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marco travaglio

Attenzione alla "Travaglite"

 

 

 

Di Alberto Cavallo

alberto.cavallo75@libero.it

Casarano, 24/05/2008

 

Io non mi sono ancora fatto un'idea precisa di questo Travaglio, ma dopo questi articoli di D'Avanzo su Repubblica (che proprio berlusconiani non mi pare che siano) qualche dubbio sulla sua onestà intellettuale mi è venuto.



http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html


http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/fatti-verita/fatti-verita.html

 

 

 

Quando la mitizzazione si sostituisce alla mobilitazione
 

"I liberatori non eistono. Sono i popoli che si liberano da sè." (Ernesto Guevara)

 

Gli attacchi portati avanti contro travaglio nell'ultimo periodo sono chiaramente un serio attacco alla libertà giornalistica in toto.
Travaglio dovrebbe essere attaccato, per accuse di tipo personale, solo da provvedimenti di tipo personale (giudiziari ad esempio), senza mettere assolutamente in dubbio i contenitori giornalistici che decidono di ospitarlo. Non condivido la scelta di Santoro di offrire nella sua trasmissione spazio ad elementi ultra populisti quali Grillo, Travaglio e Sgarbi, ma la rispetto, perchè la libertà giornalistica ed editoriale è fondamentale.
 
Per quanto riguarda la considerazione più particolare del personaggio Travaglio, credo che non si possa in alcun modo analizzare la natura ed il successo di questo giornalista senza analizzare il livello politico attuale in Italia.
Lo stato di profonda insicurezza in cui versa il nostro paese in questo momento ci ha portato a cadere nel calderone di 2 populismi incrociati. Da una parte il partitone berlusconiano, che ha messo insieme la retorica spumeggiante di Forza Italia e la pervasività territoriale di AN, regalandoci un clima di grandissima intolleranza ed aggressività, sfruttando la sponda dei nuovi fascismi e dei malumori regionalisti-indipendentisti della Lega. Dall'altra il partito del "sono tutti delinquenti, affidiamoci ai pochi eroi che ci sono rimasti".
Così, in un clima di santificazione dei vari Grillo, Travaglio, Di Pietro, ecc. si cavalca l'onda della critica alla sovrastruttura-politica marcia senza portare un attacco a quelli che sono i veri grandi sistemi di controllo (controllo anche dell'apparato politico) e di sfruttamento. In questo modo, alla partecipazione reale, alla militanza attiva, si sostituisce una firma a qualche proposta referendaria scritta dal grande eroe. All'attivismo sindacale, studentesco, si preferisce la ricerca del pietismo mediatico.
E' alimentando questo clima che, colui che accusava il ponte di essere inutile e dannoso, appoggia la campagna elettorale di chi nel governo Prodi si è battuto per salvare la società "Ponte sullo Stretto", la campagna elettorale di un partito che ha raddoppiato i suoi voti pur rappresentando sul territorio meno di una cacca di piccione.
Un'alternativa politica forte a Sinistra ha permesso che si andasse alla ricerca della salvezza facile, che non potrà mai arrivare nè per miracolo divino nè per indagini della magistratura. Il problema va ricercato nella società e nei problemi reali della gente. Solo da una Sinistra che riesca a tornare nel cuore degli scioperi e delle mobilitazioni (ad es. quelle in Campania di questi giorni), che riesca a spingere alla "mobilitazione del disagio" potrà nascere un'alternativa all'attuale stato di cose.
Alla luce di tale ragionamento non bisogna chiedersi chi è veramente Travaglio, ma le domande sono altre.
Le Domande...
Chi è che costringe i lavoratori ad orari improponibili per portare a casa uno stipendio dignitoso?
Chi mangia sulle nostre teste?
Chi c'è dietro al teatrino?
Qual'è il mondo che vogliamo costruire e come possiamo realizzarlo?
Saluti
Emanuele Miraglia

emanuele86mir@hotmail.it
 

 

 

 

24/05/08 Caro Alberto, io un’idea su Travaglio me la sono fatta, ho avuto la possibilità di ascoltarlo dal vivo due volte, ho letto qualche suo libro, lo guardo in TV le volte che va da Santoro. Travaglio come ben sai, ha scritto numerosi libri, trattando persone coinvolte in avvenimenti molto delicati e, ci aggiungerei anche pericolosi, visto il paese in cui ci troviamo. Berlusconi, è uno dei bersagli preferiti, ma non perché abbia delle particolari antipatie verso questo imprenditore/politico ma perché Travaglio è un giornalista a cui stanno a cuore alcuni temi, fra cui credo, soprattutto le sorti del nostro paese, come a moltissimi italiani.

Non è certo colpa di Travaglio se Berlusconi vive in una situazione di conflitto d’interessi che in un atro paese democratico gli impedirebbe di essere capo del governo?!!!

Non è colpa di Travaglio se Berlusconi è stato inquisito numerosissime volte e i suoi processi si sono conclusi con prescrizioni, qualche condanna, e tante assoluzioni, molte perché lo stesso Berlusconi, con il suo governo, aveva depenalizzato i reati di cui sapeva essere inquisito!!!

Marco Travaglio, sa bene che maneggia “materiale pericoloso”, per cui, nei suoi libri, o nei suoi articoli, non parla mai a vanvera, ma descrive fatti o atti già depositati in Tribunale, perché sa che i legali di Berlusconi, non aspettano altro che un suo passo falso per poterlo zittire. Quindi, generalmente Travaglio si preoccupa di farci conoscere i fatti che normalmente non ascoltiamo in TV, o leggiamo sui giornali.

Non dobbiamo scandalizzarci di Travaglio, se qualche volta, eccede nel fare qualche paragone sfacciato (vedi le muffe), come è successo con la vicenda Schifani, nessuno è perfetto, ma questo non ridimensiona certamente i suoi grandi meriti.

Eugenio Memmi

tuttocasarano@tin.it

 

 

 

24/05/08 Vorrei inserire questo link nella lettera del sig. Cavallo

 

 

 

 

 

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