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"Mentre tutto scorre", la replica a Francesco De Vita

di Enzo Schiavano, Casarano,  20/06/2005 - ore 20:24

 

 

L’intervento di Francesco De Vita, intitolato “Mentre tutto scorre…”, merita una breve replica. Le idee dell’amico De Vita sono stupefacenti. In sostanza, si meraviglia della recente apertura di un negozio gestito, mi pare di capire, da un extracomunitario che avrebbe la “colpa” di vendere capi di abbigliamento a prezzi veramente modici. De Vita, tra l’altro, fa maliziosamente intendere che tutto questo sia frutto di oscure manovre illegali che dovrebbero far riflettere e interessare le forze dell’ordine. “E intanto scorre inesorabilmente la miseria che assale i commercianti nostrani, compresi gli ambulanti che si ostinano ancora, sotto un sole cocente, a proporre i loro capi non più competitivi” scrive De Vita, ergendosi a paladino della categoria. Personalmente, ho sempre diffidato delle lamentele dei commercianti (da ragazzo, ho lavorato come commesso in diversi negozi e vi posso assicurare che anche quando gli affari vanno a gonfie vele, i commercianti si lamentano sempre!), e ancora di più di quelle degli ambulanti, ma vorrei ricordare che, da tempo, a Casarano sono stati aperti negozi e locali pubblici da persone (italiane e casaranesi), nullatenenti, la cui ricchezza improvvisa ha generato più di un sospetto. Perché l’amico De Vita si accorge di questo “fenomeno” soltanto adesso? Non crede che anche questi commercianti o gestori di locali (italiani e casaranesi) siano la causa della presunta miseria dei poveri “commercianti nostrani”? E poi, vorrei capire da uno che ha sottoscritto le tesi liberiste (si è candidato di recente nella lista di An: o ci si candida solo per il gusto di candidarsi?) quale sarebbe lo scandalo se si aprono negozi senza limiti e senza indagine di mercato. Se si appoggiano queste idee, perché ci si scandalizza? A De Vita chiedo di fare uno sforzo di sincerità e di ammettere che il suo ragionamento, e quello dei commercianti, è dettato da forti pregiudizi nei confronti degli extracomunitari.

Con stima e amicizia

 

24/06/05 Caro Enzo,

Ritengo opportuno dei distinguo alla Tua replica:

1) Non sono contro gli extracomunitari. Oltretutto sono figlio di emigranti e i miei genitori mi hanno sempre evidenziato sia la solidarietà che hanno riscontrato e sia la gratitudine con la quale hanno ricambiato.

2) Ma i nostri emigranti, andando in Svizzera, in Germania, in Francia, in Belgio ed in giro per il mondo, salvo il caso dell'esodo verso l'America latina, sono partiti con un contratto ed hanno dovuto rispettare le regole del paese ospitante;

3) Nessuna insinuazione su manovre illegali, e comunque è giusto che le forze dell'ordine siano vigili su ogni eventuale soppruso, ma l'auspicio che la merce straniera sia equiparata a quella italiana e ciò è possibile solo attraverso la rintracciabilità della merce quanto meno per verificare se sia stata prodotta nel rispetto dei diritti dei lavoratori, dei diritti umani e dei bambini.

4) Se in tempi di vacche grasse le lamentele dei commercianti potevano dirsi un rito, oggi caro Enzo, ti invito a farti un giro e fermarti davanti ad un negozio storico di abbigliamento. Poi mi dirai se si tratta di finzione o di amara verità.Da piccolo imprenditore, nell'esercizio della mia attività posso sincerarti che le cose stanno molto male e la ricerca imprenditoriale della soluzione è comunque garanzia di salvaguardia anche per coloro i quali sono pubblici impiegati.   

5) Essere liberista non significa consentire tutto ma consentire quanto è possibile comunque nel rispetto di regole. (molti cittadini si domandano cosa sia lo "Stato di Diritto"

6) Per il lavoro e l'impegno profuso dal sottoscritto e per quanto è successo in FI nelle fasi precedenti la campagna elettorale (di cui anche tu ti sei ampiamente interessato quale corrispondente), mettersi in discussione, con coerenza di schiaramento,  tra le file di AN è stato un atto di coraggio e di responsabilità.

 

Quindi In un momento di grande congiuntura, non è questione di ergersi a a paladino di alcuna categoria o di uno schieramento, ma si tratta di stabilire se, in una realtà globale che non ci consente di interferire a casa di altri, la coerenza circa l'applicazione delle regole, possiamo farla valere al momento in cui altri e quanto da loro prodotto varca i confini della nostra nazione.

Caro Enzo quanto da me esposto è solo la situazione, espressa in temini personali, sui cui dovrebbero intervenire le norme di salvaguardia (non di protezionismo) di cui a livello Europeo si sta cercando di stabilire.

 

RingraziandoTi comunque per l'attenzione che hai riservato alla mia esternazione, Ti saluto cordialmente.

 

Francesco De Vita  - fdevita@setecoweb.it -