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GIOVANNI PAOLO II, IL PAPA DI TUTTI

di Eugenio Memmi, Casarano 03/04/05

 

 

La morte di Giovanni Paolo II ha suscitato in tutto il mondo una profonda commozione, coinvolgendo uomini e paesi cattolici e non cattolici. Non penso che si tratti di una generica e superficiale emotività collettiva, poiché se un paese come l’Egitto, l’India, Cuba, decidono di proclamare tre giorni di lutto nazionale per la morte di questo papa evidentemente le motivazioni sono profonde e l’apostolato di Giovanni Paolo II è stato molto più incisivo di quanto non si credi. Se la sensibilità di paesi a tradizione cattolica in queste ore ha mostrato la sua faccia più nobile e potrebbe essere scontata, per il resto del mondo interpreto l’affetto che si sta dimostrando a questo grande papa come la consacrazione di questo papa polacco fra gli uomini più grandi che il pianeta abbia avuto. Non è facile ricevere riconoscimenti così condivisi se non ci si trova davanti ad una figura che ha saputo essere al di sopra di ogni etichetta incarnando in se valori che ha condiviso tutto il mondo riuscendo così a superare confini e barriere ideologiche. In questo momento mi viene in mente di questo secolo appena trascorso un altro piccolo grande uomo che è riuscito a conquistare i cuori di tutto il mondo nonostante il suo credo religioso, Ghandi. Uomini di pace, uomini giusti, coerenti, semplici. Se ce ne fosse magari ancora bisogno, questa grande dimostrazione di affetto mondiale verso Karol Wojtyla dimostra che solo la ricerca della verità, della pace, dell’amore, della gioia, della semplicità sono ciò che la gente universalmente cerca e ama; questo papa ha saputo portare nei suoi continui viaggi in ogni angolo del mondo tutto questo, e oggi riceve quell’amore che ha continuamente donato. Un monito ed un esempio per tutti. Ma chi saprà raccogliere e far fruttare il seme che Giovanni Paolo II ha seminato? Chi non è sordo al grido di verità e giustizia, chi non è cieco davanti ai piccoli o grandi soprusi, chi ha il cuore puro e cerca con semplicità le piccole gioie della vita, chi riesce a guardare con gli occhi di un bambino la vita di ogni giorno, proprio come lo erano gli occhi vispi del papa, quasi fossero estranei ad un corpo provato dalle malattie, dall’età.