell’Ufficio Tecnico del Comune di Casarano. Ora attenzione alle date: il 20 aprile 2007 l’Ufficio dello Sportello Unico chiede alla “Sparkle” i suddetti pareri necessari per emettere il provvedimento di autorizzazione; quattro giorni dopo, il 24 aprile 2007, l’Ufficio dello Sportello Unico rilascia alla “Sparkle srl” il provvedimento di autorizzazione a costruire il capannone.

Il 20/04/2007 era un venerdì; il 24/04/2007 era un martedì. Tra le due date ci sono un sabato e una domenica, giorni in cui gli uffici pubblici sono chiusi. Come hanno fatto i rappresentanti della “Sparkle” a produrre in soli 3 giorni lavorativi documenti che per il rilascio ci vogliono diversi mesi? Che l’Ufficio dello Sportello Unico abbia ricevuto i pareri richiesti è certo, perché nel dispositivo del provvedimento si certifica la visione degli stessi, a meno che il suo responsabile non dichiari il falso. E allora come è stato possibile?

Secondo il parere dell’associazione “Idee Insieme” i pareri presentati a tempo di record dalla “Sparkle srl” all’Ufficio dello Sportello Unico del Comune di Casarano sarebbero quelli presentati e già utilizzati per ottenere l’autorizzazione a costruire nel Comune di Sannicola. In pratica, il committente avrebbe riciclato la documentazione già in proprio possesso, solo che serviva per un contesto diverso. “Tra le carte che ci hanno consegnato, credo per sbaglio, ci hanno dato anche due di questi pareri con il protocollo del comune di Sannicola”, ha pubblicamente rivelato Giovanni Memmi, vice presidente dell’associazione fondata dal compianto Giovanni Coletta.

Perché tanta fretta? Per l’associazione non ci sono dubbi: gli investitori rischiavano di perdere il finanziamento pubblico di 5 milioni di euro. “Idee Insieme” ha inoltre dichiarato che dalla documentazione in suo possesso ci sarebbero altre irregolarità, come l’assenza di diverse relazioni obbligatorie per legge e il parere dell’esperto qualificato in materia di medicina nucleare, anche questo obbligatorio. La vicenda è già uscita sui giornali ma, nonostante queste irregolarità (che per me sono gravi), da Palazzo dei Domenicani non è arrivato nessun chiarimento né dichiarazione. Bisogna aggiungere che la Acom, la società diretta dal dott. Valentini, è implicata nello scandalo “Farmacopoli” (corruzione e disastro colposo), inchiesta condotta dalla Procura di Torino. Questo non significa che è colpevole, la sua responsabilità non è stata accertata, ma sicuramente non si presenta bene ed è un segnale negativo.

E’ chiaro che (sempre se l’ipotesi dell’associazione è vera) l’operazione non è stata gestita con il massimo della trasparenza e con seri dubbi sulla sua legittimità. Mi chiedo: per quale motivo dovremmo mettere a rischio la nostra salute pubblica e il nostro ambiente solo per permettere al Consorzio Radion di non perdere 5 milioni di euro di finanziamento? Qual è il ritorno economico per la nostra comunità? C’è in questa città un rappresentante della maggioranza che ha il fegato di chiedere conto al sindaco di questa operazione che, sotto ogni punto di vista, mi sembra inopportuna e illogica?

Spero che il sindaco abbia il buonsenso di rispondere a queste domande che sono anche quelle dei cittadini, in particolare di quelli (e sono la metà) che lo hanno eletto sindaco. Tra l’altro, nonostante la potenziale pericolosità del progetto, la città non è stata coinvolta e, peggio, le è stata addirittura preclusa qualsiasi informazione, dovuta ed opportuna viste le caratteristiche dell’insediamento.

Intanto, la costruzione della fabbrica di radioisotopi e di radiofarmaci và avanti spedita e solo una reazione decisa dei cittadini può bloccarla. Spero che ora, alla luce di queste rivelazioni, i casaranesi non siano da meno dei cittadini di Sannicola. Serve fare pressione sull’amministrazione comunale: chiedete ai vostri consiglieri comunali di riferimento informazioni e possibilmente di bloccare l’insediamento; esprimete i vostri dubbi agli assessori o al sindaco quando li incontrate; chiedetegli qualsiasi cosa sull’argomento; scrivete a Tuttocasarano e dite cosa ne pensate. Muoviamoci finché siamo in tempo.

 

 

20/08/08 Bravo, Enzo

Finalmente qualcuno a casarano che dice nomi, cognomi e date di nascita !

