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EXPO CITTA' DI CASARANO, L'OCCASIONE PERDUTA

di Eugenio Memmi, Casarano 14/05/05

 

 

Dopo tante parole che hanno pubblicizzato questa manifestazione, stasera ho avuto la possibilità di visitare la prima edizione di questa “fiera campionaria”; vorrei dire qualcosa di diverso da quello che sto per dirvi ma non è assolutamente possibile. Se ciò che ho visto stasera si può definire “una mostra di alto livello qualitativo”, il mercato rionale del martedì in contrada botte allora lo dobbiamo considerare un evento dell’altro mondo perché credo che sia cento volte migliore. 83 espositori, addirittura uno da Bologna per mostrarci il frantoio mobile, sapete che aveva di mobile quel frantoio? Niente, era mobile... perché si trasporta con un videoregistratore!

Caro Sindaco e caro Assessore Rizzello, che autogol questa fiera delle scatole cinesi. Vorrei chiedervi dov’erano gli espositori di alto livello qualitativo e anche se c’erano, perché qualcuno ci sarà pure stato, ditemi quanti ce n’erano su 83. Anche io sarei stato capace ad invitare 5 venditori di serigrafie da 5 euro cadauna, 4 venditori di materassi, un venditore di mozzarelle, uno di magliette, 4 di cancelli in ferro battuto, 4 venditori di vasi, e così via….

Ma stamattina quando c’era l’on. Ria e il vicepresidente della Regione Sandro Frisullo, che cosa gli avete orgogliosamente fatto vedere, tutto questo?

Sarà pure la prima edizione, ma questo non può certo essere una scusante, troppo banale il prodotto tanto reclamizzato e pomposamente messo in mostra in una bella cornice. A me l’idea di una mostra avente come tema principale la “terracotta e il ferro battuto” non piaceva ancor prima di vederla perché questi settori non hanno niente a che fare con la tradizione e con l’economia casaranese.

La cosa che mi fa rabbia è che una fiera così com'è stata realizzata e "pensata" non mi sembra che possa avere ricadute economiche e culturali sulla nostra città, perchè vedo assente quella progettualità, quell'idea che sta dietro a tutta questa organizzazione e che traccia la strada futura da percorrere.

Che strada percorrere allora? Ce ne sono tante, basta capire che cosa si vuole fare, l’obiettivo primario è sicuramente realizzare un evento che punti a diventare occasione di crescita e di interscambio “serio”, per la nostra città. Un idea? Il  settore che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo: la calzatura, e tutto ciò che ruota intorno ad essa. Comprendo bene che comunque il settore è in declino e forse sarebbe anacronistico intraprendere un operazione del genere; anche se nonostante tutto penso che Casarano avrebbe il dovere di organizzarla almeno come riconoscenza.

Altra proposta, trovare un settore ancora non presente almeno in provincia come appuntamento fieristico, si potrebbe puntare ad una fiera dell’olio di oliva, oppure ai prodotti dell’agricoltura biologica con annessi convegni, una fiera enogastronomica, oppure cambiare genere completamente e puntare a settori nuovi, come ad esempio il Bad & Breakfast; sarebbe originale anche una fiera delle Pro Loco di tutta Italia sempre ovviamente con convegni e manifestazioni collaterali. Io sono per le fiere monotematiche, in modo che una città sia legata al ricordo di quell’evento, a meno che non si ha tanto di quello spazio come a Bari che ci si può mettere di tutto. Un ultima idea, fare una fiera insieme alle città con noi gemellate, Manoppello e Charleroi in modo tale che si stabiliscano legami più stretti sia economici che culturali.

Aggiungo un ultimo rigo, per ribadire la mia non volontà ad essere considerato il solito criticone di turno, non mi fa piacere dire certe cose, però qualcuno certe cose spiacevoli purtroppo le deve dire, per rispetto verso noi stessi.

 

 

17/05/05 In effetti il nome "expo." lasciava un certo margine di ottimismo circa la qualità della manifestazione. E devo ammettere che di alta qualità c'era ben poco.
Da una festa patronale ci si aspetterebbe qualcosa in più, come hai detto te, una certa progettualità, e invece sembra esser stata qualcosa organizzata in fretta e furia, giusto per non farsi dire che l'amministrazione non ha pensato ai suoi cittadini. Un vecchio vizio.
Una discriminazione che le "altre bancarelle" di Via Dante, S. Giuseppe, e piazza Indipendenza non digeriranno mai per non essere state onorate anche loro del taglio del nastro. offrendo prodotti appena un pelo qualitativamente diversi.
E' una lacuna troppo grave quella della mancanza dello stand della scarpa, simbolo di Casarano.
Nulla da dire comunque sullo svolgimento, e la partecipazione alla "expo" che mi è sembrata abbastanza numerosa.
Una considerazione vorrei farla riguardo all'orario dei fuochi d'artificio, che a me sembra troppo inoltrato per rendere partecipi dello spettacolo non solo chi il giorno dopo ha da lavorare, ma anche e soprattutto i bambini.


