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MA COSA MANGIAMO?

di Eugenio Memmi, Casarano 17/04/05

 

 

Ieri ho comprato in un supermercato delle belle fragole, a pranzo, arrivati alla frutta, i miei figli si sono lanciati con grande entusiasmo nel mangiarle; mia moglie invece rimbrottava sull’acquisto di questa frutta convinta che siano piene di pesticidi! La cosa, un po mi dava fastidio, un po mi faceva riflettere, perché effettivamente nell’acquisto della frutta non abbiamo nessun dato di certificazione. Se nei vari alimenti che acquistiamo sulla confezione possiamo leggerne gli ingredienti vari, il luogo di lavorazione ect. questo non esiste per la frutta. La cosa mi ha un po’ impensierito facendomi riflettere sulla questione che non ritengo abbastanza documentata. Così ho fatto una breve consultazione su internet ed ho visto che oggi vengono immesse sul mercato le mele addirittura dopo due anni dalla raccolta grazie alle nuove possibilità di conservazione che la tecnologia ha messo a disposizione. Però ho letto che la frutta con il passare del tempo perde la sua capacità antiossidante (perdita della capacità di produrre sostanze nobili necessarie a contrastare la formazione di radicali liberi) per cui quelle mele, non hanno nessun valore nutritivo, servono solo a riempire lo stomaco. Sempre su internet, ho letto che su 45 pesticidi normalmente usati dagli agricoltori, 25 sono sicuramente cancerogeni, 19 sono dubbi e solo uno è risultato non cancerogeno. Si è visto pure che la frutta biologica rispetto a quella coltivata tradizionalmente ha una maggiore concentrazione di tutti gli alimenti nutrizionali e vengono conservati per più tempo anche se questi alimenti vanno consumati in breve tempo proprio perché non subiscono trattamenti chimici per permetterne una lunga conservazione. Vi sembra sufficiente per iniziare un discorso di approfondimento del problema?  E’ una necessità ed un dovere dare una risposta a questa domanda perché tutti siamo coinvolti in questo processo dietetico nutrizionale. Chi ci tutela da quelle insalate gonfiate dagli ormoni e cresciute in pochi giorni? Come facciamo a sapere se chi produce frutta e verdura è una persona competente oppure fa le sue colture a naso? E soprattutto non lo sa nemmeno lui che cosa produce e immette sulle nostre tavole! Ma chi lo deve fare? Non lo so, ma io lancio un appello al nostro sindaco, alle autorità sanitarie, al Tribunale dei diritti del Malato, al ministero della salute, perché il cittadino abbia la possibilità di sapere cosa mangia e comunque penso sia anche necessario informare – educare i cittadini sui rischi/benefici che una sana o scorretta alimentazione può determinare.

 

http://www.aiab.it/nuovosito/tavola/dieta/salute/antiossidanti.shtml