PS. Su una cosa hai esagerato: non è stato bello da parte tua dire al sindaco di rispondere a queste tue domande. Questo è imperdonabile!

ledicolantepazzo

ledicolante.p@tiscali.it

 

 

 

21/08/08 L'aspetto più inquietante della vita politica e amministrativa della nostra città è individuabile nella sua capacità camaleontica. Ricordo ancora le accorate parole dei nostri amministratori nell'accogliere Don Ciotti e nell'elogiarne il suo operato e, al tempo stesso, ho ben presente, perchè constatato personalmente, le difficoltà nell'ottenere una trasparenza reale e non solo retorica, buona per i comizi e le commedie. Il credo dei nostri politici sembra essere quello di lasciar passare perchè prima o poi inevitabilmente tutto cada nel dimenticatoio e si continui come sempre ad agire incuranti delle domande e delle perplessità che partono dal basso e che fondamentalmente rivendicano il diritto di considerare la città come un bene collettivo mai delegato in toto ad una comunella di politici, amministratori e "fantomatici" esperti di settore.
 Vorrei farti alcuni esempi che io definirei paradigmatici; il primo riguarda l'amministrazione comunale, il secondo Area Sistema, che come ben saprai non sembra molto lontana nè politicamente ne fattivamente dalle scelte dei nostri amministratori. 
A nome dell'Arci "Cantieri Aperti di Casarano" chiedemmo circa 2 anni fa  la relazione dell'Università di Lecce sulle analisi e sulle ricerche (pagate dai noi cittadini) concernenti la necropoli adiacente la stazione ferroviaria. Ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. Allo stesso modo chiedemmo a nome del comitato cittadino città differente alcuni chiarimenti  sulle incongruenze statistiche riportate nei dati della raccolta differenziata: ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. Come associazione di cittadini abbiamo chiesto un dibattito pubblico sulla realizzazione della centrale a biomasse: ad oggi non abbiamo ricevuto risposta.
E' forse questo ciò che ha appreso la nostra amministrazione dall'insegnamento e dal monito di Don Ciotti sul concetto di legalità e di diritto e del rapporto tra cittadini e istituzioni?
Il secondo episodio che mi è capitato personalmente rischia davvero di essere rappresentativo del teatro dell'assurdo. Circa 4 anni fa Area Sistema ricercava delle figure professionali e venutone a conoscenze presentai domanda per "addetto stampa". Il mio curriculum non fu ritenuto sufficiente e la mia domanda rigettata, Chiesi allora di poter parlare con la responsabile per avere semplicemente delle delucidazioni sui criteri di valutazione. Fui ricevuto da una gentile signora ( se non ricordo male Angela De Santis) che cercò di spiegarmi i criteri di valutazione adottati. Quando poi le feci notare che alcuni membri della commissione esaminatrice (Umberto Vitali, Caterina De Mastrogiovanni sono alcuni dei nomi che ancora ricordo) erano anche candidati e che ciò rappresentava non solo un conflitto d'interesse ma soprattutto un offesa all'intelligenza ed al senso civico dei cittadini mi fu risposto che per problemi di bilancio (in parole semplici per risparmiare) non si erano affidati ad una commissione esterna. Esaminati ed asaminatori coincidevano e si autosceglievano, in barba alle più elementari nozioni di civiltà e di educazione. Utilizzo volontariamente il termine educazione perchè ciò che principalmente sembra mancare a questi signori è proprio il rispetto verso l'altro in nome di quella  "stupida furbizia" che, se da un lato li porta a fagocitare tutto e tutti in nome del dio denaro e dell'interesse personale, dall'altro celebra  un altissimo livello di ignoranza sociale e  di maleducazione civile. Non so se ciò rientri nell'ambito dell'illegalità: non ne ho gli strumenti ne le conoscenze per poterlo stabilire; so però con certezza che ciò rappresenta un esempio concreto d'immoralità sociale, terreno su cui si fonda il disincanto ed il distacco dei cittadini verso la classe politica e le istituzioni  

Credo che non si debba aggiungere altro se non la necessità ed il dovere di ribellarsi a questo stato di cose che ci offende relegandoci al ruolo di servitori. E' necessario ribellarsi, è necessario gridare che non è più accettabile l'idea di una giunta che consideri proprietà privata ciò che invece è un bene collettivo. E' un nostro dovere indignarci ad un'amministrazione che conferisce il 31 luglio un  premio di 82000 euro ad una singola persona quando il livello di disoccupazione ha raggiunto livelli di pericolosità sociale. E' un nostro dovere far seguire all'indignazione delle scelte coraggiose come quelle di offrire delle informazioni libere da interessi personali o da secondi fini.

Grazie  per la chiarezza ed il coraggio con cui affronti i problemi più scottanti e più nascosti della nostra città.

Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it

 

 

 

 

22/08/08 Rispondo all'articolo di Enzo Schiavano sulla realizzazione della fabbrica di radiofarmaci.
Sono veramente sconcertata per quanto sta accadendo:per ragioni di lavoro sono stata lontano da Casarano e non seguivo da tempo gli avvenimenti nè tanto meno ho letto di recente il nostro sito. A questo punto i cittadini di Sannicola risultano più intelligenti e più operosi per il bene del loro paese, rispetto a noi...tanto di cappello per i vicini di casa, ma non penso che noi siamo di meno. E' vero, forse siamo un po' distratti o poco attenti a quello che ci accade attorno, ma varie ragioni ci portano ad esserlo, tra queste la non presenza se non proprio la  non curanza da parte dei nostri amministratori,nei confronti di chi li ha votati(io no e ne sono fiera), che si azzererà da qui a non molto, ora che inizierà la campagna elettorale. Mai visti in paese anche durante le varie occasioni estive, vedi "estate al borgo", giusto anche per scambiare due chiacchiere e per far sentire alla gente che il Palazzo è vicino al paese. Ergo, da questo che può sembrare una sciocchezza, che non è, possono questi signori informare i cittadini su temi così importanti e scottanti che coinvolgono sempre e comunque il benessere del nostro paese? Perchè i cittadini di Sannicola erano informati in merito e noi no? Forse Venuti non ci ritiene così intelligenti da poter fornire una risposta adeguata sull'argomento o aveva paura che quello che bolle in pentola l'avrebbe scottato? Io opto per la seconda ipotesi, anche perchè sono costretta a rispondermi da sola...ha ragione l'edicolante pazzo nel dire che non si possono rivolgere domande al nostro primo cittadino:esperienza personale mi induce a dire che non ho mai avuto risposta alle più domande fatte. Ringrazio di cuore Enzo Schiavano, lui, come altri che portano alla luce queste questioni così complesse e mi auguro  che da questo articolo di Schiavano e dai nostri interventi si  possa smuovere qualcosa.
EVVIVA LA DEMOCRAZIA.

Fattizzo Anna Rita

giorgettone@libero.it

 

 

 

 

22/08/08 Ci risiamo! Fa caldo e in spiaggia non si sa che fare, e allora ci inventiamo un bello scoop estivo!

 Come al solito seguo con interesse il sito di tuttocasarano e come spesso mi capita intervengo, a volte garbatamente a volte meno! Stavolta è il caso meno….. perché?                                       Perché leggendo l’articolo del nuovo Don Chisciotte proprio non c’è l’ho fatta, mi prudono le mani (diceva Don Camillo), quante belle parole peccato però che proprio come Don Chisciotte Schiavano vede e dice una cosa per un’altra. Io credevo che il giornalismo, soprattutto quello”serio”, prima di fornire informazioni si documentasse, ma evidentemente sono ancora un’illusa  a proposito.         Ma andiamo per ordine :

·        IO mi sono informata e in un azienda di radiofarmaci non mi risulta che ci sia un reattore nucleare, né piccolo né grande, bensì un acceleratore lineare, cioè uno strumento che spara particelle in uno spazio molto limitato. Non capisco perché si debba spaventare inutilmente la popolazione soltanto perchè s’ignora l’argomento.

·        IO mi sono informata e so che  C’E’ occupazione locale, sia di ricercatori del luogo sia di paesi limitrofi e comunque personale del sud. Forse Schiavano non lo sapeva perché non erano amici di nessuno,  ma “semplicemente”professionisti in gamba e laureati a pieni voti.

·        IO mi sono informata dell’eventuale pericolosità sulla salute pubblica e dell’ambiente…….. ma per Schiavano quale potrebbe essere?  Perché non le giustifica? Io so che il solo pericolo lo corrono i ricercatori operanti nell’azienda.

·        IO mi sono informata e so che la domanda e relativa documentazione di realizzazione della struttura è valida per l’intera provincia e non limitativa al singolo comune anche perché, se la struttura ha criteri precisi di progettazione e realizzazione, che senso ha rifare il tutto? Solo per sperperare denaro e gonfiare i finanziamenti?

Per quello che riguarda la parte  politica non entro nel merito, non è mia competenza.

Il fatto vero e concreto è che quest’azienda può aiutare persone che sono in un momento delicato e difficile della loro vita; sapere di avere una possibilità in casa, senza affrontare viaggi della speranza, meritava da parte del giornalista almeno un’ approfondimento  della questione, non serve alzare polveroni politici sulla pelle di chi non sta bene .

Rita Stefano

antonio.pellegrino37@virgilio.it 

 

 

 

 

22/08/08 Premesse le seguenti considerazioni:

a) che in Italia esiste la libertà di opinione e di stampa;

b) che in Italia per avviare alcuni insediamenti produttivi, per la loro potenziale pericolosità, sono necessari dei pareri preventivi da parte di Organismi ed Enti preposti alla salvaguardia della pubblica incolumità.

c) che non è la prima volta che "Il Nuovo Quotidiano di Puglia", "La Gazzetta del Mezzogiorno" ed il sito "TuttoCasarano.it"  danno notizie e sollevano dubbi, circa l'operato degli Amministratori comunali, per l'iter dei permessi relativi al costruendo opificio del "Consorzio Radion";

d) che a tutt'oggi nessuna replica è giammai pervenuta dal Sindaco e/o dal responsabile Suap, sia come Amministratori Comunali che come gestori del Consorzio "Area Sistema Casarano e Comuni Associati" e del "Pit9";

e) che in Italia per alcuni reati, che possono e devono essere perseguiti d'ufficio, la magistratura trovare spunto sia dalle intercettazioni ambientali e telefoniche ma anche da notizie di stampa;

f) che qualche anno fa, in merito ad un mio articolo, di altro argomento ma che trovò spazio su un quotidiano locale, fui convocato  dai Carabinieri per delucidazioni in merito alla notizia pubblicata.

