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AZIONE DEMOCRATICA ED I SUOI "PRESIDENTI"

 

di Enzo Schiavano, Casarano 09/06/05

 

 

Patrizia Carlino, presidente del movimento politico “Azione Democratica”, ha pubblicamente affermato che si asterrà al Referendum (o almeno, così mi sembra di aver capito). E’ una posizione  legittima e rispettabile, ma mi ha impressionato perché determina il secondo palese contrasto tra il massimo dirigente di AD e la stessa associazione in soli tre mesi. Nei giorni scorsi, infatti, l’assemblea del Quadrifoglio aveva pubblicizzato la sua posizione ufficiale sull’argomento, esprimendosi in favore del SI ai quattro quesiti referendari. Prima delle elezioni regionali, si era consumato un altro clamoroso “strappo” tra l’assemblea e il suo presidente pro-tempore. In quella occasione il movimento aveva preso una netta posizione a favore del candidato presidente del centro-sinistra, Niki Vendola, causando le dimissioni dell’allora presidente, Mina Schito, che non condivideva quella linea, e determinando che non poteva essere lei la persona giusta per rappresentare il movimento. Il suo posto, com’è noto, è stato preso proprio da Patrizia Carlino, che ha avuto l’onestà di far sapere a tutti di non condividere la posizione dell’associazione sul Referendum. Non è una questione di poco conto, basta vedere cosa sta succedendo, con le dovute proporzioni, in Alleanza Nazionale. Colpisce questa inclinazione di AD a scegliersi quale suo massimo rappresentante una personalità che, sulle questioni importanti e qualificanti, dissente dal resto dei soci. Non voglio interferire nelle scelte del Quadrifoglio, seppure ritengo che i suoi affari interni hanno rilevanza anche tra i cittadini casaranesi, ma semplicemente osservo che il movimento non riesce ad esprimere un presidente che lo rappresenti adeguatamente.

 

11/06/05 Caro Enzo, ho letto con interesse il tuo articolo di cui sopra e permettimi di risponderti a titolo personale e non come “posizione ufficiale” dell’associazione”, anche se credo che molti condivideranno la mia opinione in merito.

Alcune cose che tu hai riferito, in parte corrispondono al vero, talune sono discutibili poiché non vivendo di persona la vita dell’associazione, da giornalista, come è giusto che sia,  hai cercato di darne una tua personale interpretazione.

L’Associazione “Azione Democratica” , all’interno del suo statuto ha espressamente sottolineato come si definisca “ libera, laica e non verticistica “.

Tuttavia, come in tutti i partiti ed associazioni varie, ci deve pur essere un organizzazione: un tesoriere, un portavoce, un vice presidente, un presidente.

Nel nostro caso, non essendoci una scala gerarchica piramidale ( “…….non verticistica” ),

la figura del presidente serve solo ed esclusivamente come punto di riferimento per gli interlocutori,

anche se, innegabilmente, si cerca di dare il compito ad una figura che esprima “peronalita’ e carattere.

Pertanto non vedo niente di scandaloso se su alcune posizioni, peraltro neanche politiche, ma solo di natura prettamente etico-religiosa , ci possano essere divergenze di opinione.

Tra l’altro se hai letto bene il nostro comunicato stampa c’è scritto : AD  in considerazione della complessità delle questioni proposte  è consapevole di possibili differenziazioni , sulla base di singole convinzioni personali che vanno rispettate.

Non capisco per quale motivo debba destare “scandalo” una divergenza di opinione, su questioni, ripeto, che non riguardano la sfera politica di AD, ma solo quella etica.

Posso assicurarti, anche se come associazione non dobbiamo ogni volta giustificarci con tutti sul nostro operato, che la maggioranza dei soci fondatori di AD è per i ..” quattro SI “ e che a livello politico il nostro presidente Patrizia Carlino rispecchia fedelmente la linea di condotta dell’associazione.

Con stima

 

Pino Montedoro  - pinomontedoro@tin.it -

 

 

10/06/05 Non ho detto che è uno scandalo. Ho soltanto fatto notare che è il secondo “strappo”, in pochi mesi, tra i due presidenti eletti e il resto dell’associazione. E il primo caso era prettamente politico. Questo, sicuramente, denota un certo fervore dialettico all’interno di un movimento che si definisce “libero, laico e non verticistico”. E’ un elemento positivo, secondo me, ed è per questo che seguo con grande interesse l’evoluzione di “Azione Democratica”. Questo doppio “strappo”, però, rimane una singolare circostanza: sulle questioni importanti un presidente di partito, di un’associazione o di un movimento deve essere in sintonia con la maggioranza degli iscritti. Se Rutelli, sulla controversa questione della lista unica dell’Ulivo voluta da prodi, fosse andato sotto nella famosa assemblea della Margherita, non sarebbe rimasto al suo posto e sicuramente si sarebbe dimesso. Comunque, a scanso di equivoci, voglio dire anche che stimo moltissimo Patrizia Carlino. Prima di diventare presidente di Ad, per me era soltanto la moglie dell’ex consigliere comunale Gino Fattizzo. Dopo aver ascoltato i suoi interventi pubblici, mi sono reso conto che è già una risorsa per la nostra città, avendo constatato che ha idee progettuali interessanti sulla nostra città che condivido ampiamente.

Con rinnovata stima ed amicizia

 

Enzo Schiavano  - enzo.schiavano@aliceposta.it -