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PIAZZA DIAZ, DA PROBLEMA A RISORSA!

di Eugenio Memmi, Casarano 09/12/04

 

 

Stasera, passeggiando con il mio amico Fiore in piazza Diaz, osservavo come in quell’ammasso di ruderi che è oggi la nostra piazza, l’ingegno dell’uomo fosse riuscito a realizzare una passerella per il passeggio e lo shopping, rivestita di moquette verde, abbellita ai lati con piante ornamentali, da luminarie,  sottraendo spazio inutilizzato al confinante cantiere  per una passatoia bella come non mai. Passeggiare su questo marciapiede allargato è piacevole, confortevole e costituisce sicuramente un ottimo traguardo raggiunto da tutti coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione con evidenti benefici per tutti. Mi sono fermato a parlare della passerella con Marcello Costa, che mi ha spiegato che l’opera è nata dalla collaborazione commercianti – amministrazione comunale. Quest’opera è stata una soluzione tampone visto il protrarsi dei lavori, ma ha diversi aspetti importanti che vanno sottolineati. Innanzitutto, la partecipazione alla realizzazione di un progetto fra pubblico e privato, ottenuto comunque con costanti e pressanti contatti con i vari rappresentanti del Comune. La sinergia di idee ha portato alla realizzazione di qualcosa di bello ed utile. L’associazione di Piazza Diaz e Via Roma ha dimostrato di avere uomini ed idee giuste, e che il Comune se si apre alle proposte valide di chi ha competenza e voglia di fare, può raggiungere importanti obiettivi accettati da tutti. “Da cosa nasce cosa”; l’allargamento del marciapiede con la passerella ci sta dimostrando che un ipotetico allargamento definitivo del marciapiede  nel completamento della ristrutturazione della piazza stessa, potrebbe essere un’idea da prendere seriamente in considerazione visto il gradimento che la gente sta dimostrando. Continuando a parlare con Marcello Costa, abbiamo spostato il nostro discorso sul problema della carenza dei parcheggi e alle possibili soluzioni, lui mi diceva che come associazione dei commercianti di Piazza Diaz e Via Roma hanno già liberato e sistemato lo spazio sito alle spalle del negozio Costa Abbigliamento e sarà a disposizione degli acquirenti convenzionati o a pagamento per gli altri, Marcello aggiungeva che esiste uno spazio, piazzetta D’Elia che così com’è, con i palazzi fatiscenti, un basolato amorfo è sprecato tenerlo vincolato con un divieto di sosta mal sopportato dai cittadini, se invece quella piazza fosse abbellita, decorata con del verde, i palazzi ristrutturati e adeguatamente illuminati, la gente spontaneamente andrebbe a parcheggiare altrove. Un’altra soluzione per i parcheggi in quell’area potrebbe trovarsi ricavandoli costruendoli al posto dell’ex arena Italia, posto ideale, vicino al centro, andrebbe bene per tutti. Dopo tutte queste giuste considerazioni lanciate dal sig. Costa, mi viene spontaneo pensare che questa Associazione di Commercianti è una risorsa sotto ogni aspetto per la nostra città, come lo possono essere tante altre, a questo punto raccolgo il suggerimento lanciato dalla Margherita che ha proposto il bilancio partecipato (partecipativo, vedi l’art. di Danilo Lupo),  questo potrebbe essere l’inizio per farlo concretamente. Chiediamo ai cittadini, alle associazioni cosa vorrebbero realizzare, che per loro fosse prioritario. Si potrebbe decidere per esempio di acquistare l’ex Arena Italia e realizzare un parcheggio a più piani, da anni richiesto dalla città.

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10/12/04 Eugenio, in questa sede cittadina virtuale ti fai spesso promotore di proposte succulente... e il fatto che non si possa pensare di realizzarle nel giro di poco tempo, o almeno nel tempo sufficientemente necessario, spesso mi fa pensare che non sia frutto di una ragionata e palesata sconvenienza, ma principalmente per un mix di pigrizia e suggestione finanziaria.

Cerco di spiegarmi.

Quando ognuno di noi concepisce un'idea e la ripete a se stesso raramente trova come impedimento immediato il fattore finanziario, ma cerca di ragionare in termini di praticità, convenienza, efficacia. Un'idea saggia, tuttavia, necessita di un confronto esterno, della sua condivisione con terzi, quindi la si "confida". Questa pratica è necessaria perchè (per una sorta di spirito di contrapposizione naturale) da un lato l'ideatore ne deve decantare i pregi cercando di spiritualizzarne i vantaggi e dall'altra il confidente ha il compito di tenerla ancorata a terra attraverso la pratica dell'obiezione.

Ho l'impressione, tuttavia, che nei tempi attuali la maggior parte degli interlocutori (me compreso) a cui confidiamo un'idea si lasci risucchiare nello schema mentale in cui l'unico serio impedimento alla realizzazione di un progetto sia il dio denaro. Certamente non è un fattore trascurabile, ma non è trascurabile neanche il beneficio che si può trarre dalla realizzazione di un progetto.

A questo punto lancio una falsa provocazione (visto che è una consolidata legenda metropolitana): se il beneficio economico che cerchiamo è quello sicuro e immediato (ovvero speculare sulla realizzazione del progetto) il denaro necessario non basterà mai; viceversa sarebbe possibile realizzare (ad esempio) il parcheggio a pagamento in prossimità del centro recuperando quella struttura inutilizzata che si ripagherebbe economicamente negli anni, ma che gioverebbe alla comunità da subito.

Esiste un'amministrazione comunale (di qualsiasi colore politico) in grado di ragionare, in questi tempi attuali, in tal senso?

 

Aldo Roberto Panico

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