 

Tutto ciò premesso, una sola domanda:

Se gli articoli pubblicati, in primis su inziativa dell'Associazione "Idee Insieme", con dovizia di particolari espongono fatti e circostanze di eccezionale gravità e lanciano accuse di non poco conto nei cofronti delle parti interessati e competenti, come mai Carabinieri e Magistratura, che certamente avranno già letto i vari articoli relativi al costruendo opificio del "Consorzio Radion" nella zona Industriale di Casarano, nell'interesse della cittadinanza allarmata ed allertata per quanto appreso, non intervengono per aprire un fascicolo ed avviare quelle necessarie indagini tese a verificare la fondatezza delle informazioni e, conseguentemente, verificare se il tutto è posto in essere nel rispetto delle disposzioni vigenti o se sono ravvisabili reati da perseguire a norma di legge?

Francesco De Vita

francescode.vita@libero.it

 

 

 

24/08/08 Volevo innanzitutto complimentarmi con Enzo Schiavano per aver sollevato una questione sconosciuta o ignorata ai più; volevo anche rispondere alla signora Rita Stefano che sembra abbia delle fonti di informazione inattaccabili ma che dimentica di citare: afferma infatti di essersi informata circa la pericolosità del ciclotrone, e definisce lo stesso come "un acceleratore lineare, cioè uno strumento che spara particelle in uno spazio molto limitato" ma senza affrontare la parte più pericolosa del discorso. Ora è mia intenzione fare un pò di chiarezza su cosa è un ciclotrone e perchè la sua applicazione nel nostro caso è potenzialmente pericolosa. In effetti il ciclotrone in sè non è pericoloso: trattasi infatti di un dispositivo che non fa altro che accelerare in maniera circolare(e non lineare) delle particelle, che ad ogni giro acquisiscono così maggiore velocità, e fin qui nulla di pericoloso: ciò che si potrebbe vedere al massimo è un fascio di luce fuoriuscire dal ciclotrone stesso (tipo il fascio di elettroni generato all'interno di un tubo catodico presente nei normali televisori che abbiamo in casa). Quello che invece qui si vuole ottenere è la produzione di radioisotopi (i traccianti che poi vengono iniettati nel paziente sottoposto alla PET) ; per ottenere ciò, quel fascio di particelle sopra citato, va letteralmente a "bombardare" ciò che in gergo si chiama "target", del materiale cioè che colpito da queste particelle fortemente accelerate, dà inizio ad una piccola reazione nucleare a tutti gli effetti che,naturalmente, viene controllata dall'uomo (per quanto l'uomo possa controllare una reazione nucleare....). Ora credo sia chiaro a tutti, che nella produzione di qualsiasi cosa, vengono anche prodotti degli scarti: quando infatti la massaia prepara la torta, non tutta la farina va a finire nella torta stessa, ma parte di essa finisce altrove: a terra, rimane nella teglia, ecc..Nel nostro caso il discorso è identico, ma naturalmente lo scarto non è innocuo come la farina: il ciclotrone infatti è costituito dai cosiddetti "Dee" dei semicerchi metallici posti sotto tensione, dentro i quali le particelle vengono accelerate. Detti semicerchi, insieme ad altri dispositivi che adesso non sto qui a citare, devono poter essere raffreddati data l'elevata temperatura che si viene a formare, e indovinate con cosa? Con della semplice acqua, un circuito idraulico che raffredda costantemente le parti calde del ciclotrone. Viene spontaneo chiedersi che fine faccia poi quest'acqua, se il livello di radioattività di quest'acqua venga monitorato (e non dal personale interno al laboratorio....) e se la procedura di stoccaggio o di smaltimento di quest'acqua venga seguita da qualcuno che a parte l'aspetto economico della cosa, cura anche qualcos'altro. Non so se poi la Sig.ra Rita Stefano si sia chiesta come mai la produzione di radioisotopi avvenga in dei bunker e non in mezzo a dei campi di margherite; non so se la Sig.ra Rita Stefano si sia chiesta come mai questa azienda di Macerata venga ad impiantare la sua bella fabbrichetta di radiofarmaci qui a Casarano e non a casa propria...ed ancora: come Lei,Sig.ra Stefano, può affermare che la concessione per la realizzazione del laboratorio vale per tutta la provincia e non solo nel luogo originario di Sannicola dove era stata prevista? Questo vuol dire che qualsiasi punto, anche la cantina di casa Sua, potrebbe essere adatto per ospitare un laboratorio che produca radioisotopi? Si è mai degnata di andare a vedere DOVE sta sorgendo questo laboratorio? Non so se lei lo sappia, comunque La invito , Lei e chiunque sia interessato,ad andare a vedere il posto dove i lavori procedono speditamente , e soprattutto la vicinanza di case abitate a questa costruzione: uscendo da Casarano per andare a Maglie, basta superare la zona industriale e l'ex capannone Fiat, e poi prendere la prima strada a sinistra (è in leggera discesa) ed andare in fondo fino a quando incontrerete il bell'ammasso di cemento armato che va a formare il bunker dove verrà impiantato il laboratorio. Volevo inoltre ricordare che ci sono dei modelli di ciclotrone in formato ridotto, adatti ad essere installati nelle immediate vicinanze della PET e quindi negli ospedali: la produzione sarebbe quindi limitata soltanto nei casi in cui ce ne sia effettivamente bisogno. Spero di aver fatto un pò di chiarezza sull'argomento ed invito i cittadini di Casarano a riflettere su quanto questo impianto potrebbe essere dannoso per loro stessi e per l'ambiente che li circonda, e ad organizzarsi e anche a contattarmi se hanno bisogno di ulteriori chiarimenti. Non c'è denaro che possa comprare la nostra terra per questi scopi:qui qualcuno si arricchisce, sporca la nostra terra e poi se ne ritorna al suo paese...non possiamo permetterlo...non dobbiamo permetterlo....

