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ZONA INDUSTRIALE, L'AMPLIAMENTO? UN GIOCO

DA SCATOLE CINESI

di Eugenio Memmi, Casarano 06/11/04

 

 

Non sono un tipo a cui piace far polemica, è contro la mia natura, ma “sfortunatamente” sono una persona che si pone delle domande quando mi accorgo dell’esistenza di qualche problema, così nascono le mie riflessioni che trascrivo su questo spazio, sperando che servano a qualcosa e a qualcuno. L’altro giorno, Enzo Schiavano scriveva sul Quotidiano del ritardo macroscopico con cui la procedura per l’ampliamento della zona industriale  “impantanata” a Bari dal 2001, fra domande e chiarimenti, avesse causato per la città forti perdite in termini di investimenti e di occupazione. Colpa dell’immobilismo della Regione…. colpa secondo me non solo della Regione, io intravedo in questo lassismo regionale anche una complice mollezza comunale. “Se volere è potere”, mi sa che in questo caso  il nostro buon sindaco non abbia insistito come dovuto nelle stanze baresi. Il caro Remigio vista l’esplosiva situazione di crisi, avrebbe dovuto fare le tende e le barricate a Bari per ottenere dalla Giunta Regionale l’ampliamento della zona industriale. In Italia, solamente se c’è di mezzo il pallone si riescono a fare i miracoli, se pensiamo che in pochi giorni uno stadio inagibile è stato messo sottosopra  da 50 operai, smontato quattro torri pericolanti per l’illuminazione, sistemati bagni, impianti elettrici, e si è riusciti ad avere di sabato l’agibilità per un incontro di calcio, mi domando perché lo stesso impegno non venga profuso per un’esigenza molto, molto più importante di una partita di pallone.