Federico Lubello.   - federlub@libero.it -

 

 

17/05/05 Questa è una città stranissima! Se non si organizza niente, giù con le critiche. Se si fa qualcosa, giù lo stesso con le critiche. Noi casaranesi siamo grandi maestri a farci male da soli. Per rimanere in tema: siamo maestri a farci le scarpe da soli (“E’ una battuta! L’ha capita?” Ale di Ale&Franz). Incredibile! Veramente, incredibile!!! Comunque, amo lo stesso questa città.

Enzo Schiavano - enzo.schiavano@aliceposta.it -

 

17/05/05 Caro Enzo, riassumo con una battuta il mio concetto:

Io ho scritto quello che ho visto ma soprattutto quello che non ho visto e che gli organizzatori invece ci avevano promesso che avremmo visto. Sarebbe stato meglio creare poche attese nella gente, non ci saremmo aspettato granchè, nessuno avrebbe detto nulla, si sa, le prime volte è facile sbagliare; ma quando si investono notevoli somme in spot pubblicitari radiofonici, televisivi, maxi cartelloni, manifesti, conferenze stampe a ripetizioni, proclami fantascientifici, cosa vuoi che io mi aspetti di vedere? Mi sembra che si sia pensato troppo alla promozione dell'evento e poco nella valutazione qualitativa degli espositori. Anch'io amo come te Casarano, per questo mi dispiace quando vedo certe cose fatte senza la dovuta attenzione. Io provo a pensare alle persone non di Casarano che sentendo i vari reclame sono stati invogliati a visitare l'Expo città di Casarano; secondo te che impressione si saranno fatta di noi?

 

Eugenio    - tuttocasarano@tin.it -

 

 

17/05/05 Caro Enzo,

Ho letto la tua replica a quanto osservato/criticato dall'amico Eugenio.

Devo dirti che sono con te, quando dici che siamo capaci a farci male da soli. Infatti lo si è dimostrato in tante occasioni, soprattutto in quelle politiche, come se la competizione elettorale fosse un giorco e non un grande momento di riflessione per infondere nuovo slancio di governo e di sviluppo.

Ma sono anche con Eugenio quando osserva che il risultato è stato deludente sulla base delle aspettative create dai pomposi proclami.

Non solo. Rincaro la dose e lo definisco un risultato svilente e denigratorio, sulla base di quelle che mi risultano essere state le reali motivazioni che hanno spinto qualcuno ad interessarsi in prima persona.

Infatti, questa persona, ritenendomi all'altezza per una valutazione sull'iniziativa, con entusiasmo mi sottopose il progetto, ben corredato di planimetrie, percorsi, agenzia incaricata, logo e periodo ecc.

Effettivamente fui subito contento, ma sollevai l'osservazione sul fatto che una simile inizativa lo era già stata la 1a Fiera dell'Artigianato che si tenne sulla Villa comunale dal 29 aprile al 1° maggio 2004 h a cura dell'Ass. Artigiani di Casarano (Presidente il Sig. Antonio Paolo Memmmi - parrucchiere).

Siccome ero a conoscenza che la stavano ripetendo, rimasi perplesso sul fatto che l'interlocutore non ne fosse a conoscenza, nonostante sul suo tavolo era presente una richiesta di patrocinio e finanziamento.

Ma l'interlocutore mi fece notare che la fiera dell'anno precedente non era stata un granchè soprattutto per essere stata ambientata a Casarano che merita di più.

Sono d'accordo con te, gli risposi, ma il Comune non può appropriarsi di una manifestazione già avviata mentre sarebbe stato più giusto offrire una collaborazione mirata all'eccellenza della manifestazione.

Sai qual'è la risposta che ho ricevuto e che mi ha fatto rimanere di stucco ?

Caro Francesco il Comune opera in regime di libera concorrenza ! ! !

Al "caro", perchè ci costa, interlocutore manifestai tutto il mio disappunto facendo notare che, il Comune può essere in libera concorrenza con altre iniziative extracomunali ma giammai, per morale e per logica, con le iniziative poste in essere da organismi ed associazioni locali, alle quali è più giusto offrire un affiancamento collaborativo nella maniera che si ritiene più opportuna e congrua.

Comunque il risultato è stato quello che, appena ha informato gli artigiani dell'iniziativa, questi  si sono ritirati. modificando anche il programma della Pro Loco che avevamo pensato di ambientare la serata del decennale della biciclettata, proprio sulla villa comunale in concomitanza della 2a edizione dell'a Fiera dell'Artigianato per consentire una sorta di scambio di pubblico.

Alla luce di questi fatti il risultato non cambia. E' sempre refrattario, ma è opportuno conoscere le cause e non solo gli effetti.

Si noti l'elenco degli espositori 2004 dell'Ass. Artigiani e l'elenco degli espositori della 1a Expo, cercando di stabilirire quale è il più rispondente alla logica dell'iniziativa.

Se poi ci aggiungiamo che l'Amministrazione Comunale paga dei Funzionari, incarica ditte esterne, utilizza attrezzature strumenti e risorse comunali, mentre le Associazioni operano in regime di volontariato, qualsiasi risultato può essere soggetto ad osservazione ma giammai di critica. soprattutto se quest'ultima viene perpetrata dal Palazzo.

 

Francesco De Vita    - francescode.vita@libero.it -