TuttoCasarano

Lo spazio web a disposizione dei cittadini

 

 
 
 
ARCHIVIO  

 VIDEO

 CHAT

ECONOMIA

CHIESE

MONUMENTI

AGRICOLTURA

VOLONTARIATO

Ti ho accanto da tanti anni, ma ti conosco?

di Eugenio Memmi, Casarano 05/11/04

 

 

E’ sorprendente quanto la vita ogni giorno ci sveli, in negativo o in positivo. E’ proprio vero che non si finisce mai d’imparare; soprattutto non finiamo mai di capire fino in fondo le persone. Il buon Padre Pio da Pietralcina, diceva lui stesso di essere un mistero per se stesso, figuriamoci quindi se gli altri possono comprendere pienamente un’altra persona. Riuscire a capire una persona, è quasi impossibile, principalmente perché le stesse persone non sono degli esseri statici, immobili, ma esseri che per il fatto di vivere, di avere relazioni con il mondo che li circonda di avere un’intelligenza, una “coscienza”, un cuore, sono in continua evoluzione emotiva, intellettiva, affettiva, cognitiva e per questo ogni giorno  modifica, aggiunge, toglie,  al nostro vissuto e conseguentemente le nostre convinzioni. Se queste mie considerazioni, sono frutto di ciò che ho sperimentato su me stesso e su ciò che mi circonda, oggi vorrei soffermarmi su quella categoria di persone che pur avendo tantissime qualità hanno un “piccolo difetto” che onestamente andrebbe corretto. Non so se sia più frequente fra uomini o nelle donne, fatto è che questo “filtro” che alcune persone usano come “autodifesa” ma da chi? è sicuramente un grosso problema per chi sta accanto a queste persone. Cerco di descrivere meglio questo “difettuccio”; alcuni di noi usano relazionarsi con gli altri, anche con le persone a loro più care, concedendosi fino ad un certo punto, riservando per se stessi una specie di zona off limit per gli altri dove non è possibile l’accesso. Queste persone si danno, collaborano, nella società, in famiglia, ma conservano invalicabile il loro territorio privato. Potremmo immaginarlo come un guscio di noce, e all’interno di esso queste persone tengono custodite le loro più profonde emozioni, sensazioni, le loro verità, le loro fragilità, la loro essenza. Se questo aspetto nei normali rapporti di relazione può condizionarli in maniera marginale, la stessa cosa non si può dire nel rapporto di coppia, dove la profonda unione di due anime è alla base di un felice rapporto. E’ ovvio che quando il partner si accorge dello stratagemma il problema se non risolto diventa serio e lede la stabilità del rapporto. E' necessario un correttivo teso ad eliminare ogni palizzata che impedisce un sincero e totale rapporto cerebrale. A volte capita così che alcune persone dopo aver vissuto diversi anni insieme al proprio partner, comprendono di aver avuto accanto una persona, ma che in realtà non conoscono veramente, poiché essi hanno manifestato la parte più esteriore concedendosi per quel quanto basta, spesso recitando una parte che li vedeva interpreti come marito o moglie.

Penso che questo atteggiamento sia  più diffuso fra gli uomini, che a volte si calano nel ruolo del marito = sesso forte, convincendosi che la vita è così: lavoro-casa – famiglia e questo guscio gli serve per non invischiarsi troppo nei problemi del tram tram quotidiano che lasciano quasi come se fosse una cosa dovuta alla moglie.

Verò è, che queste persone perdono una grossa opportunità che la vita ci ha donato, vivere pienamente, sinceramente ogni istante della propria vita, che in un certo qual modo ci differenzia dagli animali, che vivono per mangiare e si accoppiano istintivamente quando sono in calore. Tu che vuoi essere?