Danilo De Marco

danilodema@libero.it

 

 

 

24/08/08 E’ probabile che la fonte delle informazioni della signora Stefano sia la stessa che ho contattato io tempo fa (se non la stessa, comunque dello stesso ambiente), perché mi ha dato le identiche risposte. Qual era la mia fonte? Un soggetto coinvolto nella costruzione della fabbrica, naturalmente! Se avessi interesse in un progetto da 5 milioni di euro, che potrebbe implicare seri problemi per la popolazione e con il rischio di perdere il relativo finanziamento, anch’io darei risposte il più possibile rassicuranti. Io, però, ho chiesto informazioni anche a fonti indipendenti e le loro risposte sono state molto diverse. La questione è opinabile, ma è chiaro che, in questo caso, mi fido di più di chi non è coinvolto direttamente nel progetto. A differenza della signora Stefano, quindi, io non ho certezze sulla vicenda. Se ha letto bene il mio intervento, sollevo soltanto alcuni dubbi, soprattutto sull’aspetto della legittimità amministrativa e sull’opportunità della scelta dell’amministrazione comunale. E’ colpa grave (tanto da ricevere gratuiti insulti) chiedere trasparenza e chiarezza al sindaco di Casarano su una vicenda così controversa? Mi permetto, infine, di definire “fuori luogo” la conclusione dell’intervento della signora Stefano, perché qui non si sta contestando l’attivazione di uno strumento di diagnostica tumorale presso una struttura ospedaliera, ma qualcosa di ben diverso. Né mi risulta che i malati andranno nella zona industriale presso la fabbrica a curarsi (se la signora ha informazioni diverse, ce lo faccia sapere). Quindi, cara signora, i malati e i viaggi della speranza li lasci da parte perché non c’entrano nulla in questa storia.

Enzo Schiavano

enzo.schiavano@alice.it

 

 

 

25/08/08 Me l’aspettavo! Era normale, non è possibile che un cittadino “comune” senza sponsor di nessun genere possa informarsi autonomamente, non è concepibile che a Casarano non ci debba essere dietro: un politico,  un costruttore o un amico di …. Per rispondere a viso aperto a chicchessia.

NON E’ SEMPRE COSI’, ora lo dico una volta per tutte: IO non sono la prestanome di NESSUNO! Andando per gradi rispondo al Sig Danilo De Marco: io non ho tralasciato la parte più pericolosa del discorso, solo mi sembrava inopportuna in questa sede; per carità, è sicuramente lecito chiedersi dove andranno a finire gli scarti derivanti dalla produzione dei radiofarmaci,  ma non mi sembra il caso di dare per scontato che questi possano essere smaltiti in modo illecito o, comunque, non regolare. Perché si vuole per forza vedere il marcio? e alzare delle polemiche prima ancora di informarsi, con chi di dovere, su qual’è la destinazione di tali rifiuti? Inoltre, lo dice Lei stesso nel testo del suo commento: parla di azienda di Macerata, ed infatti così è! l’azienda già esiste nelle Marche; anzi, non so se Lei sa che ne sta nascendo un'altra a  Ruvo di Puglia, pensa che anche lì i cittadini siano poco informati? se Lo ritenesse opportuno, può tenere una lezione di fisica nucleare da loro…

Per la documentazione probabilmente mi sono espressa male, io intendevo dire che essendo le norme di sicurezza, le modalità di costruzione, e i requisiti del luogo regolamentati da norme provinciali, non è necessario che vengano rifatte per ogni comune a cui si chiede l’autorizzazione a costruire. A meno che Lei non pensi che noi Casaranesi siamo diversi degli altri abitanti della provincia. 

