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Remigio Venuti

Teofilo Stevenson, storia d'altri tempi

 

 

Di Gabriele Bastianutti

gbastianutti@tiscali.it

Casarano, 04/08/09

 

Teofilo Stevenson è stato campione olimpico nella categoria dei massimi per ben tre volte.

Teofilo fu un vero campione non solo per aver rifiutato 5 milioni di dollari - offerti dagli statunitensi per passare dai dilettanti ai professionisti - ma soprattutto per aver rispettato  sempre gli avversari anche dopo averli messi al tappeto, per la dignità dimostrata sul ring, per il suo essere un povero boxer cubano che ha preferito l’affetto del suo popolo alla ricchezza ed alla corruzione. Dopo averlo visto aiutare un avversario a rialzarsi, mio padre esclamò: ”vedi Gabriele, questo è un vero campione e non lo è perché vince, ma per come vince”.

Ho sempre nutrito ammirazione per chi, dopo aver combattuto con forza, riconosce dignità ai propri avversari; al contrario non ho mai stimato chi è ossequioso verso i più forti per poi infierire sugli stessi quando finiscono di essere vincenti e  perdono il loro potere. Fin troppo facile e – mi si permetta - anche un po’ meschino.

Da tempo ho espresso la mia critica verso l’operato della giunta Venuti e l’ho fatto nella maniera più diretta; oggi però, non voglio schierarmi tra quanti la utilizzano come capro espiatorio, come una sorta di male assoluto al cui confronto anche il surrogato del berlusconismo appare poca cosa.

Molti tra coloro che oggi criticano aspramente l’operato di  Venuti, sino a pochissimo tempo fa vivevano nella sua corte e se non ricordo male, lo sostenevano difendendo il suo operato anche quando l’evidenza dimostrava il contrario.

Oggi, non ho difficoltà, da avversario politico, nel riconoscergli comunque il merito di aver agito sempre nell’ambito della prospettiva politica; lo ha fatto con la furbizia che lo caratterizza ma esclusivamente all’interno del linguaggio della  politica, tant’è che nessuno dei suoi “avversari” mi risulta lo abbia mai denunciato per illeciti o illegalità.

Le sue dichiarazioni da segretario del partito che ha contribuito maggiormente all’elezione di De Masi sono tutte condivisibili: dal malumore per l’assessorato assegnato alla sig.ra Fersino alla critica per l’atteggiamento avuto dal neo sindaco nei confronto del Pd.

Ho paura che si stia perdendo da più parti il senso della collettività e della politica quale strumento di emancipazione e crescita collettiva. L’accento individualistico, l’operazione di marketing di questa nuova giunta obbedisce a delle logiche che appartengono molto di più al mondo del mercato che a quello del sociale. Ho assistito incredulo alla presentazione della giunta ed al primo consiglio comunale: jingles di accompagnamento, telecamere, applausi, il tutto in stile cerimonia auto promozionale.

 Ma non è questa la politica berlusconiana che la sinistra ha sempre combattuto? Non è questa la forma più deleteria della politica ridotta a mero personalismo?

Di sicuro questa politica-show non apparteneva al già dimenticato Venuti, del quale tutto si potrà dire ma bisognerà riconoscergli la stoffa dell’uomo di partito.

Ho combattuto Venuti quand’era sindaco, quando gestiva e amministrava il potere; se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, allora ho il serio timore che bisognerà combattere con maggior forza quest’idea della politica costruita senza ideali e che  obbedisce ad obbiettivi e logiche manageriali. La società non è, né mai sarà assimilabile all’idea di azienda; il tempio, la cattedrale sulla quale edificare i nostri bisogni e il nostro futuro si costruisce nell’area della socialità, nel rispetto dell’opinione diversa, sul terreno del dissenso e della dialettica.

E a coloro che mi furono compagni nell’ultima querelle elettorale, a chi preferì non mantenere l’equidistanza al ballottaggio, votando e facendo votare  il dott. Casciaro esponente del Pdl, a loro rammento il pericolo delle bio-masse e del berlusconismo che, se non ricordo male, addebitavano con veemenza al candidato De Masi. Ricordo l’appello alle nostre coscienze di uomini e genitori. Cos’è cambiato? E’ stato azzerato il progetto  Heliantos  2? E’ cambiato il vostro giudizio sulla pericolosità di ciò che Travaglio ha definito il berlusconismo? Non vorrei che il vostro silenzio fosse il sintomo di quell’equazione quanto mai assurda e deleteria secondo la quale qualunque scelta che non annoveri Venuti è già di per sé una conquista. Negli anni 30 i tedeschi commisero un errore simile preferendo il benessere economico  del Nazismo alla povertà della socialdemocrazia.

Non capite che il vero pericolo non è il Berlusconi in se e per se  quanto  quell’idea narcotizzante del successo personale, quel fare berlusconiano, quella falsa e ipocrita filantropia che coniuga le istanze cristiane al più becero razzismo,  che si inerpica nei nostri pensieri facendoci accettare ciò che sino a poco tempo fa ritenevamo la causa principale dell’involuzione del nostro vivere?

Se l’uomo come singolo è il centro di innumerevoli rapporti, con la natura, con la propria fisicità, con gli altri uomini, con le realtà ideali di cui egli è dall’ambiente fatto erede e partecipe, e se al di dentro di questo nodo di  rapporti egli opera con libertà,  ciò avviene soprattutto in virtù di quella concezione di politica che non è mai il surrogato di interessi individualistici: essa è la forma entro la quale la sua libertà potrà attuarsi.

Sosteneva un vecchio professore di filosofia del diritto: ” Insegna più educazione civica il maestro il quale si preoccupa che le attività interne della sua scuola risultino il più possibile dalla cooperazione ben distribuita, e autonomamente discussa e decisa, degli allievi, che non quello il quale fa loro studiare un trattato di diritto costituzionale e all’occasione toglie loro la parola di bocca gridando : Qui dentro il padrone sono IO!”

Caro Remigio se avessi mantenuto fede alla tua parola che ci rassicurava sul fatto che la candidatura di De Masi fosse un argomento chiuso, forse, oggi, saresti riuscito ad impedire che anche all’interno del tuo partito qualcuno adesso possa dire: Qui dentro il padrone sono IO!

E’ sempre la vecchia storia del servo che diventa padrone del padrone e del padrone che diviene servo del servo.  Sei rimasto vittima del tuo stesso parto.   

05/08/09 Mi è giunta voce che qualcuno abbia interpretato il mio articolo come un'accusa rivolta a delle persone in particolare. Niente di tutto ciò.
Il mio articolo chiamava in causa indistintamente tutte le persone, candidati e non, che in campagna elettorale hanno condiviso un percorso di denuncia e di critiche anche aspre, mentre adesso, stranamente, sono silenti. Alcuni, anche dopo aver criticato, sono sempre pronti ad
omaggiare il signore di turno...ed è a queste persone che indirizzo il mio biasimo! 

Gabriele Bastianutti
 

 

 

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