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  oggi vi segnaliamo il blog: genitori scuola salento

“Una città dove vale la pena crescere dei figli”

 

 

 

Di Rocco Morgante

rocco_morgante@libero.it

Casarano, 26/11/08

 

 

Caro Eugenio, alcuni giorni fa mi sono recato a Torino (città dei miei studi universitari), perchè avevo voglia di vedere personalmente quanto fosse cambiata quella città negli ultimi anni, incuriosito dai racconti entusiastici di un’altra torinese residente a Casarano rientrata da poco da una vacanza in quei luoghi. Il primo giorno mi sono incamminato per le strade del centro: strade ampie con grandi piazze ricche di storia, di tradizione e di innovazione: ho attraversato piazza Carlo Felice e Piazza San Carlo sostando al Caffè Torino; ho potuto ammirare Via Roma con i suoi bei negozi e i luoghi storici rappresentati dal Palazzo Reale e palazzo Madama. Continuo la mia passeggiata tra Piazza Carlo Emanuele II e Piazza Vittorio Veneto per arrivare alla Mole Antonelliana dove visito il Museo del Cinema. A tarda sera mi sono recato ai Murazzi intrattenendomi in uno dei tanti piccoli luoghi d’incontro per giovani e meno giovani ad ascoltare musica jazz.

Il giorno dopo, mi sono diretto al Lingotto attualmente sede di un centro commerciale e della Pinacoteca Agnelli: un luogo della storia industriale trasformato in luogo di cultura e di commercio.

Non ancora soddisfatto mi sono recato in un vecchio quartiere, San Salvario, un posto che in paRocco Morgantessato si era connotato per il degrado causato dalla presenza non sempre “integrata” e “tollerata”degli immigrati, e che adesso invece è diventato un luogo di incontro di culture diverse, curato nella sua diversità: gli immigrati divenuti torinesi, persone uguali e diverse nella loro identità culturale, persone aperte d’animo e di mente, accoglienti, consapevoli, ironiche, belle ed eleganti dentro e fuori. Ho passeggiato tanto, io e tanta altra gente, giovani, anziani, immigrati, a spasso per una città dove camminare è facile e piacevole, centro chiuso al traffico delle auto, trasporti pubblici funzionanti e soprattutto utilizzati, lavoratori, professionisti, giovani che utilizzano il mezzo pubblico e in poco tempo raggiungono ogni angolo della città.

Tuttavia l’aspetto che mi maggiormente colpito è stato scoprire e percepire che Torino, quella grigia e fredda città industriale, ricordata in passato esclusivamente per la Fiat e il suo indotto, è divenuta un centro culturale e soprattutto “Città amica dei bambini”, come risulta dal decimo rapporto di Legambiente sulle politiche a favore dei bambini “Ecosistema Bambino 2007”: Torino al primo posto in classifica per la sostenibilità urbana per l’infanzia, l’Amministrazione della città piemontese quella che lavora meglio per i bambini.

Per un attimo mi son chiesto di chi fosse stato il merito, e così scorrendo le pagine web dedicate, ho dato uno sguardo al programma elettorale del Sindaco torinese – Sergio Chiamparino (PD) - del 2001 e del 2006. Ho capito così che la trasformazione di quella città era merito di quella persona che aveva focalizzato l’attenzione su una categoria in particolare: i bambini.

Un rapido sguardo all’indice e leggo il titolo della prima parte del programma: “una città dove vale la pena crescere dei figli”, una città che si vuole rendere a misura di bambino e per ciò solo ancor più adatta al genitore, al lavoratore, all’imprenditore, al professionista; un programma che ha posto al centro la vivibilità della città intesa in tutte le sue sfaccettature e che ha posto l’uomo al centro del sistema.

Quel programma ben dettagliato, quasi una “poesia”, scritto per mano di autori dotati di una sensibilità umana particolare, forse anche un po’ sognatori ma nello stesso tempo realisti e concreti, che sono stati in grado di comprendere che l’era del binomio FIAT-TORINO era finita e che da li bisognava ripartire per costruire giorno per giorno, prescindendo dai grandi progetti faraonici senza tralasciarli (vedi l’organizzazione che ha portato all’evento olimpico 2006), a piccoli passi, pone la gestione della quotidianità, quale base per la programmazione del lavoro di cinque anni. Un programma che pone il lavoro prima di tutto e in stretta correlazione l’esigenza di favorire l’incontro domanda/offerta attraverso il potenziamento di servizi di supporto, consulenza e orientamento efficaci; un programma che punta a favorire l’insediamento di nuove attività economiche e attrarre investimenti dall’esterno soprattutto nei settori dell’ICT; un programma che punta sui giovani e allo stesso tempo considera gli anziani come risorsa tanto da istituire il “Consiglio dei Seniores”; un programma che individua nella riqualificazione del territorio urbano e nella cura del decoro della città la premessa di interventi più imponenti nei settori dell’arte e del turismo; un programma che vede nell’educazione (non solo formale) di bambini, giovani e adulti un elemento di crescita culturale e sociale da attuarsi attraverso un’azione congiunta tra tutti gli attori pubblici e privati.

Un programma che va letto sino in fondo, anche nelle sue premesse: il crollo del gigante FIAT negli anni 90, che sembrava dovesse comportare il declino irreversibile della città, è stato non solo un evento negativo ma è stato un input, un occasione per indirizzare energie e risorse, pubbliche e private verso diverse strategie di sviluppo; un po’ come dovrebbe succedere nella “nostra Città ideale”, in cui il venir meno di quell’altro binomio FILANTO-CASARANO dopo aver prodotto la destabilizzazione del sistema economico casaranese deve lasciare spazio ad altro, ad altre idee, e soprattutto al recupero dell’identità dei luoghi e delle persone.

Concludo: dopo aver letto questo programma, visitato Torino e parlato con la gente che vive quella città non provo più meraviglia alla notizia che nel 2007 il Sindaco di quella città sia stato considerato, in Italia, l’amministratore che godeva della maggior fiducia da parte dei suoi concittadini. 

  Vi invito a leggere questo documento in allegato… ne vale la pena! (pdf) 

 

 

28/11/08 Carissimo Rocco, innanzitutto complimenti per la tua lettera, molto bella e condivisibile sotto tutte le sue forme!

questo tua lettera però mi suggerisce di porti una semplice domanda: Ma perchè il tuo partito che di di fatto governa Casarano da oltre 15 anni, non è riuscito neanche lontanamente a realizzare una Casarano vicina a quella che descrivi nella tua lettera??? Il tempo e le risorse economiche per attuare un cambiamento, non credo che siano mancate!!! Forse... amministratori incapaci...????!!!!!
Cordiali Saluti

Omar Sarcinella

ombradelvento@alice.it 

 

     

 

 

               

 
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