I O so dove sta nascendo questo laboratorio, ed è per ragioni personali e private che riguardano il luogo di costruzione che mi sono informata.

Ora per rispondere a Lei Sig Schiavano,  lo ripeto e ribadisco: IO NON HO INTERESSI PERSONALI, NE’ TANTOMENO CONOSCO QUALCUNO DEL GIRO.

La mia “fonte “è solo la mia curiosità; può sembrarLe strano, ma anche chi non è giornalista vuole saperne di più.

 Se legge  attentamente, io non mi permetto di insultarLa ma obbietto quanto da Lei affermato….

·        Lei dice che c’è un rettore e non è così;

·        Lei dice che non ci sono professionisti locali e non è cosi;

·        Lei dice che può essere pericoloso, ma non spiega come e in che misura.

Per la questione burocratica non so e non mi sono espressa, io le ho risposto con dati certi,       se questo è offendere………..

Per quanto riguarda la questione “malati”, se Lei è informato saprà anche che il centro ospiterà un laboratorio di ricerca, dove verranno sviluppate e sperimentate nuove molecole per la diagnosi e cura di malattie che ad oggi, purtroppo, non sono ancora curabili.

Infine, mi sembra che questa diatriba tra Guelfi e Ghibellini non abbia senso; sarebbe più logico chiedere chiarimenti direttamente all’azienda in un incontro pubblico, in presenza dello stesso sindaco. Quale occasione migliore per fugare tutti i dubbi?

Rita Stefano

         antonio.pellegrino37@virgilio.it 

 

 

 

 

26/08/08 A proposito dei radiofarmaci vorrei ricordare alla signora Rita Stefano quanto sia leggittimo avere dubbi e quanto sia importante che a farlo sia un giornalista in quanto può darne maggiore visibilità. Ora non so chi abbia ragione e chi no, chi sia in regola e chi no... ma è importante non dare risposte certe sia da una parte che dall'altra se non si hanno i documenti in mano. Per questo accolgo la proposta della signora Stefano a creare un'occasione di incontro col sindaco per discuterne visto che, secondo me, l'errore peggiore è stato proprio questo: non invitare i cittadini in una discussione democratica. E comunque non mi stupisco più di tanto di questa giunta che di trasparente non ha più nulla.
Remo Tomasi

remotomasi@libero.it

 

 

 

 

26/08/08 Rispondo alla replica della Sig.ra Rita Stefano , sperando però che il discorso non diventi un qualcosa di personale tralasciando così il motivo principale per il quale è stato aperto.
Lei, gentilissima Sig.ra Stefano, definisce addirittura impossibile che "un cittadino “comune” senza sponsor di nessun genere possa informarsi autonomamente, non è concepibile che a Casarano non ci debba essere dietro: un politico,  un costruttore o un amico di …. Per rispondere a viso aperto a chicchessia."; Le posso soltanto dire che forse dovrebbe rivedere un attimo questa sua teoria, in quanto l'informazione, adesso, è accessibile a chiunque voglia saperne un pò di più su quanto, invece, l'Amministrazione Comunale tace; purtroppo non sono in grado di tenere lezioni di fisica nucleare presso nessuno, quello che ho scritto nel mio intervento precedente è solo il frutto di una semplice ricerca su internet, unitamente a quel poco di fisica che studiavo a scuola anni fa. Mi stupisce e mi intristisce il fatto che Lei ritenga impossibile che un semplice cittadino "figlio di nessuno" possa interessarsi al discorso in maniera autonoma, senza giochi di potere di sorta: non credo che i casaranesi siano tutti delle pecore in dei greggi con a capo dei pastori in giacca e cravatta. Io non ho mai affermato che Lei sia la prestanome di qualcuno, non mi sarei mai permesso di dire qualcosa di simile, non La conosco nemmeno, però poi mi dispiace che sia proprio Lei a mancarmi di rispetto e a classificarmi come una pedina controllata da qualcuno. Nella sua risposta poi asserisce di non aver tralasciato la parte più pericolosa del discorso in quanto " inopportuna in questa sede ": questa discussione è stata aperta "in questa sede"  proprio perchè di un potenziale pericolo si vuole parlare, di un pericolo che io, e spero anche altri, non mi sento di correre. Di quello che succede nelle Marche effettivamente non mi sono documentato, dato che il mio interesse ,in questo caso,  è la salvaguardia del mio territorio e della mia salute: se la costruzione di un impianto per la produzione di radiofarmaci nelle Marche non desta alcuna preoccupazione in quei cittadini io non ci posso fare granchè: io Le posso solo dire che non mi sta bene che sulla mia terra vengano a costruirci strutture che potrebbero mettere a repentaglio la mia e l'altrui sicurezza a causa di scellerate decisioni da parte dell'Amministrazione Comunale; strutture che non creano occupazione locale (lo ha affermato proprio il sindaco Venuti), strutture i cui proventi sicuramente non danno da mangiare ai miei paesani , bensì ingrassano le tasche di imprenditori senza scrupoli. Non ho mai definito come certa l'errata gestione degli scarti di produzione: avessero prodotto miele non mi sarei nemmeno posto il problema, ma in questioni dove gli interessi economici sono molto alti, viene automatico pensare che ci possa essere del "marcio", come lei definisce,  e che qualcosa possa non andare per come dovrebbe; mi consiglia inoltre di informarmi "con chi di dovere" circa la destinazione di tali rifiuti: Lei crede che io debba chiamare il Dott. Valentini per farmi rassicurare circa gli scarti che la sua stessa fabbrica produce? Se i cittadini di Ruvo di Puglia sono insensibili o meno al rischio che potrebbero correre non lo so: sono però convinto che le decisioni che vengono prese quando si decide di costruire qualcosa di simile, vengono prese, come nel nostro caso, senza minimamente preoccuparsi dell'opinione dei cittadini stessi: imprenditori senza scrupoli bussano alle porte di piccoli centri per farsi dare degli spazi dove poter fare ciò che vogliono, e gli organi che dovrebbero rappresentarci e fare i nostri interessi agiscono invece in maniera del tutto autonoma, quasi nottetempo ed in punta di piedi, sperando che nessuno senta i pesanti passi delle loro malefatte. Non voglio pensare,  Sig.ra Stefano, che lei sia insensibile come loro , credo che Lei sia una cittadina casaranese come me e come tale tenda ad aspettarsi almeno il rispetto da chi gestisce i nostri soldi e soprattutto il nostro territorio; continuo a non vedere realizzati spazi che possano ospitare le attività ricreative dei cittadini, continuo a vedere sempre meno spazi verdi, spazi che possano essere vissuti, non vedo nemmeno interesse o propensione ,se non a creare, almeno a preservare questi pochi spazi: di fronte ad una decisione che dovrebbe essere presa considerando tutti gli aspetti che essa comporta sul territorio e sullo sviluppo dello stesso, Lei crede che io debba aspettare la spinta di qualcuno per poter parlare? Non mi impunto sulla non-realizzazione di questo insediamento: esigo, ripeto , ESIGO , io come credo molti altri, che ci sia più trasparenza verso i cittadini, che si discuta l'argomento in pubblica piazza, facendo intervenire chi di fisica nucleare ne sa molto di più di quanto io ho scritto; si è fatto tutto molto, troppo in fretta, è questo che genera sospetti e che fa presagire la presenza del "marcio" di cui Lei parlava nella sua risposta. Un incontro tra Amministrazione e una rappresentanza del consorzio in questione nemmeno mi pare  una gran cosa: farebbero la parte del Gatto e della Volpe e a noi non rimarrebbe che interpretare il ruolo di Pinocchio. Spetta a noi muoverci in ogni direzione possibile, esigendo CHIAREZZA su questa faccenda, e soprattutto, esigendo RISPETTO da chi prende le decisioni per conto nostro.
Danilo De Marco

danilodema@libero.it

 

 

 

26/08/08 Premesso che non mi permetto di entrare nel contesto tecnico dell'argomento perchè non mi appartiene, anzi colgo l'occasione per fare i complimenti a Danilo De Marco per il suo intervento, molto esaustivo in merito!!! vorrei soffermarmi invece su di un passaggio che ho letto nell'articolo della Sig.ra Rita Stefano e cioè " per carità, è sicuramente lecito chiedersi dove andranno a finire gli scarti derivanti dalla produzione dei radiofarmaci,  ma non mi sembra il caso di dare per scontato che questi possano essere smaltiti in modo illecito o, comunque, non regolare." per carità, basta col pensare sempre al peggio, ma dopo quanto letto negli interventi, dopo aver appreso i rischi che si potrebbero correre, oltre allo smaltimento poco legale dei rifiuti, ci sarebbe, anche il rischio dell'inquinamento della nostra già poca acqua, allora se permette sig.ra Rita Stefano, io mi chiedo, visto " l'importanza " di questo impianto, sia per scopi professionali, a quanto lei dice, sia a scopi prettamente ambientali come dicono in molti, mi chiedo come mai il nostro sindaco non abbia quanto meno informato i suoi cittadini di quanto sta succedendo in quel cantiere!!!!!??? anzichè far passare a quanto sembra il progetto in due giorni lavorativi!!!, prima dell'inizio dei lavori, prima del posizionamento della prima pietra, io mi sarei aspettato allora l'incontro che lei dice con la cittadinanza, visto che qui si parla di terra e acqua, fino a prova contrari, ancora beni comuni, visto, ripeto l'importanza di questo impianto, mi chiedo perchè tanto silenzio???, perchè tutto celato sotto un sottilissimo e preoccupante velo di non curanza per le persone, e pensieri altrui??? come lei dice, basta con i soliti sospetti, ma ammetta almeno che il comportamento di questa amministrazione non aiuta ad essere ottimisti per il futuro!, e visto i rischi che si potrebbero correre a causa di questo impianto, conceda almeno a chi a questa terra ci tiene ancora, e non la vuole svenderla... il beneficio del dubbio!!!

Omar Sarcinella

ombradelvento@alice.it

 

 

 

 

29/08/08 Egregio Direttore, con riferimento a quanto affermato dalla Signora Rita Stefano nell’intervento del 22/08/2008:

IO mi sono informata e so che la domanda e relativa documentazione di realizzazione della struttura è valida per l’intera provincia e non limitativa al singolo comune anche perché, se la struttura ha criteri precisi di progettazione e realizzazione, che senso ha rifare il tutto? Solo per sperperare denaro e gonfiare i finanziamenti?” (sic)

nonché a quanto dalla stessa signora ribadito nella replica del 25/08/2008:

“Per la documentazione probabilmente mi sono espressa male, io intendevo dire che essendo le norme di sicurezza, le modalità di costruzione, e i requisiti del luogo regolamentati da norme provinciali, non è necessario che vengano rifatte per ogni comune a cui si chiede l’autorizzazione a costruire. A meno che Lei non pensi che noi Casaranesi siamo diversi degli altri abitanti della provincia” (sic),

desidero puntualizzare quanto segue:

1)      il solo fatto che l’Azienda in oggetto dovrà impiegare, detenere, manipolare, trasportare “materiale radioattivo” (al di là delle giuste ed esatte considerazioni fatte dal Sig. De Marco) fa sì che l’attività di che trattasi ricada nell’elenco delle Aziende soggette al controllo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco; in particolare, per la natura stessa dell’attività svolta, l’azienda in questione ricadrà in più punti dell’elenco di cui sopra, ossia nei punti 75, 76, 77, 78, 79 e 80 di cui all’Allegato B al DMI 16/02/1982; pertanto, in virtù della legge 26/7/1965 N° 966, del DPR 29/7/1982 N° 577 e del DPR 12/1/1998 N° 37 è necessario chiedere, al Comando Provinciale dei VV.F , il Parere di Conformità Antincendio (come giustamente affermato nell’articolo  del dott. Schiavano);

2)      le modalità di richiesta del Parere di Conformità Antincendio sono stabilite dai disposti legislativi sopra menzionati oltre che dal DMI 10/03/1998  e DMI 04/05/1998;

3)      le norme di prevenzione incendi già citate  prescrivono, tra le altre numerose cose, che tra gli elaborati grafici da presentare al Comando Provinciale dei VV.F. ci sia una “planimetria dalla quale risulti l’ubicazione dell’attività, le condizioni di accessibilità all’area, la viabilità al contorno, gli accessi pedonali e carrabili, le distanze di sicurezza esterne, le risorse idriche della zona quali pozzi, corsi d’acqua, ecc., gli impianti tecnologici esterni quali cabine di trasformazione, elettrodotti, reti di distribuzione del gas, ecc. nonché quanto altro del contesto territoriale in cui l’attività si inserisce, ecc. ecc..” [Punto A.3 dell’Allegato I al DMI 04/05/1998]

È del tutto evidente, quindi, che, non per una mera questione burocratica, ma per reali esigenze di sicurezza, un parere espresso per un’attività da installarsi, ad esempio, a Casarano non potrà essere ritenuto valido se l’attività dovesse poi essere ubicata a Collepasso; ancora, un parere espresso per un’attività da installarsi a Casarano nella Zona Industriale non potrà essere ritenuto valido se l’attività dovesse poi essere ubicata a Casarano in Contrada Manfio.

E tutto quanto detto finora si riferisce unicamente all’aspetto della prevenzione incendi, ossia solo ad uno dei numerosi aspetti riguardanti la sicurezza di un’attività che, per la sua stessa natura, presenta problematiche numerose, di diversa specie e comunque complesse e, dunque, non è certo esaustivo di tutti i problemi tecnici di sicurezza che un insediamento di questo tipo comporta.

Concludo infine rivolgendo alla gentile Signora Stefano, ed a quanti altri desiderano approfondire l’argomento relativamente all’installazione di un ciclotrone, l’invito a consultare le varie leggi di recepimento delle Direttive Europee Euratom.

Con i migliori saluti.

Carlo Greco

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